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Cultura - programmi culturali in TV

Vip e letteratura, Folco Quilici: vi racconto la mia amicizia con Calvino e Sciascia

Intervista a Folco Quilici che racconta il suo rapporto con i libri e con la letteratura e svela la sua amicizia con Calvino e Sciascia
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Intervista a Folco Quilici che racconta il suo rapporto con i libri e con la letteratura e svela la sua amicizia con Calvino e Sciascia
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Ma il grande documentarista non smette di pensare a nuove storie e già ne ha pronta un’altra per il proprio editore. Mentre la casa in cui vive è una raccolta di ricordi di viaggio e di trofei. Come quelli conquistati per i film e per le serie tv e gli altri ricevuti per i libri: dal Premio Chatwin al Salgari, fino all’Acqui Storia e al Premio Italia.
Quilici, tanti viaggi e tante iniziative corrispondono anche a un impegno come lettore?
“Sì, per piacere e per documentarmi”.
E che cosa legge?
“Volumi di storia, soprattutto contemporanea. Adesso mi intriga un saggio americano dedicato alle vicende dello sviluppo della bomba atomica”.
La narrativa non le piace?
“Ne leggevo tanta fino a qualche anno fa, praticamente tutta la letteratura italiana fiorita dal Cinquanta in poi. Ma pian piano sono scomparsi i grandi scrittori, almeno per me. L’ultimo è stato Umberto Eco. Sicché ora mi capita di comprare un romanzo, cominciarlo e poi metterlo da parte dopo le prime pagine perché mi annoia”.
Lei dei grandi autori del Novecento ne ha conosciuti molti. Addirittura tante firme hanno fornito il testo per l’edizione editoriale dalla sua più raffinata serie tv, “L’Italia vista dal cielo”: erano scrittori del calibro di Calvino, Sciascia, Soldati, Piovene, Prisco, Silone…..
“Con alcuni di loro, per esempio Augusto Frassineti, affrontai altri lavori e strinsi anche una sincera amicizia. A patto di saperli prendere”.
Racconti.
“Italo Calvino, per dirne uno. Con lui ho fatto Tikoyo e il suo pescecane. E’ stato il più difficile da trattare, non era agevole conviverci. Aveva sempre tempi stretti, ed è comprensibile visto il suo impegno alla Einaudi e il lavoro di scrittura. Però quando veniva a Roma riuscivo a passarci insieme parecchio tempo. E poi abbiamo condiviso una passione comune, la montagna. Con memorabili escursioni”.

folco quilici 1
Anche Sciascia fu suo sodale.
“Pure lui, e mi considero fortunato. Vede, Leonardo aveva un carattere dolcissimo ma era molto chiuso. Viveva appartato in un borgo siciliano, non possedeva il telefono, o almeno faceva finta di non averlo, visto che non dava il numero a nessuno. Però mi riuscì di scardinare le spigolosità del suo carattere”.
Da ragazzo amava leggere?
“E’ stata la mia passione che mi ha anche formato. Ovviamente la parte del leone la facevano i libri di avventura e quelli di viaggio. Come Caccia alla balena di Cesco Tomaselli, poi tutti i Salgari e i Verne”.
Dove tiene i libri?
“Oh, una volta erano tutti in perfetto ordine. Ora sono così numerosi e accatastati ovunque che se ne devo trovare uno vado a comprarmelo, tanto la ricerca è complicata”.
E a suo figlio Brando, anch’egli suggestivo regista, ha dato qualche consiglio di lettura?
“Ho provato, cercando di istradarlo su opere che ritenevo adatte, ma lui è molto diverso da me, preferisce titoli di analisi politica, di economia. Anche il suo cinema ha un taglio scientifico, diverso dal mio, che pure si basa su accuratissime ricerche”.
Lei ha in programma nuovi film?
“Sono avanti con gli anni, le mie pellicole richiedono set impegnativi, in luoghi impervi, in situazioni limite. In questa stagione della vita per me è meglio scrivere. L’ultimo lavoro fatto con l’Istituto Luce per la tv, sullo sbarco in Sicilia del ’43, è andato molto bene e adesso è uscito nel circuito dei video”.

folco quilici isola dimenticata
Com’è nato “L’isola dimenticata”?
“E’ il libro che ha avuto la più lunga gestazione. L’idea mi venne intorno al 1975, mentre filmavo le isole italiane. Nell’arcipelago toscano c’era un promontorio affacciato sulla cosiddetta Cala Rossa, conseguenza di un’eruzione vulcanica. E in una fenditura della roccia scorsi una scheggia metallica. E’ quanto resta della corazza di una mina, mi disse chi mi aveva accompagnato fin lì. In seguito mi imbattei in un analogo frammento incastrato nella scogliera di Capo Carbonara, in Sardegna. Mi spiegarono che durante la seconda guerra mondiale gli abitanti affamati di certe isole o di sperdute località marine usavano l’esplosivo contenuto nelle mine per prendere nel mare i pesci, unico cibo possibile. Ho montato e rimontato nella mia testa queste storie e ho creato il mio plot, che ha al centro un giovane tenente ferito in Africa nel ’43 e tornato alla sua sperduta isola”.
E quanto è durata la stesura del romanzo?
“Due anni, nei quali però alla scrittura ho inframmezzato altri impegni. Sa, anche Mondadori, mio editore di sempre, ora ha rallentato gli anticipi di compenso per i suoi autori. La crisi c’è ovunque”.
Però lei già lavora a un altro volume.
“Sì, ovviamente con l’editore di Segrate. Uscirà il prossimo novembre. Parla degli animali usati in guerra. Una sequenza di episodi che ritengo sia insieme toccante e interessante”.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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