Fuori dal coro, 1 aprile 2020, diretta puntata


Torna il programma di approfondimento di Rete 4. Al timone Mario Giordano che affronterà, con gli ospiti in studio, temi di attualità e questioni politiche


Questa sera, 1 aprile 2020, alle ore 21.30 su Rete 4 andrà in onda una nuova puntata di Fuori dal coro. Il programma, condotto da Mario Giordano, ci aggiornerà sull’emergenza Coronavirus. Ospiti: Giorgia Meloni, Carlo Cottarelli e Vittorio Feltri.

Fuori dal coro, 1 aprile 2020, diretta puntata

Inizia il programma. Giordano è infuriato con la burocrazia e con l’Inps, che si è fatta trovare impreparata (le troppe domande avute hanno mandato il sito in crash). Il giornalista manda poi in onda un audio del Commissario straordinario Domenico Arcuri, che dichiara che il 50% dei respiratori ordinati arriveranno ad emergenza terminata.

“E’ un momento in cui bisogna stare unito ed io sono unito agli Italiani disperati. Gli Italiani stanno urlando la loro disperazione” – continua Giordano, spiegando che nel crash del sito dell’Inps sono stati anche scambiati alcuni dati ed in tal modo è stata infranta la legge sulla privacy. Sentiamo le testimonianze di alcuni cittadini, sindaci ed infine quella di Tullio Solenghi, che si è scagliato contro la Germania reticente ad aiutare l’Italia.

Giordano commenta poi le dichiarazioni di Roberto Bernabei, che ha affermato che i bambini hanno “il diritto al sole ed alla primavera”. “Con gli ospedali pieni di persone e con gli anziani che rischiano la vita?” – dice indignato Giordano.

Il giornalista ci racconta poi che il 5 gennaio 2020 una circolare del Ministero della Salute parlava di una polmonite sconosciuta. C’erano già dei casi sospetti ai tempi, ma il primo caso ufficiale del Coronavirus risale al 20 febbraio. “Perchè nessuno si è accorto delle segnalazioni sul territorio? Perchè nessuno ha capito?”

In un servizio girato nel nord Italia, scopriamo che gli ospedali non hanno mai ricevuto la circolare governativa del 5 gennaio, sia a Milano che a Roma dicono di non saperne nulla. Secondo il Presidente dell’Ordine dei medici di Lodi è mancato un protocollo adeguato da parte del Ministero, che all’inizio ha dato informazioni contrastanti.

Fuori dal coro, 1 aprile 2020, il commento di Feltri

Vittorio Feltri commenta quanto detto fino ad ora: “Quando accendo il televisore e vedo un virologo mi viene il desiderio di mettere la mano alla fondina, peccato che io non la abbia. C’è una contraddizione continua. Tu senti un esperto e dice una cosa, ne senti un altro e dice l’esatto contrario. Insomma, noi non abbiamo capito niente. E probabilmente ciò accade perchè non hanno capito niente neanche gli esperti. Intendiamoci poveracci si trovano di fronte ad un fenomeno del tutto nuovo quindi li posso capire. Però noi stiamo andando avanti con gli arresti domiciliari e viviamo malissimo. Personalmente non provo neanche disagi particolari, solo che non c’è neanche un bar per bere un aperitivo, un ristorante dove trascorrere una serata diversa. La nostra vita è totalmente cambiata e temo che a lungo andrà avanti così. Lo temo, ma spero che non sia così”.

Sentiamo le dichiarazioni di Renzi, che ha esortato ad iniziare a riaprire le fabbriche già da aprile. “Non vogliamo morire di Covid, ma non vogliamo morire neanche di fame” – ha detto il Senatore.

Giordano mostra una foto del Papa e di Conte e sottolinea che nessuno dei due ha tenuto la distanza di sicurezza o indossato la mascherina. “Era ora che andasse a farsi benedire” – ha scritto Feltri e stasera conferma che a suo parere c’è stata una violazione delle norme di prevenzione. “Non può essere piacevole per chi la vede. Adesso non possiamo neanche abbracciare nostra moglie e poi il Presidente del consiglio e il Papa stanno appiccati come fidanzati, capisci che la cosa fa orrore” – chiosa.

