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Cultura - programmi culturali in TV

Vip e letteratura, Pippo Baudo: io folgorato da 1984 di Orwell

Intervista al conduttore che parla del suo rapporto con i libri e con la letteratura. Baudo svela di essere stato folgorato da 1984 di Orwell.
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Intervista al conduttore che parla del suo rapporto con i libri e con la letteratura. Baudo svela di essere stato folgorato da 1984 di Orwell.
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Però il decano dei conduttori televisivi, lo showman, lo scopritore di talenti (come appunto la Cuccarini), il recordman del festival di Sanremo (condotto per 13 volte), il pianista e l’esperto di teatro (ha diretto lo Stabile di Catania) è sempre stato anche un lettore forte. E mai come ora.

“Mi chiedono spesso di presentare libri – mi dice – e lo faccio molto volentieri. Il prossimo incontro sarà al Salone del Libro di Torino. Parlerò dell’ultima opera di Walter Veltroni, Ciao, dedicato al padre morto quando lui aveva un anno. Pagine dense di sentimenti. Anche a Domenica in presentavo un libro a settimana. Successe con Oriana Fallaci per Un uomo. Fui l’unico a farle un’intervista. E ne uscì un ritratto forte del suo compagno, Panagulis. Ma ricordo con piacere l’incontro con il grande storico Rosario Romeo, e quello con la figlia di Nenni venuta da Parigi in occasione della pubblicazione dei Diari del padre. La mia trasmissione conteneva un vero e proprio rotocalco culturale: libri, musica, teatro, cinema…Andavo a vedere ogni spettacolo del quale mi occupavo, con grande soddisfazione”.

George Orwell 1984
Ma il Pippo appassionato lettore quando è nato?
“Da bambino e grazie a mio padre. Era avvocato e amava la cultura a 360 gradi. Era stato allievo di don Sturzo, il prete liberale, insieme con Scelba. Possedeva l’enciclopedia Treccani e ne leggeva cinque pagine al giorno. Mi avvicinò ai libri molto presto. Non tanto alle favole, ma a titoli più impegnativi, che mi leggeva e mi spiegava, aprendomi gli occhi sulle svariate situazioni esistenziali, sui nodi della realtà quotidiana. Ecco il Verga di Mastro Don Gesualdo, ecco Jonathan Swift dei Viaggi di Gulliver. Un libro, quest’ultimo, che gli permise di darmi un insegnamento morale: un uomo che si crede potente come un gigante in fin dei conti non è niente di fronte a intelligenti e minuscoli lillipuziani. Anche sulla storia della letteratura italiana volle dire la sua: non gli piacevano i miei libri di testo, volle che mi formassi sul De Sanctis, il critico che inventò la storia letteraria. Un tomo difficile, ma che non avrei dimenticato più, l’Arcadia, il Settecento, i grandi romanzi del XIX secolo, la poesia dal Dolce Stil Novo al Carducci…, i Promessi Sposi, commentati in famiglia da mio padre, identificando i novelli don Abbondio e don Rodrigo tra i nostri compaesani…”.

pippo baudo 2
Diventato adulto, quale il suo libro preferito?
“Diciamo quello che mi ha folgorato, sconvolto. E’ 1984, il capolavoro di George Orwell. Un comunista che scrive un libro anticomunista…Ho capito davvero molto sui nodi ideologici del marxismo, ho studiato il personaggio, e le vicende di Churchill e Stalin. L’invenzione letteraria per raccontare la Storia, un libro fondamentale”.
Cinema e letteratura a quali legami l’hanno condotta?
“A una collaborazione entusiasmante con Luchino Visconti. Stava girando Il Gattopardo dal romanzo rivelazione di Tomasi di Lampedusa e aveva bisogno di aiuto nella fase del doppiaggio per forgiare una traduzione in siciliano dei dialoghi tra i vari personaggi. Infatti Burt Lancaster masticava le parole senza liberarsi dell’accento americano, Delon usava il francese, la Cardinale non poteva proporsi con la sua voce roca. Insomma, bisognava adattare al labiale i termini siciliani più consonanti, oltretutto una lingua ottocentesca. Stetti per due mesi incollato a Luchino con l’ausilio di un vocabolario specialistico, vidi il film un’infinità di volte”.
Anche di Montanelli è stato grande amico.
“Direi di più, ebbi con lui un rapporto filiale. Era un carattere non facile, alternava momenti di euforia ad altri di depressione. Io riuscivo a stargli accanto, conquistando la sua fiducia. Mi metteva a conoscenza di suoi problemi personali. Riuscii a ritrovare il suo primo libro, Addio Vanda, su una prostituta di Messina, che credeva di avere irrimediabilmente perduto. Anche di Nantas Salvalaggio fui amico. Mi faceva leggere le bozze dei suoi romanzi, aspettava il mio giudizio prima dell’ok, si stampi”.
Ma lei, Baudo, ha mai pensato di scrivere un libro?
“Mi sollecitano continuamente, specialmente negli ultimi tempi. E credo che potrei realizzare un’opera interessante, tanti i personaggi che ho incontrato, le esperienze vissute. Ma non lo farò mai. Sa perché? Perché quando in libreria vedo le pile di volumi spesso inutili, insignificanti, mi prende la delusione”.

