Dritto e rovescio, diretta 16 marzo 2020, speciale Coronavirus


Paolo Del Debbio torna su Rete 4 con Dritto e Rovescio. La puntata di questa sera sarà dedicata all'emergenza Coronavirus


Dritto e rovescio, 16 marzo 2020. Questa sera in prima serata su Rete4 andrà in onda una nuova puntata di Dritto e Rovescio, programma di approfondimento politico-sociale e inchiesta condotto da Paolo Del Debbio. Questa puntata sarà dedicata all’emergenza Coronavirus ed al Decreto economico emanato oggi.

Dritto e rovescio, 16 marzo 2020, diretta della puntata

Inizia la puntata. Del Debbio saluta Nicola Porro. Il giornalista è stato affetto dal Coronavirus ed è attualmente in fase di guarigione. Dritto e rovescio sostituisce quindi “Quarta repubblica”, programma che generalmente va in onda di lunedì.

In un periodo in cui non si fa che ripetere “Stai a casa”, Paolo Del Debbio ci porta da coloro che non hanno una casa dove stare in isolamento nell’emergenza. Per strada a Milano dove purtroppo sono molti i clochard. Con l’associazione Pro Tetto, il giornalista visita i senzatetto e porta loro da mangiare.

Interviene Giorgia Meloni in collegamento. La parlamentare racconta la sua quarantena e passa poi a commentare le manifestazioni di unione degli Italiani.

“Noi Italiani abbiamo bisogno della tragedia per ricordarci del nostro valore, per ricordarci chi siamo. C’è voglia di prendersi per mano ed è importante che usiamo questa energia anche dopo. Ho proposto in tempi non sospetti di nominare un commissario speciale all’emergenza, qualcuno che fosse svincolato dalle logiche del consenso e che si concentrasse sul da farsi. Noi abbiamo bisogno di qualcuno che sia abituato a gestire sistemi complessi. Quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno. Nella comunicazione c’è stata troppa confusione” – dice.

Dritto e rovescio, 16 marzo 2020, collegamento con Giorgia Meloni

Viene mandato in onda il filmato della conferenza stampa di Conte sul decreto “Cura Italia”. “Se questo è il primo di una serie di interventi necessari va bene. Mi preoccupa il fatto che si chiami ‘Cura Italia’, in tal caso le norme sono assolutamente insufficienti. Servirà più coraggio” – commenta la Meloni.

“L’Europa non ci aiuta. Se c’è un disegno è spolpare l’Italia e metterla in ginocchio quando è in difficoltà. Questo è il grande sogno della Germania. Se non dico cretinate, quando sarà finita l’emergenza dovremo andare a chiedere il conto a qualcuno” – continua.

“Sarebbe più contenta se sua figlia da grande scegliesse di fare il politico o il medico?” – domanda Del Debbio.

“Il medico. Avrei tanto voluto avere il coraggio, ma penso che bisogna nascerci con quella capacità. Io se vedo il sangue svengo” – risponde la Meloni, che rivela poi il suo lato tenero di mamma davanti ad uno scatto della figlia che colora un disegno con un arcobaleno e la scritta “Andrà tutto bene”.

Dritto e rovescio, la parola agli esperti

Peter Assembergs, Direttore generale ASST Bergamo Ovest ci aggiorna sulla situazione COVID 19 nell’area Bergamasca: “Siamo arrivati al limite. Oggi avevamo 220 pazienti Covid, 25 pazienti ventilati e siamo riusciti a trasferirne nei primi giorni una ventina, dopo di che il ritmo è molto calato, riusciamo a trasferire solo i più gravi. Abbiamo bisogno di medici ed infermieri perchè potremmo aumentare la capacità delle terapie intensive. La regione Lombardia ci ha comunicato che arriveranno dei medici provenienti dalla Cina. Alcuni dei nostri dipendenti sono affetti da coronavirus e non sono in forza. questo è un dato che mette alla prova tutti noi. Siamo passati in una sola settimana da 9 morti a 70. Spesso sono medici ed infermieri a dover dare l’ultimo saluto ai pazienti. A volte è così repentino il peggioramento che non abbiamo modo di avvertire i pazienti. Vedo ancora troppa gente in giro, io questo lo temo. Il virus si propaga con le persone”.

Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, ritiene che il problema della mancata prevenzione sia regionale. “Bisogna ricordarsi che occorre uscire di casa solo se è fondamentale e necessario” – dice.

