Alla festa della Rivoluzione è un film italiano di genere storico e drammatico, presentato nel 2025 alla Festa del Cinema di Roma e uscito nelle sale nel 2026, proposto da Sky Cinema Uno. La regia è di Arnaldo Catinari e la durata è di circa 98 minuti. Nel cast figurano Valentina Romani, Nicolas Maupas, Maurizio Lombardi, Darko Perić e Riccardo Scamarcio.
Il film intreccia una vicenda di spionaggio e una storia d’amore sullo sfondo dell’impresa di Fiume. Fra il 1919 e il 1920, la città occupata da Gabriele D’Annunzio diventa un crocevia di progetti politici, passioni e interessi internazionali. I protagonisti di finzione attraversano questo spazio incerto, nel quale la promessa della rivoluzione convive con l’uso della forza e con le manovre dei servizi segreti.
Regia, produzione e protagonisti del film Alla festa della Rivoluzione
La sceneggiatura è firmata da Arnaldo Catinari e Silvio Muccino, con una libera ispirazione al libro omonimo di Claudia Salaris. La produzione è di Italian International Film con Rai Cinema, con Fulvio e Federica Lucisano come produttori. Catinari cura anche la fotografia; il montaggio è di Consuelo Catucci e le musiche di Maurizio Filardo. Le scenografie sono di Tonino Zera e i costumi di Ursula Patzak.
Valentina Romani interpreta Beatrice Superbi, pianista e agente al servizio della Russia bolscevica. Nicolas Maupas è Giulio Leone, medico disertore vicino agli anarchici. Riccardo Scamarcio interpreta Pietro Brandi, uomo dei servizi segreti italiani, mentre Maurizio Lombardi è Gabriele D’Annunzio. L’incontro fra questi personaggi permette al racconto di affiancare il conflitto politico alle ferite private che ne condizionano le decisioni.
Dove è girato Alla festa della Rivoluzione
Le riprese si sono svolte principalmente in Friuli Venezia Giulia, fra l’autunno e la fine del 2024. A Udine sono stati utilizzati luoghi come piazza Libertà, Palazzo D’Aronco, piazza XX Settembre e Palazzo Kechler. La lavorazione ha interessato anche Trieste e Villa Giacomelli a Pradamano.
Le architetture e gli interni della regione contribuiscono a ricostruire la Fiume del primo dopoguerra. La città della vicenda è l’attuale Rijeka, in Croazia, mentre gli spazi friulani e giuliani diventano materialmente i set del film. Costumi, arredi e uso della luce trasformano palazzi e piazze in luoghi di rappresentanza politica, incontri clandestini e conversazioni nelle quali le alleanze possono cambiare.
Trama di Alla festa della Rivoluzione
È il 1919 e Beatrice Superbi raggiunge Fiume nel momento in cui D’Annunzio avvia il proprio esperimento politico. La sua identità di pianista le permette di muoversi nell’ambiente del comandante, mentre il lavoro per la Russia la obbliga a osservare interessi e pericoli che vanno oltre i confini della città.
Durante i festeggiamenti un attentato minaccia la vita di D’Annunzio. Giulio Leone interviene per salvarlo, ma il gesto non basta a proteggerlo dai sospetti. Il medico riconosce infatti la donna coinvolta nell’azione: è sua moglie, che credeva morta. La necessità di comprenderne il ruolo lo mette in una posizione difficile, fra la fedeltà personale al comandante e un passato che non può più considerare chiuso.
Pietro Brandi interviene nell’indagine e fa arrestare Giulio. La sua presenza introduce una logica diversa da quella degli idealisti che animano Fiume: le informazioni diventano strumenti di controllo e le alleanze rispondono a obiettivi che non vengono dichiarati apertamente. Beatrice aiuta il medico e avvia con lui una collaborazione destinata a trasformarsi in un legame sentimentale.
La ricerca dei responsabili dell’attentato si intreccia con le tensioni fra il progetto dannunziano, il governo italiano e il movimento di Mussolini. Fiume ospita reduci, anarchici, artisti e rivoluzionari, ma questa pluralità non garantisce che il potere rinunci alla repressione. Giulio deve confrontarsi anche con la distanza fra gli ideali proclamati dal comandante e le decisioni adottate quando si sente minacciato.
Beatrice porta con sé un bisogno di vendetta che rende l’indagine profondamente personale. Il rapporto con Giulio le offre una prospettiva diversa, ma la possibilità di costruire un futuro dipende dalla capacità di sottrarsi alle macchinazioni politiche. Il racconto affianca così due domande: chi tenta di controllare Fiume e quanto i protagonisti siano disposti a sacrificare per fermarlo.
Come finisce Alla festa della Rivoluzione: il finale spiegato
Nel finale Giulio è condannato a morte e Beatrice affronta Brandi per ottenere la chiave dei suoi telegrammi. Il confronto rivela che l’agente aveva distrutto la sua famiglia, provocando la rovina del padre e uccidendone la madre. Beatrice comprende che la parola necessaria a decifrare i messaggi è proprio il nome della madre.
I telegrammi vengono consegnati a D’Annunzio e documentano l’intesa fra Brandi e Mussolini contro di lui. La scoperta permette di chiedere al comandante di intervenire anche sul destino di Giulio. La chiusura allarga poi lo sguardo al Natale di Sangue, quando l’intervento dell’esercito italiano pone fine all’esperienza fiumana. La voce narrante richiama la sopravvivenza ideale della Carta del Carnaro: il finale contrappone quindi il fallimento politico dell’impresa alle aspirazioni di libertà che il film le associa.
Cast di Alla festa della Rivoluzione
- Valentina Romani: Beatrice Superbi
- Nicolas Maupas: Giulio Leone
- Maurizio Lombardi: Gabriele D’Annunzio
- Riccardo Scamarcio: Pietro Brandi
- Darko Perić: Dimitri Pavlov
- Daniele Paoloni: Alceste De Ambris
- Luca Tanganelli: Guido Keller
- Susanna Acchiardi: Sara
- Tim Daish: Warren Finch
- Giuseppe Gaiani: Bakunin
- Julien Bouanich: Léon Kochnitzky
- Valentina Filippeschi: Beatrice adolescente


