Giovedì 9 aprile prende il via, in prima serata su Rai 1, la nuova fiction intitolata Uno Sbirro in Appennino. Il protagonista della narrazione è Vasco Benassi, interpretato da Claudio Bisio, protagonista di questa intervista. La serie, composta da quattro puntate in onda per altrettante settimane sull’ammiraglia, è realizzata da Picomedia e Rai Fiction ed è realizzata da Renato De Maria. La fiction debutta il 7 aprile in streaming su Rai Play. Nel cast, oltre a Claudio Bisio, ci sono anche Chiara Celotto, Elisa Di Eusanio e Michele Savoia.
Intervista Claudio Bisio, il nome del protagonista un omaggio a Vasco Rossi
–Con Uno Sbirro in Appennino ritorna protagonista sulla Rai. Come si trova nella TV di Stato?
Mi trovo benissimo in Rai, in passato è sempre stata un po’ la mia famiglia e adesso il commissario Vasco Benassi mi dà la possibilità di farmi conoscere alla vasta platea della fiction televisiva targata Rai.
-Chi è Vasco Benassi?
Innanzitutto sottolineo che il nome Vasco è un omaggio della produzione a Vasco Rossi. Benassi non ha figli, inizialmente si trovava in un’altra città, poi per aver risposto con una parolaccia ad una giornalista viene trasferito in una cittadina immaginaria di nome Muntagò. Si tratta di una sorta di Vigata dell’Appennino, che rappresenta bene l’Appennino con la sua bellezza, le tradizioni, l’anima popolare ed anche lo spopolamento che c’è stato negli ultimi anni.
-Da cosa è dipesa la scelta di ambientare la fiction proprio nell’Appennino?
L’Appennino non è mai stato trattato in nessuna fiction ed attualmente rappresenta un po’ l’Italia. Infatti, fino al dopoguerra, lì viveva il 70% degli italiani. Inoltre, gli Appennini sono importanti nella storia e nella memoria del nostro Paese. Non a caso abbiamo quel bellissimo romanzo Dagli Appennini alle Ande che ha tanto commosso intere generazioni di adolescenti ed è stato scritto da Edmondo De Amicis, autore del famosissimo libro Cuore.
Un poliziesco che si distingue da tutti gli altri
-Uno Sbirro in Appennino è un poliziesco, genere decisamente presente in tv. Per cosa si distingue questo titolo?
Uno Sbirro in Appennino si distingue dagli altri polizieschi per alcuni motivi fondamentali. Il primo è che la storia è stata scritta sulle mie corde professionali, con la sceneggiatura che unisce due elementi: il comico e il poliziesco. E questa è una novità nella fiction italiana. Poi, attraverso i vari personaggi, si realizza anche una indagine sull’umanità del paese Muntagò. In ogni personaggio, inoltre, c’è una profonda rappresentazione del lato umano. Ci sono scene molto emozionanti, seguite però subito dopo da una leggerezza che le trasforma in comedy.
–Cosa c’è di personale nel personaggio di Vasco Benassi?
Da una parte non c’è nulla di personale, perché io non ho mai amato le divise pur rispettando, ovviamente, il loro lavoro. Dall’altra, invece, mi ritrovo nel suo carattere. Voglio mettere in evidenza il fatto che io sono anche cintura nera di karate e che nella vita sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere.
Intervista Claudio Bisio, il rapporto con la poliziotta Amaranta
–Ha avuto difficoltà nel recitare in dialetto?
Confesso di essere assolutamente negato con il dialetto bolognese, ma ho fatto di tutto per rendere credibile il linguaggio di Vasco Benassi al grande pubblico televisivo.
–Qual è il suo rapporto con la giovane poliziotta Amaranta, interpretata da Chiara Celotto?
Amaranta è la giovane poliziotta partenopea che viene mandata come agente di rinforzo al commissariato di Muntagò. Lei mi somiglia molto perché ha lo stesso desiderio di risolvere anche i casi più difficili. Io però le insegnerò il mestiere. Tra Benassi e Amaranta si instaura un rapporto intenso, a cui il poliziotto non sa dare un nome preciso. Secondo me Benassi vede in lei la figlia che non ha mai avuto ed il rapporto maestro-allieva sconfina in una genitorialità dell’anima difficile da gestire per entrambi. Sul lato professionale, la loro intesa è perfetta. Sottolineo che non vogliamo dare giudizi morali sul rapporto fra Benassi e Amaranta. Inoltre, ci tengo a evidenziare la bravura degli attori di puntata, che sono molto spesso personaggi locali che non hanno mai recitato.