Dritto e rovescio, norme di prevenzione e situazione ospedali

Fabrizio Pregliasco chiarisce alcuni dubbi sulle modalità di prevenzione. Si può correre all’aria aperta? “E’ questione di mantenere distanza sociale. Una corsa in spazi aperti e lontano dagli altri si può fare, ma va fatta nell’ottica dello stare distanti dagli altri. La prevenzione va fatta in modo sistematico e continuativo. Uscire può servire per rompere la monotonia casalinga, ma stando attenti a mantenere la distanza ed alle manipolazioni che facciamo degli oggetti. Non sappiamo quale sia il contatto che è a rischio”.

Un volontario della Croce Rossa spiega come stanno gestendo l’emergenza gli operatori del 118 sulle ambulanze. “Non ci sono posti disponibili. A volte il paziente rimane nell’ambulanza 3/5 ore. I tempi di attesa dell’ambulanza arrivano anche a 9 ore, in cui il paziente a casa che ha bisogno di aiuto aspetta”. 

“Sono Italiano ed orgoglioso di essere Italiano. Stiamo combattendo contro un nemico invisibile. E’ bene che tutti diano il proprio contributo, senza se e senza ma” – dichiara Bertolaso in un video.

Interviene Alessandro Sallusti: “Ringrazio il governo ed il Premier Conte. Ritengo che la pragmaticità della Lombardia e delle regioni del nord, che sono al centro del cratere, hanno imposto e convinto Conte a prendere delle misure che oggi tutto il mondo ci invidia. Se devo essere onesto, più di così in questo momento questo governo non poteva fare”. 

Il Dott.Remuzzi, Direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, fa il punto sulle sperimentazioni dei farmaci: “In Olanda stanno studiando un anticorpo promettente. Il virus entra nel corpo attraverso una proteina. Stiamo studiando e provando diversi farmaci. Le malattie rare ci aiutano moltissimo. Siamo sulla strada giusta”.

Michele Emiliano, Presidente della regione Puglia, rassicura sulle condizioni del sistema sanitario: “Se il contagio non supera le 2000 persone nell’unita di tempo, riusciamo a ricoverarne circa un migliaio. Se il governo ci dà 210 ventilatori e mascherine e guanti per i sanitari, riusciremo a gestire la situazione imparando dagli errori degli altri, che sono stati colti di sorpresa”.

Dritto e rovescio, 16 marzo 2020, decreto e sicurezza nelle aziende

Si apre un dibattito sulle autocertificazioni e la possibilità di uscire per andare a fare la spesa. Secondo gli ospiti in studio c’è chi approfitta della situazione per uscire e non ci sono abbastanza controlli. Un servizio mostra che a Napoli sono ancora molte le persone che girano per strada.

Si prosegue poi parlando del decreto economico. Da molti è considerato blando, perchè non dà una soluzione al problema, ma lo rimanda.

Mario Cattaneo si esprime in merito alle tempistiche: “Prevedo che non si potrà ricominciare a breve. Prevedo che questa sarà la nostra vita fino a settembre”.

Alessandro Sarandrea, Consulente per la sicurezza sul lavoro, spiega come mantenere alto il livello di sicurezza nelle aziende: “Devono rispettare quello che è previsto dal protocollo siglato. Non presentarsi sul posto di lavoro se si hanno sintomi o si è entrati in contatto con persone che li presentano. Sono fondamentali la distanza interpersonale, la dotazione dei dispositivi di protezione individuale, il controllo degli spazi comuni e l’igiene degli ambienti”.

Dritto e rovescio, 16 marzo 2020, collegamento  con Sgarbi

Vittorio Sgarbi racconta la sua quarantena: “Sto a casa e lo considero un privilegio. Dopo tanti anni in cui ho girato l’Italia per vedere, per conoscere, per parlare d’arte e fare spettacoli, ora è tutto chiuso e posso stare a casa. Le nostre sono dichiarazioni comode però, perchè ci sono migliaia di disoccupati che vorrebbero uscire per trovare lavoro e che sono costretti a stare fermi e non trovare lavoro. Per me è un privilegio e ringrazio il cielo per questa condizione. Considero il Coronavirus una iattura e una sventura, ma sono ottimista perchè quello che stiamo facendo è il modo migliore di resistere” 



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