Questa sera su Rai 3 va in onda Il mio giardino persiano, film del 2024 diretto da Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha. Il titolo originale è My Favourite Cake e racconta con delicatezza la storia di un incontro inatteso tra due persone mature, entrambe segnate dalla solitudine e dal bisogno di sentirsi ancora vive.
La protagonista è Mahin, una donna di settant’anni, vedova da molto tempo e sola nella sua casa di Teheran. Dopo un pranzo con le amiche, decide di interrompere la routine e di concedersi una possibilità che sembrava ormai lontana: conoscere un uomo e riaprirsi ai sentimenti.
Regia, produzione e protagonisti del film Il mio giardino persiano
Il mio giardino persiano è scritto e diretto da Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha. Il film è una produzione tra Iran, Francia, Svezia e Germania e mescola commedia romantica, dramma intimo e riflessione sociale.
La protagonista è Mahin, interpretata da Lili Farhadpour. È una donna che vive da sola da quando il marito è morto. La figlia e i nipoti si sono trasferiti all’estero e le giornate di Mahin scorrono tra telefonate, ricordi, piccole abitudini e la cura del suo giardino.
Durante un pranzo con le amiche, Mahin capisce di non voler restare prigioniera della nostalgia. Decide così di uscire, osservare il mondo e cercare una compagnia capace di riportare nella sua vita un po’ di leggerezza.
L’uomo che incontra è Faramarz, interpretato da Esmail Mehrabi. È un tassista, ex militare, anche lui vedovo e abituato alla solitudine. Tra Mahin e Faramarz nasce subito un’intesa discreta, fatta di ironia, confidenze e di una comune voglia di vivere una serata lontana dalle regole e dai giudizi degli altri.
Il film racconta un amore tardivo senza trasformarlo in un sogno artificiale. Mahin e Faramarz non sono due persone che vogliono cancellare il passato, ma due adulti che provano a non rinunciare del tutto al presente.
Dove è stato girato?
Il mio giardino persiano è ambientato e girato a Teheran, in Iran.
La città viene mostrata attraverso una dimensione quotidiana e privata: appartamenti, strade trafficate, taxi, piccoli ristoranti, parchi e case con giardino. Lontano dalle immagini più stereotipate di Teheran, il film racconta la vita di persone comuni che cercano uno spazio di libertà dentro una realtà segnata da regole sociali molto rigide.
La casa di Mahin è la location più importante della storia. Il suo giardino, con le piante, le luci soffuse e il tavolo preparato per la cena, diventa il luogo in cui la protagonista può finalmente essere sé stessa.
Tra quelle mura, Mahin può togliersi il velo, bere vino, ascoltare musica, ballare e parlare liberamente con Faramarz. Gesti semplici, ma che nel contesto della storia assumono un significato profondo.
Trama del film Il mio giardino persiano
La trama di Il mio giardino persiano segue Mahin, una donna di settant’anni che vive da sola a Teheran. È vedova da molti anni e la figlia vive all’estero con la propria famiglia. La sua quotidianità è silenziosa, scandita da abitudini ripetitive e telefonate che non riescono a colmare davvero il vuoto.
Un giorno Mahin incontra alcune amiche per pranzo. Le donne parlano di salute, ricordi, mariti perduti e della difficoltà di sentirsi ancora desiderate quando gli altri sembrano considerarti ormai invisibile. Quelle conversazioni risvegliano in Mahin un desiderio che aveva messo da parte: tornare a vivere davvero.
La donna esce da sola e, dopo aver aiutato una ragazza fermata dalla polizia morale, decide di entrare in un ristorante frequentato da tassisti. Qui nota Faramarz, uomo gentile, riservato e apparentemente solo quanto lei.
Mahin trova un modo per avvicinarlo e gli chiede di accompagnarla a casa. Durante il tragitto, i due iniziano a parlare. Faramarz racconta la propria vita, il matrimonio ormai finito e la paura di invecchiare senza qualcuno accanto.
Mahin lo invita quindi a entrare. Nella sua casa prepara una cena, apre una bottiglia di vino e realizza una torta. La serata diventa un momento di libertà inattesa: Mahin e Faramarz mangiano, ridono, ricordano il passato, parlano delle loro fragilità e ballano insieme.
Per poche ore, entrambi riescono a dimenticare il peso della solitudine e delle convenzioni sociali. Il loro incontro sembra trasformarsi in un nuovo inizio, ma la notte prende una direzione dolorosa e imprevedibile.
Spoiler finale
Nel finale di Il mio giardino persiano, Mahin e Faramarz trascorrono una serata intensa e tenera. Dopo aver bevuto vino, mangiato, ballato e parlato delle loro paure, i due riescono finalmente a sentirsi meno soli.
Faramarz racconta a Mahin di avere paura di morire da solo, senza che nessuno si accorga della sua assenza. Mahin, invece, confessa di non voler essere portata lontano dalla sua casa e dal suo giardino, l’unico luogo in cui sente di appartenere davvero.
Poco dopo, però, Faramarz si sente male. L’uomo ha assunto una compressa per la disfunzione erettile e l’ha mescolata all’alcol. Mahin prova ad aiutarlo, chiama i soccorsi e cerca di mantenerlo cosciente, ma Faramarz muore nella sua casa.
La protagonista resta sconvolta. Per non esporre l’uomo, sé stessa e quella notte a possibili giudizi o conseguenze, Mahin decide di non chiamare subito le autorità. Porta il corpo di Faramarz nel giardino e lo seppellisce sotto un albero.
Il finale è malinconico, ma non cancella la bellezza dell’incontro. Mahin ha perso Faramarz dopo una sola notte, ma quella notte le ha restituito qualcosa che credeva scomparso: il desiderio, la libertà e la consapevolezza di essere ancora viva.
Cast completo del film Il mio giardino persiano
Il cast di Il mio giardino persiano è guidato da Lili Farhadpour ed Esmail Mehrabi, protagonisti di un racconto intimo sulla solitudine, sull’amore e sul bisogno di scegliere per sé stessi.
- Lili Farhadpour: Mahin
- Esmail Mehrabi: Faramarz
- Mansoore Ilkhani: amica di Mahin
- Soraya Orang: amica di Mahin
- Melika Pazouki: giovane ragazza
- Mohammad Heidari: ruolo non specificato
- Alireza Ostadi: ruolo non specificato