maurizio costanzo pippo baudo costanzo show
Non ama i contemporanei?
“Diciamo che tutti sono figli del tempo che vivono. E quello attuale non è esaltante, anche dal punto di vista dei valori. Ecco, c’è un Ken Follett tra gli autori di rilievo oggi. Ma alla fine i suoi e quelli degli altri sono titoli che si sfogliano, ma che non vale la pena di sottolineare. Allora preferisco il recupero dei grandi del passato. Leopardi, per esempio. Ho visitato Recanati, conosciuto i suoi discendenti, visto con ammirazione il film di Martone e l’interpretazione che ha fatto del Giovane favoloso Elio Germano. E ho applaudito al Teatro Vittoria Corrado Augias, che ha messo in scena testi leopardiani. Insomma, sento di voler approfondire questo gigante della nostra letteratura perché mi sembra che in fondo non si sappia tutto di lui”.
Dove ha sistemato i suoi libri?
“In tre librerie. Una nella casa che abito a Roma, in via della Vite, l’altra nel mio ufficio in via Giulia e una nella villa di Militello, nella mia Sicilia. Lì ci sono i libri paterni e quelli di mio figlio. La mia tesi di laurea…insomma, il mio passato”.

baudo bindi andreotti

Pippo Baudo con Rosy Bindi e Giulio Andreotti

Come lo vede?
“Non ho particolari rancori, né malinconie. Certo, ci sono cose che non ho fatto, e so che avrei potuto fare di più. Ma il bilancio è positivo, anche perché ho conosciuto tante belle persone”.
Che cosa pensa dell’Italia di queste settimane, della corruzione che emerge ogni giorno, dell’anatema di Davigo contro i corrotti che resistono e che non si vergognano?
“Guardi, io leggo i quotidiani con cura ogni giorno, per ore. Certo, Davigo non poteva venir meno alla sua funzione di castigatore. Ma non si possono fare generiche accuse nei confronti di tutti. Mi ha fatto ripensare a una gag di Grillo durante un’edizione di Fantastico. Rappresentanti del governo erano in viaggio in Cina. Andreotti era andato solo con la moglie, Craxi invece si era portato appresso la schiera dei suoi collaboratori. Beppe fece la battuta: ma se tutti i socialisti sono in Cina, in Italia chi ruba? Io mi arrabbiai. Bastava che ci fosse un onesto tra i socialisti, osservai, che quella boutade si rivelasse ingiusta e spuntata. Con questo voglio dire che il rapporto conflittuale tra magistratura e politica ce lo portiamo appresso dall’Unità d’Italia e mi pare evidente che la magistratura voglia dettare l’agenda politica. Però, se il Paese deve andare avanti, bisogna che alla fine trovino un modus vivendi”.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Via dei Matti numero 0 dal 15 marzo con Stefano Bollani su Rai 3

Via dei Matti numero 0 è il nuovo programma di Rai 3 condotto da Stefano Bollani e dalla moglie Valentina Cenni anche autori. Anticipazioni.
Norma Cloè

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Via dei matti numero 0-
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Si chiama Via dei Matti numero 0 il nuovo programma di Rai 3 con Stefano Bollani e Valentina Cenni. L’appuntamento è a partire da lunedì 15 marzo nella fascia dell’access prime time. Torna così Bollani con la sua musica in tv ma in un nuovo orario e una differente fascia oraria. Si tratta di una striscia in onda dal lunedì al venerdì alle ore 20.20 alle 20.45.

