Mercoledì 15 settembre, dalle ore 12:00, si è svolta la conferenza stampa che abbiamo seguito in diretta del film Giovannino Guareschi Non muoio neanche se mi ammazzano. La pellicola, diretta da Andrea Porporati e prodotta da Anele con Rai Fiction in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna Film Commission e Ministero della Cultura–Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, va in onda in prima serata su Rai 1 nella giornata di domenica 20 settembre.
Nella pellicola Giuseppe Zeno interpreta lo scrittore Giovannino Guareschi, fra i più venduti al mondo e capace di catturare la realtà che lo circondava dando vita a personaggi memorabili. Nella diretta della conferenza stampa del film Giovannino Guareschi Non muoio neanche se mi ammazzano intervengono il regista Andrea Porporati, Marco Ferrazzoli che ha collaborato alla scrittura della sceneggiatura e il protagonista Giuseppe Zeno.
Giovannino Guareschi film diretta conferenza stampa, le parole dei produttori
La conferenza stampa di Giovannino Guareschi Non muoio neanche se mi ammazzano prende il via con il saluto della Direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati: “È un progetto di cui siamo fieri e che ha richiesto alcuni anni di lavoro. Giovannino è stato l’emblema di un certo mondo, un grande personaggio radicalmente indipendente nei pensieri. Il film racconta la biografia a partire dal ritorno a piedi in Italia dopo il periodo nel campo di concentramento fino al suo ingresso in carcere. Voglio ringraziare il figlio di Guareschi, che ci ha aiutati e accompagnati. Il film è bello, è scritto e girato in maniera magistrale e Giuseppe Zeno ha firmato una interpretazione eccellente, adottando una lingua della Bassa che è unica. Siamo felici di aprire la stagione con questo progetto, credo che il personaggio di Giovannino Guareschi debba essere riscoperto“.
Gloria Giorgianni, produttrice di Anele, ringrazia tutti coloro che hanno lavorato al progetto, compresa la Rai per la sua “professionalità incredibile”. Il microfono passa ad Andrea Porporati: “Giovannino Guareschi è stato dimenticato come figura individuale, ma fa certamente parte della nostra identità, perché la sua visione del mondo, grazie alle opere da lui realizzate, è entrata nel nostro sangue. Tutti coloro che hanno lavorato al progetto sono stati anche lettori di Guareschi e ognuno di noi sapeva ciò che voleva raccontare”.
Va in onda una clip registrata di Alberto Guareschi, il figlio dello scrittore: “Sono uno dei pochi che conosceva Giovannino ad essere ancora in vita. Lui era bravo a fare tutto e questa sua bravura, nel film, traspare. Giuseppe Zeno è stato bravissimo, vedendo la sua interpretazione ho rivisto i medesimi modi che usava mio papà“.
Cosa ha detto Giuseppe Zeno
La conferenza stampa del film di Giovannino Guareschi procede con l’attore Giuseppe Zeno. Dopo i ringraziamenti di rito, il protagonista racconta: “Il progetto, inizialmente, mi creava timore e gioia. Biograficamente Guareschi non è mai stato raccontato, ma lo abbiamo imparato a conoscerlo con i suoi personaggi. Lui era Don Camillo ma anche Peppone. Questo film incide senz’altro sulla mia professionalità, perché mi ha permesso di esprimere un’emotività che non sempre si può esternare nei progetti di questo tipo. Mi sono concentrato molto sul dialetto. Io sono di Ercolano e sono cresciuto in Calabria, ma come attore penso sia doveroso riuscire a cimentarsi in altri dialetti. La mia attenzione è stata nel trovare un equilibrio, risultare credibili nel rispetto degli abitanti, senza scimmiottare“.
Breve contributo video di Benedetta Cimatti, che interpreta Elena Guareschi, la moglie del protagonista: “Elena è una donna coraggiosa, capace di portare avanti la famiglia e i figli, è sempre rimasta al fianco del marito, incoraggiandolo. Lavorare al film è stata un’esperienza molto positiva e profonda, per una storia che meritava senz’altro di essere raccontata“.
Marco Ferrazzoli, che ha contribuito alla sceneggiatura, afferma: “Il film racconta una storia reale con una sequenza cronologica estremamente coraggiosa. Prendiamo un segmento che parte con il ritorno dal lager e che si chiude con la detenzione di 400 giorni in galera. Si tratta di un decennio nel quale raccontiamo, con Guareschi, la storia del nostro paese, fra cui le elezioni del ’48. Il protagonista ha sempre mandato messaggi politici molto forti, ma attraverso la chiave dell’umorismo. In Italia l’umorismo è una colpa che gli intellettuali si devono far perdonare”.
Giovannino Guareschi film diretta conferenza stampa, le domande
La conferenza stampa di Giovannino Guareschi va avanti con le domande dei giornalisti. La prima è sui riferimenti alla fede nel film e risponde Ferrazzoli: “Io credo che la fede sia presente nella pellicola, si tratta di un elemento che permea profondamente la sceneggiatura. Anche la fede, comunque, è un aspetto complicato nella vita dello scrittore”. Giuseppe Zeno sull’importanza della figura dello scrittore: “Io credo che i nostri giovani oggi abbiano bisogno di riscoprire questo autore, sempre fedele a sé stesso e coerente con le sue idee“.
Andrea Porporati sulla fotografia: “Marcello Montarsi è stato il Direttore alla fotografia e ha fatto un grandissimo lavoro. Il film è stato girato dando spazio al paesaggio, all’Emilia Romagna e alla cosiddetta Bassa tanto cara a Guareschi. Claudio Lauretta ha imitato Gino Cervi e Claudio Romano, le voci originali dei doppiatori di Don Camillo e Peppone“.
Ferrazzoli sulla prigionia dovuta alla pubblicazione di due false lettere sul ruolo di Alcide De Gasperi durante la seconda guerra mondiale: “Dopo la detenzione è iniziato il percorso verso la fine di Guareschi. Lui aveva la possibilità di interrompere la detenzione e chiedere la grazia, ma rifiutò perché era convinto che la richiesta di grazia significasse ammettere le proprie responsabilità e lui era assolutamente convinto della sua buona fede”. Termina qui l’incontro.