Fuori dal coro, 1 aprile 2020, la forza degli anziani

Si parla poi dell’ipotesi che al termine del lockdown si proceda ad un rinserimento dei giovani e poi successivamente dei più anziani. “Inizio a detestare i giovani come tutti i vecchi e allora sono convinto che si tratti di una sorta di razzismo perchè i vecchi praticamente non contano niente, possono pure morire e morendo alleggeriscono il carico degli enti previdenziali. Io capisco tutte queste cose ma non posso dire che mi facciano piacere. Tutti i cittadini dovrebbero essere trattati allo stesso modo” – dice Feltri.

Vediamo la foto di Nonna Lina, 102 anni e guarita dal Coronavirus. La donna è stata citata anche dalla CNN.

Nonna Luisa ne ha 80 di anni ed in un videomessaggio sprona i malati a non perdere la speranza.

Fuori dal coro,  il Prof. Galli analizza i dati

Il Professor Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano analizza i dati di contagio degli ultimi giorni: “Non si può andare giorno per giorno, dobbiamo cercare di capire se le tendenze si consolidano. Teniamo presente che spesso ci sono squilibri tra un giorno e l’altro, dovuti ad un ritardo di notifica o di presentazione dei dati. Si iniziano ad annusare i primi dati positivi del distanziamento sociale che gli Italiani hanno accettato. Dovrebbe poter funzionare. Era chiaro che era lento”.

Galli ritiene che il discusso permesso di uscita ai bambini sia contraddittorio e troppo in anticipo rispetto ai dati. Sarebbe difficile far rispettare ai bimbi le norme di sicurezza e dunque è meglio evitare possibilità di esposizione per il bambino e per eventuali parenti e/o nonni. “Cerchiamo di essere prudenti e di non vanificare gli sforzi fatti” – dice.

“Sembra un copione già scritto nelle pagine della storia. Andando indietro nel tempo la tendenza ad aprire troppo presto è sempre stata foriera di terribili tranvate, di botte date dalla ripresa delle epidemie. E’ un classico. Forse varrebbe la pena aspettare con una certa serenità e calma. Dovremo inoltre affrontare la possibilità di un ‘cavallo di ritorno’. Potremmo uscirne prima di molti paesi europei e dovremo valutare il rischio di doverci difendere da un possibile ritorno dell’epidemia. In Cina hanno dovuto riquarantenare una contea” – dichiara il Prof.Galli, prima di esprimersi in merito ad una possibile data della fine dei contagi. A suo parere è ragionevole che i contagi si azzerino per metà maggio. “Dipende da una serie di fattori” – chiosa.

Fuori dal coro, Giorgia Meloni e la proposta 1000 euro

Interviene in collegamento Giorgia Meloni, reduce da un incontro con il Premier Conte“Le volte precedenti è stata una cosa più di forma che di sostanza, nel senso che molto raramente le proposte che abbiamo formulato – che a guardarsi indietro non mi paiono campate in aria – sono state considerate. Mi è parso di vedere oggi, da parte di Conte e dei Ministri, una maggiore volontà di collaborazione che dovremo verificare nei prossimi giorni. Certo rimane il fatto che continuiamo a fare domande alle quali non c’è risposta”. 

La Meloni propone poi una manovra che garantisca 1000 euro a tutti coloro che sono in difficoltà economica. “Sono sempre stata contraria al reddito di cittadinanza perchè penso che uno Stato giusto non metta sullo stesso piano dell’assistenzialismo chi può lavorare e chi non può farlo. Lo Stato giusto fa assistenza verso chi non è in condizione di lavorare, per gli altri lo Stato deve garantire il lavoro. Questa è la grande differenza tra il reddito di cittadinanza e la proposta di 1000 euro che stiamo facendo e che sarebbe valida solo per questo mese. Noi abbiamo milioni di persone che fino a qualche giorno fa lavoravano, non chiedevano assistenza allo Stato, che vivevano del loro lavoro, alle quali lo Stato ha detto per decreto devi chiudere.

Fuori dal coro, Meloni contro la burocrazia

Si sono ritrovate da un giorno all’altro senza una fonte di reddito e con il problema concreto di fare la spesa. Penso che se il Governo è in grado di pagare immediatamente i provvedimenti che ha promesso è un primo modo di tamponare l’emergenza. Ma siccome gli esperti dicono che questi soldi rischiano di non arrivare prima della metà o della fine di aprile, io dico che noi non possiamo rischiare che ci siano milioni di persone che per il problema del Coronavirus abbiano il problema di non sapere come dare da mangiare ai figli”.

