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Cultura - programmi culturali in TV

Meraviglie – La penisola dei tesori | diretta puntata 2 aprile 2019 | da Parma alle Grotte di Frasassi fino alla Sicilia

Meraviglie - La penisola dei tesori | Terza puntata 2 aprile 2019 | Diretta. Alberto Angela torna su Rai1 con un nuovo appuntamento alla scoperta dei siti italiani patrimonio dell'umanità. Questa sera visiterà le bellezze di Parma, le grotte di Frasassi e l'angolo siciliano del Val di Noto
Alessandro De Benedictis

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Meraviglie - La penisola dei tesori | Terza puntata 2 aprile 2019 | Diretta. Alberto Angela torna su Rai1 con un nuovo appuntamento alla scoperta dei siti italiani patrimonio dell'umanità. Questa sera visiterà le bellezze di Parma, le grotte di Frasassi e l'angolo siciliano del Val di Noto
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Ammireremo il genio artistico di Correggio nel Duomo di Parma e conosceremo il legame della città con la figura della Duchessa Maria Luigia d’Asburgo Lorena, ex moglie di Napoleone.
Subito dopo, potremo abbandonarci alle immagini suggestive dall’“Abisso Ancona” e dalla “Sala delle candeline”, nelle viscere delle grotte di Frasassi.
Per poi lasciarci catturare dal barocco siciliano del Val di Noto, con l’atmosfera affascinante dell’angolo compreso tra Noto, Ragusa e Modica.

Tra gli ospiti che lo affiancheranno nel suo appassionante lavoro, vedremo l’attore Cesare Bocci e la soprano armena Maria Sardaryan ad accompagnarlo tra i tesori marchigiani, mentre sarà Pippo Baudo a raccontare della “sua” magnifica Sicilia sud-orientale.

Seguiamo insieme la diretta della terza puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori

Il viaggio inizia dalla centralissima Cattedrale di Parma, di epoca romanica ma con la cupola affrescata in stile rinascimentale dall’artista Antonio Allegri, detto Correggio.

È proprio la cupola a rappresentare il gioiello di questa chiesa che ospita opere negli stili più disparati. Correggio ha realizzato qualcosa di unico, con intuizioni strabilianti relative alla prospettiva e alla luce, grazie alle quali la cupola dà l’impressione di aprirsi verso la sommità.

L’effetto è stato reso soprattutto grazie alle nuvole affrescate a spirale nel dipinto che raffigura l’Assunzione di Maria in Cielo. Inoltre, con i soggetti posti più in basso che guardano in alto e quelli in alto con lo sguardo rivolto verso il basso, si ha la sensazione che Maria sia effettivamente sospesa in aria, ad amplificare l’idea dell’ascensione.
La Duchessa Maria Luigia di Parma è una donna che ha lasciato un segno indelebile nella città di Parma, tra il ‘700 e l’800. Ex moglie di Napoleone Bonaparte – che però non vide mai di buon’occhio – era una donna dal forte temperamento, che arrivò nella Reggia di Colorno dopo la battaglia di Waterloo.  Per lei fu una sorta di liberazione, l’occasione di affermare sé stessa senza dover vivere all’ombra del marito.
Il suo arrivo è datato 1816, quando la città è molto provata dalla guerra e dalla povertà. Con grossi sforzi economici e un impegno totale, risollevò le sorti di Parma nel giro di qualche lustro ed entrò nelle grazie dei parmensi, un amore ricambiato dalla Duchessa.
Maria Luigia era appasisonata di opera. Andava spesso al Teatro alla Scala di Milano, mentre nella splendida Biblioteca Palatina di Parma iniziò a custodire spartiti di grandissimo interesse.
Il Teatro Farnese iniziò a starle stretto e così investì un patrimonio immenso per la costruzione del Teatro Regio, un gioiello con pochi eguali che divenne in pochi anni il tempio della lirica non solo italiana, ma anche mondiale.
Il sipario del Teatro Regio è uno dei più antichi al mondo, datato 1829, anno di inaugurazione del teatro. Dietro il sipario, un’altra meraviglia: una camera acustica di straordinaria fattura.

Maria Luigia non ha mai amato Giuseppe Verdi, che pure era di Parma ed è stato tra i più grandi compositori italiani di sempre. Verdi voleva anche dedicarle un’opera, ma non ottenne il suo permesso per anni prima di riuscirci con una trasposizione dell’opera “I Lombardi alla prima crociata”.Pensava che Verdi sarebbe passato, non avrebbe continuato ad influenzare la musica nei secoli a venire: “Verdi ha molto talento, ma ha poca scuola”.
Proprio in quel periodo, le opere del compositore iniziarono a guadagnarsi rispetto e ammirazione in tutto il mondo. Lo stesso Verdi iniziò a diventare un simbolo di ribellione e il suo “Va’ Pensiero” un vero e proprio inno.

