Domenica 13 settembre, su Canale 5, va in onda la prima puntata della nuova edizione di Melaverde. Il programma è visibile dalle ore 11:50.
Melaverde puntata 13 settembre, chi sono i conduttori
Melaverde raggiunge, con quella al via oggi, il traguardo della 29esima edizione. La trasmissione torna con il medesimo obiettivo di sempre: raccontare alcuni dei territori più belli del nostro paese, concentrandosi sulle curiosità, sulla storia e sulla natura dei luoghi al centro delle varie puntate.
Alla conduzione di Melaverde è confermata la coppia formata da Ellen Hidding e da Vincenzo Venuto. Essi, in ogni appuntamento, si dividono e raccontano due diverse zone italiane. Tutte le puntate sono proposte anche in diretta streaming e on demand mediante l’applicazione Mediaset Infinity.
Melaverde è preceduto, ogni domenica, da Le Storie di Melaverde, contenenti i migliori servizi trasmessi nelle vecchie edizioni e inserito nel palinsesto di Canale 5 dalle 10:55 circa.
Il cuore della Valnerina
Ellen Hidding, durante Melaverde di oggi, propone un focus sul cuore della Valnerina, nel territorio tra Norcia e la piana di Castelluccio. È proprio in tale area che sorge il protagonista della narrazione, ovvero il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Istituito nel 1993, il Parco copre una porzione molto vasta, superiore ai 70 mila ettari, ed ha una superficie quasi totalmente montuosa.
Le telecamere di Canale 5 raccontano le bellezze della Valnerina, a partire dal prodotto simbolo, cioè la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, che ha ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). La padrona di casa dà spazio al rapporto fra l’uomo e la natura, oltre che ai progetti finalizzati alla tutela della biodiversità.
Melaverde puntata 13 settembre, il viaggio di Vincenzo Venuto
Vincenzo Venuto, durante la puntata di domenica 13 settembre di Melaverde, raggiunge le Alpi Orientali Italiane. In particolare, il presentatore visita il rifugio posto all’altezza maggiore dell’intera catena montuosa.
Tale luogo si trova su un piccolo piano roccioso a 3535 metri, ai piedi della vetta del monte Vioz. Dal 1958 il rifugio è gestito dalla medesima famiglia e, attualmente, è guidato da un alpinista estremo.
La tappa seguente del viaggio è nei pressi di una malga situato a 1.850 metri sopra il livello del mare. Ogni anno alcuni allevatori allevano capre e pecore, rappresentando un perfetto esempio di gestione comunitaria del territorio. Infine si parla di una coltivazione di fiori e di erbe di montagna, fra cui la Stella Alpina.