Secondo la Meloni bisognerebbe abbattere la burocrazia. L’accreditamento dei soldi, a suo parere, dovrebbe essere automatico. In seguito ci dovrebbe poi essere un controllo per appurare che sul conto del richiedente non ci fossero più di 2000 euro, ma nel frattempo bisognerebbe erogare i soldi in ogni caso.

La Meloni si scaglia contro l’Europa, che ha rifiutato gli aiuti. “Dobbiamo andare a rovesciare un paio di tavoli” – urla.

Fuori dal coro, Remuzzi ci spiega gli antivirali

Interviene in collegamento il Professor Remuzzi, dell’Istituto Mario Negri. Il Professore commenta i farmaci attualmente studiati. Alcuni tipi di antivirali già esistenti sembrano aver avuto buoni risultati nella cura dei sintomi del Coronavirus e nella cura di Ebola e di altri virus. Soprattutto il farmaco denominato Rendesivir sembra aver superato test importanti. Ci sono trials in tutto il mondo, non ci resta che attendere i risultati. “Questa è una polmonite molto particolare. C’è una vasodilatazione impressionante in questi pazienti, hanno embolie polmonari massive. Dobbiamo capire perchè c’è questo problema vascolare. E’ da lì che noi vogliamo capire. Se riusciamo a capirlo in qualche giorno, i farmaci quasi sicuramente ci saranno già”. 

Intervengono Carlo Cottarelli e Nicola Porro in collegamento. Giordano commenta con sdegno la complessità dei decreti emessi dal Governo, che variano troppo frequentemente e lasciano spazio a molteplici interpretazioni. Il giornalista torna poi alle dichiarazioni del Commissario straordinario Domenico Arcuri.

“In una situazione d’emergenza servono regole d’emergenza. Mi sembra che al momento non si faccia niente per semplificare la burocrazia. Poi c’è quel problema permanente dei decreti e delle circolari che sono di estrema difficoltà nella lettura” – afferma Cottarelli.

Fuori dal coro, gli interventi di Porro e Cottarelli

Porro consiglia la lettura de “Il Castello” di Kafka, “è tutto spiegato lì. Spiega cosa è la burocrazia” . “Io faccio i miei toc toc oggi:

1 ognuno si deve prendere le sue responsabilità. Il Direttore dell’Inps ha detto tutto ed il contrario di tutto. Anche un bambino di 4 anni sapeva che l’Inps non era pronta a gestire 14 milioni di pratiche, perchè l’INPS non gestisce neanche 2 milioni di pratiche.

2 Arcuri. Se una persona viene nominata Capo dell’emergenza in Italia deve pretendere da Conte ‘faccio il commissario se mi togliete tutte le procedure’ 

3 Il problema è che la burocrazia non sta uccidendo l’Italia nell’emergenza virus, ma la sta per uccidere nell’emergenza economica che arriva. L’ha uccisa negli ultimi 20 anni, ha fatto crescere questo paese molto meno

4 Vi sembra normale che sono riusciti a togliere le libertà ai cittadini e non sono riusciti a rompere il codice degli appalti? Siamo governati da una classe dirigente che non vuole per motivi ideologici sconfiggere tutta la burocrazia. E’ da 10 anni che è così” – afferma Nicola Porro.

“Sono contento di vedere che Porro sta meglio” – commenta simpaticamente Cottarelli.

“Io, finita l’emergenza, prenderei 20 imprenditori e gli chiederei di stare chiusi in una stanza e di decidere tra loro le cose che devono essere eliminate. Secondo me non si può fare una riforma della burocrazia che parte dal Ministero. E’ la mentalità che è diversa. Poi non bisogna prenderlo come oro colato, ma è da lì che si parte” – continua l’economista.

Si parla poi dei problemi avuti da migliaia di Italiani con il sito dell’Inps. L’Istituto è stato costretto a chiudere la pagina perchè il sito è andato in crash. Ufficialmente c’è stato un attacco hacker.I tempi si allungano e ci sono molte persone che purtroppo non hanno più soldi per mangiare. Vediamo un servizio che mostra le rivolte avvenute nel sud Italia e conosciamo Deborah, la proprietaria di un centro estetico che si trova a dover scegliere tra pagare le bollette e comprare il cibo.



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