Ora Meraviglie – La penisola dei tesori si sposta a Genga (Ancona), sull’appennino marchigiano. Un luogo di caverne, ospitali anche per gli uomini preistorici. Tra questi grandi sistemi di grotte, ci sono le meravigliose Grotte carsiche di Frasassi, nel Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Stalattiti e stalagmiti nel cuore della montagna, tra cui spicca l’Abisso di Ancona, un angolo mozzafiato delle grotte, lungo 180 metri, largo 120, alto più di duecento. Verosimilmente, lo scenario incantevole delle grotte di Frasassi si è formato in non meno di 120mila anni ed è stato scoperto nel 1971.

Alcuni esploratori veidro che su un dirupo c’era un’apertura grande come un pallone da calcio da cui si potevano percepire delle correnti che lasciavano pensare ad un’enorme apertura nella roccia.
La “Grotta grande del vento” si chiama così perché al momento della scoperta, durante gli scavi, gli speleologi furono investiti da una vera e ropria folata di vento proveniente dalla viscere della terra che spense anche le fiammelle che avevano sui caschi.

L’attore Cesare Bocci – originario di Camerino, non troppo distante dalla grotte – racconta l’emozione intensa che provò quando ne scoprì l’esistenza e andò a visitarle la prima volta.
Nel Giurassico, nella zona doveva esserci un mare molto caldo, che permise l’accumularsi di granuli di calcare poi compattatisi in strati sempre più spessi di roccia calcarea. Al momento dell’emersione – circa un milione e mezzo di anni fa – il contatto tra l’acqua di un fiume adiacente e lo zolfo contenuto nella roccia generò acido solforico che iniziò una serie di reazioni chimiche in grado di portare alla modificazione della roccia e alla creazione delle grotte.

Il resto – ovvero le stalattiti e le stalagmiti – sono opera del potere scultoreo dell’acqua, in grado di dar vita nei millenni a forme e colori incredibili.
La suggestione delle immagini viene ora sottolineata dal canto della soprano armena Maria Sardaryan, che si esibisce proprio nelle grotte, con un effetto acustico notevole.
La “Sala delle Candeline” è un altro luogo delle grotte estremamente particolare. SI chiama così perché le stalagmiti che la caratterizzano sono di un bianco abbagliante – dovuto alla presenza di un carbonato di calcio purissimo – e per fomra e dimensioni ricordano la luce delle candele.
Una rarità, quella del carbionato puro, resa possibile da un’opera di filtraggio dell’acqua estremamente particolare, tutt’altro che facile da trovare altrove.

Una stalagmite può raccontarci tanto del nostro passato. Una stalagmite di circa due metri, ad esempio, si è formata in circa dodicimila anni e può essere considerata una sorta di calendario naturale.

Dieci centimetri di una stalagmite equivalgono a secoli di storia umana e possono raccontarci molto dell’evoluzione del nostro pianeta.

L’ultima tappa della terza puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori è nel Val di Noto, in Sicilia. Uno degli angoli più affascinanti del nostro paese, non solo per le meraviglie barocche che custodisce.
L’Unesco l’ha definita “L’ultima fioritura dell’arte barocca in Europa”, di una bellezza abbacinante.
Tra gli esempi più maestosi di questo filone barocco c’è senza dubbio la Catedrale di Noto. Fu costruita – come tutti gli esempi del Val di Noto – a seguito del terribile terremoto del 1693, a seguito del quale ci contarono decine di migliaia di morrti.
Fu edificata con la pietra peculiare dei vicini Monti Iblei, in grado di regalare colori ed effetti inimitabili.

Militello è un paese non troppo distante dal Val di Noto ed è i lluogo in cui è nato Pippo Baudo, che ora racconta l’amore per la sua terra.

Modica è un altro esempio grandioso del barocco simbolo del Val di Noto. In passato, aveva due fiumi che la attraversavano, che poi sono statoi ricoperti e, di fatto, ora sono le due strade principali della città. Ha l’aspetto di un alveare, è abbarbicata su due costoni e degrada nei canyon dei vecchi fiumi.

Modica voleva un edificio religioso imponente e così venne costruita la Chiesa di San Giorgio, tra le più monumentali del Val di Noto.
Insieme a Ragusa Ibla e a tutto il ragusano, questi luoghi rappresentano il set naturale delle vicende del Commissario Montablbano, come racconta Cesare Bocci.

Alberto Angela chiude la puntata nella Chiesa di San Giorgio a Ragusa Ibla, un vero capolavoro del barocco e dle rococò, ad opera dell’Architetto Rosario Gagliati. L’idea di base di questa opera si nutre di luminosità e movimento: ” Questa non è arte, è gioia di vivere”, conclude Alberto Angela.

La terza puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori finisce qui.


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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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