Via dei Matti numero 0 dal 15 marzo con Stefano Bollani e sua moglie

Stefano Bollani si affaccia di nuovo in tv insieme a sua moglie, l’attrice Valentina Cenni. Idealmente, ma non troppo, i due coniugi invitano il pubblico nella loro casa immaginaria dove la musica è protagonista assoluta. Come in una realtà quasi fiabesca, il titolo, significativo, del programma è “Via dei Matti numero 0”, titolo mutuato da una famosa canzone del passato.

In un ambiente idilliaco e pieno di sonorità, i due coniugi accolgono il pubblico. Ma soprattutto danno spazio ad amici, testimonianze, storie, racconti, episodi vari tutti all’insegna della leggerezza ma soprattutto della cultura musicale. Nulla è scontato, ogni spazio è pensato e analizzato sotto un’ottica di intrattenimento e di approfondimento, ma non solo.

Il programma dura complessivamente 25 minuti. E, in un clima cordiale ci si interroga sui motivi che hanno trasformato la musica in un elemento così importante pere le vite di tutti noi.

La schema del programma

Stefano Bollani e la moglie raccontano storie, musica e filosofia, in un intreccio singolare che, a detta degli autori, deve rappresentare una innovazione nella presentazione della musica in tv.

Il tutto trattato con la leggerezza e l’ironia caratteristiche di Bollani. In un alternarsi di stili aulici e popolari, si snoda un racconto che ogni giorno ha un soggetto ed un protagonista. A Valentina Cenni che indaga gli aspetti più emozionali della musica,il compito di reggere le fila del racconto e di svelare episodi sconosciuti ancora al grande pubblico.

Molti grandi ospiti, provenienti non solo dal mondo della musica, che hanno accettato l’invito di entrare nella “Casa della Musica” di Stefano e Valentina. A loro il compito di mostrare che la cultura musicale sfocia anche nella passione della musica che spesso diventa pura follia.

La regia è di Alessandro Tresa. Il programma di Rai3 è realizzato da Ballandi e si pone come una novità nell’universo del piccolo schermo. Bollani ne sarà, in ogni caso, il protagonista con la sua musica anche dal vivo. E con la sua follia creativa.


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Questo è un uomo su Rai 1 sabato 30 gennaio

Tutte le notizie sulla docu fiction dedicata a Primo Levi. Le testimonianze e le interviste a chi lo ha conosciuto.
Massimo Luciani

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Questo è un uomo
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Ha per titolo Questo è un uomo la docu- fiction proposta sabato 30 gennaio 2021 in seconda serata. In occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, per non dimenticare gli orrori della Shoah, viale Mazzini rende omaggio a Primo Levi.

Questo è un uomo su Rai 1 sabato 30 gennaio, regia, protagonisti

La docu fiction “Questo è un uomo” in onda in prima visione su Rai1 sabato 30 gennaio alle 22.45. Una produzione Red Film in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Marco Turco

Il protagonista è Thomas Trabacchi nel ruolo di Primo Levi, grande scrittore e intellettuale italiano. Nel cast anche Sandra Toffolatti e Werner Waas.

La trama della docu fiction

La trama di Questo è un uomo ricostruisce i momenti salienti della vita di Primo Levi. Si va dalla deportazione fino agli ultimi anni della sua vita, toccando i temi fondamentali che hanno caratterizzato la sua biografia e la sua opera.

Il racconto dà vita al ritratto inedito di uno scrittore e intellettuale che ha profondamente segnato la cultura italiana del dopoguerra.

La fiction è integrata dalle interviste di chi ha conosciuto Primo Levi e ne ha compreso aspetti umani essenziali.

A dare la propria testimonianza ci sono: Marco Belpoliti (scrittore e studioso di Primo Levi), Edith Bruck (scrittrice testimone, amica-sorella in sorte di Primo Levi), Noemi Di Segni (Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane.

