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Cultura - programmi culturali in TV

Vip e letteratura, Pupi Avati: io dantista convinto, vorrei raccontare in tv la vita dell’Alighieri

Intervista con il regista che parla del suo rapporto con i libri e la letteratura e anticipa i suoi progetti televisivi

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Intervista con il regista che parla del suo rapporto con i libri e la letteratura e anticipa i suoi progetti televisivi
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“Eh già – racconta il regista che tante emozioni ci ha dato, sul piccolo e sul grande schermo, con pellicole indimenticabili come Una gita scolastica e Regalo di Natale, Jazz Band e Con il sole negli occhi quando andavo a scuola mi tenevo alla larga dai libri, perché in classe non li fanno amare. I classici imposti ai ragazzi si rovinano. Letti a sessanta anni, invece, annientano il pregiudizio e donano un estremo piacere a chi li affronta. Insomma, Virgilio e Omero si condividono in età avanzata”.
Ma insomma, Avati, quando ha rotto l’inimicizia con i libri?
“Intorno ai 27 anni, a ridosso dal mio matrimonio, ho cominciato a rendermi conto quanto la lettura regali in termini di conoscenza del mondo, delle persone. Così ho cominciato un percorso da autodidatta che mi ha reso un bibliofilo maniacale, compulsivo. Ho comprato migliaia di volumi, li ho sparsi in tutta casa: librerie nello studio, nell’ingresso nella sala da pranzo. Confesso, quei volumi non li ho letti tutti, mi sono fermato al 20 per cento, e poi molte sono opere di consultazione, ora un po’ accantonate per l’uso di Internet. Però la lettura è il mio appuntamento serale preferito. A fine giornata mi stimola pensare che leggerò un libro che mi piace”.

avati vip letteratura
E se non le piace, Avati?
“Non lo metto da parte, anche se è ostico. E’ successo per molti capolavori. Per esempio con la Recherche di Proust. Mi manca di leggere solo il settimo e ultimo volume, Il tempo ritrovato. E anche se molte volte sono stato tentato di lasciare, ho resistito e ho compreso che è l’insieme delle pagine a gratificarti . Lo stesso processo avviene con la musica classica o con il jazz: i brani che ti danno di più sono quelli che al primo approccio si presentano difficili. Poi ascolti, ascolti, ascolti e riesci a condividere i suoni”.
Immagino dunque che neanche ai suoi figli ha consigliato di leggere?
“No, però loro sono persone acculturate e amano gli autori contemporanei. Invece io li conosco poco, preferisco i classici, anche se ho fatto un’eccezione per Daniele Del Giudice, che apprezzo molto”.
E quali scrittori l’hanno emozionata di più?
“Faulkner mi ha davvero folgorato. Poi i russi: Dostoevskji, Tolstoi…Li considero dissuasivi”.
Che vuol dire?
“Che chi affronta per esempio Guerra e Pace non può non chiedersi come sia stato possibile realizzarlo. E’ un’opera così complessa che sembra impossibile possa essere entrata tutta in una sola mente”.
Lei ha conosciuto Pasolini, con il quale ha sceneggiato Salò o le 120 giornate di Sodoma. Un intellettuale dalla cultura sterminata.
“Il Pasolini che ho visto io era il Pierpaolo quotidiano, a casa sua con la madre, Sergio Citti, la nipote: in un interno piccolo borghese, senza compiacimenti. Anche se la cosa che stavamo scrivendo, appunto Le 120 giornate di Sodoma, era terribile, atroce. Io ho forzato molto me stesso in quell’impegno, anche se ero sedotto dalla collaborazione con Pasolini”.
Ma poi se ne è pentito?
“No, anche se ho visto soltanto un pezzo del film, poi sono uscito dalla sala. In quella pellicola c’è qualcosa di mortuario, per questo non riesco a guardarlo. Però il rapporto con Pasolini è stato bello. Lui si mostrava molto paterno nei miei riguardi. Mi trovavo in un passaggio difficile della mia vita, egli mi incluse nel trio – io, lui e Citti appunto – e mi aiutò a traghettare quel periodo duro”.

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                      Laura Morante nel tv movie Con il sole negli occhi, regia di Pupi Avati

Quale altra amicizia con scrittori?
“Claudio Magris. Un legame felice, gli faccio leggere le mie cose. Cominciò così: la moglie, Marisa Madieri, si è cimentata con la storia del loro matrimonio. Attraverso quelle pagine capii Magris. Gli scrissi, ci incontrammo e da lì è cominciata l’intesa”.
E quali scrittori avrebbe voluto conoscere?
“Non Alberto Moravia, perché non mi ha mai incuriosito. Sì invece Carlo Emilio Gadda, persona davvero suggestiva e sfaccettata”.
A che cosa sta lavorando ora il prolifico Pupi Avati?
“Alla collection di film tv ispirati al Vangelo. Ambientato nel presente però. Il fil rouge è come sia necessario oggi, in quale modo vada vissuto, come instaurare un rapporto con gli altri, intesi come fratelli. E’ già andato in onda Le nozze di Laura che rimanda alle nozze di Cana. Altri due episodi, girati tra Pisa e Bologna e in attesa del via della Rai per la trasmissione che avverrà entro l’anno, sono ispirati al perdono e alla misericordia”.
E quale lavoro vorrebbe realizzare per il piccolo schermo?
“Un progetto ambizioso che si ricollega a quanto le ho detto sulla complessità disarmante di certe opere letterarie. Parlo di quella di Dante. Vede, io sono un dantista, posseggo un numero enorme di testi sull’autore della Commedia. Ma constato che la vita di Dante non è per niente chiara. Si sa che amò Beatrice, che partecipò alle lotte politiche, che finì in esilio. Niente di più. Addirittura alcuni anni fa si inscenò un processo per capire le ragioni per le quali fu condannato al rogo e al taglio della testa. Condanna inattuata, e derivata dall’accusa di baratteria, vale a dire di corruzione di pubblico ufficiale. Ne parla anche nel poema, spedendo all’Inferno e al Purgatorio suoi nemici. Ecco, sogno di raccontare la vita di Dante attraverso la biografia che ne scrisse il Boccaccio, il quale si recò a Ravenna per risarcire la figlia dell’Alighieri, Antonia, che si era fatta monaca col nome di Sorella Beatrice, ed effettuò molte ricerche sul Sommo Poeta. Un uomo tanto complesso e fondamentale per la nostra civiltà che mi sembra doveroso che la Rai, usa a realizzare biopic su tanti personaggi non solo della storia ma della cronaca, se ne faccia carico”.

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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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