E poi ancora: Anna Foa (storica), David Meghnagi (psicoanalista e scrittore), Moni Ovadia (uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali), Giovanni Tesio (docente e critico letterario).
Con l’apporto del materiale di repertorio che contestualizza storicamente la vicenda biografica, e delle preziose interviste dello stesso Primo Levi, la docufiction restituisce il senso profondo della testimonianza dello scrittore. E ci mostra come il suo principale insegnamento resti ancora oggi attuale e imprescindibile. Ovvero: custodire la memoria da ogni forma di oblio e negazionismo, per evitare che il passato ritorni uguale e oscuri nuovamente la nostra vita e la nostra libertà.


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Viaggio nella grande bellezza Leonardo su Canale 5 con Cesare Bocci

Leonardo al centro della puntata. Cesare Bocci analizza la sua arte attraverso un viaggio che va oltre i nostri confini.
Biagio Esposito

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Viaggio-nella-Grande-Bellezza-Leonardo
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Viaggio nella grande bellezza ha come protagonista Leonardo Da Vinci e tutta la sua infinita opera artistica. L’appuntamento è per martedì 19 gennaio in prima serata

Viaggio nella grande bellezza Leonardo

Nel nuovo appuntamento con Viaggio nella Grande Bellezza la rete ammiraglia Mediaset conduce il pubblico in un viaggio attraverso l’arte di Leonardo che si estrinseca in tutti i settori dello scibile umano. Al timone come narratore e conduttore c’è Cesare Bocci nel ruolo di guida.

Protagoniste della puntata, Firenze, Milano e Leonardo da Vinci, e quell’epoca straordinaria della storia italiana che è stato il Rinascimento italiano. Al centro del racconto, quadri di notorietà universale come la Gioconda e invenzioni geniali.

Assisteremo alla storia di luoghi come il Battistero a Piazza della Signoria, il Duomo e il Museo dell’Opera.

A Palazzo Vecchio, Bocci scopre e racconta i segreti legati all’opera di Leonardo e dei suoi contemporanei. A Milano visita il Cenacolo e poi la Biblioteca Ambrosiana, dove è custodito il prezioso Codice Atlantico, il Castello Sforzesco con la Sala delle Asse. E infine, il Museo della Scienza e della Tecnica, che ha da poco aperto una sezione tutta dedicata al talento ingegneristico di Leonardo.

Contiene una collezione di brevi documentari girati durante i diciotto mesi impiegati per rinnovare l’esposizione più celebre del Museo: le Gallerie di Leonardo da Vinci, inaugurate il 9 dicembre 2019.

I filmati ripercorrono alcuni dei momenti salienti dei lavori, portandoci dietro le quinte di questa grande transizione.

Opere d’arte illustrate da Cesare Bocci

Leonardo da Vinci La Gioconda di Firenze.

 A Palazzo Bastogi riappare il dipinto su tela scomparso da secoli, con la Mostra ‘Leonardo da Vinci earlier Monna Lisa’ in attesa di una ‘consacrazione’ definitiva. Bocci spiega tutte le analogie e diversità con il dipinto del Louvre.

Leonardo da Vinci  Annunciazione 

L’Annunciazione è un dipinto a olio e tempera su tavola, attribuito a Leonardo da Vinci, databile tra il 1472 e il 1475 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Il quadro è stato trovato nel 1867 nella piccola chiesa di San Bartolomeo a Monte Oliveto, un paese tra le colline a sud di Firenze.

Michelangelo Buonarroti  Pietà Bandini

La Pietà Bandini è una scultura marmorea di Michelangelo Buonarroti, databile al 1547-1555 circa. E’ conservata nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Si tratta di una delle ultime sculture prodotte dall’artista, che si pensa inserì nella figura di Nicodemo un proprio autoritratto.

Leonardo da Vinci   L’ultima cena

L’Ultima Cena, nota anche con il nome di Cenacolo, dipinta fra il 1494 e il principio del 1498, è considerato il dipinto murale forse più importante al mondo. Bellissima e maravigliosa, scrive Giorgio Vasari che, nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architettori, parla anche di Leonardo e descrive il Cenacolo.

Viaggio nella Grande Bellezza è un programma realizzato da RTI, in collaborazione con la RealLife Television di Maurizio Rasio.

La regia è di Roberto Burchielli. Umberto Broccoli, oltre che autore, è ospite fisso delle puntate.

 

 


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