Che tempo che fa 5 aprile – Sting canta per l’Italia, iniziativa per le mascherine


Il cantautore Sting, in collegamento dal suo appartamento, regala al pubblico Message in a bottle. Un privato realizza mascherine.


Nella puntata del 5 aprile di Che Tempo che Fa, Fabio Fazio si è collegato con Sting che ha espresso la sua vicinanza all’Italia per il difficile momento in cui versa a causa dell’Emergenza Coronavirus.

Che tempo che fa 5 aprile Sting canta per L’Italia

In apertura della puntata del 5 aprile, Fabio Fazio ha ospitato Sting, leader dei Police. Il cantautore britannico, in collegamento, ha regalato ai telespettatori la versione acustica di Message in a bottle (1979). Nonostante il brano sia stato scritto 41 anni fa, il ritornello rappresenta perfettamente la situazione drammatica che il nostro Paese sta affrontando.

Che tempo che fa 5 aprile sting

Sting ha espresso più volte in passato il proprio dispiacere per l’Italia a cui è profondamente legato. Al punto da aver acquistato, qualche anno fa, in Toscana una tenuta del XVI secolo che ha ristrutturato insieme alla moglie. Grazie all’elevata quantità di oliveti e vigneti presenti nell’agriturismo, Sting è diventato produttore di vino, olio e miele.

L’artista ha ricordato ai telespettatori di rimanere uniti per superare questa tragedia inaspettata. Un ringraziamento speciale è andato ai medici e agli infermieri che combattono in prima linea contro l’emergenza.

Nelle ultime settimane molti artisti di fama internazionale hanno espresso il loro amore per L’Italia. Patti Smith ha regalato al pubblico italiano un breve concerto sui social assieme a sua figlia. La cantante israeliana Noa ne ha tenuto un altro in diretta streaming per invitare gli spettatori a sostenere la raccolta fondi per l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. 

Che tempo che fa L’iniziativa solidale di Davide Petrini

Da quando la pandemia è iniziata, i medici invitano i cittadini ad indossare la mascherina ogni qualvolta che si esce di casa. Soprattutto in Lombardia, dove si è registrato il numero più alto di decessi, è diventata obbligatoria.

La mascherine però sono introvabili e quelle (poche) rimaste in commercio  vengono vendute nelle farmacie o sul web a cifre esorbitanti. Lo stesso conduttore ha confessato di possedere una sola mascherina monouso che gli è stata fornita dalla Rai. E non ne ha altre da indossare per i giorni successivi.

Che tempo che fa 5 aprile davide petrini

A tal proposito ha voluto raccontare l‘iniziativa solidale di Davide Petrini. L’imprenditore, che nella vita si occupa di ristorazione, ha deciso di acquistare su internet il macchinario per produrre le mascherine. L’attrezzatura, giunta direttamente dalla Cina, è costata circa 140.000 euro. Ha speso 70.000 euro solo per la macchina, 40.000 euro circa di trasporto ed altri 30.000 euro tra iva e dazi. Con il suo macchinario è in grado di produrre tra le 270.000 e le 290.000 mascherine al giorno e vorrebbe venderle a meno di 1 euro al pezzo.

Oltre all’azione benevola,Petrini racconta anche gli ostacoli delle burocrazia. La produzione di mascherine è partita in ritardo in quanto non disponeva delle due autorizzazioni necessarie perché gli uffici di competenza erano chiusi.  La prima certificazione deve attestare la conformità dei materiali. La seconda è l’approvazione dell’Istituto superiore della sanità. Fazio spiega che con 20 macchine e un investimento di 3 milioni di euro, l’italia potrebbe ricoprire il fabbisogno quotidiano.

L’intervento di Roberto Burioni

Infine Roberto Burioni, nuovamente presente in studio, ha spiegato che le mascherine sono necessarie perché il virus si trasmette, anche a distanza di due metri, attraverso delle micro goccioline.

Il conduttore ha incalzato il medico su alcuni temi come i tempi per il vaccino o la possibilità di contagio da parte degli animali. Ma Burioni si è limitato a delle semplici supposizioni.

Rispetto alla scorsa settimana, il medico è stato più contenuto. Ricordiamo che le sue affermazioni sulla possibile incidenza positiva sul Covid – 19 di un farmaco per l‘artrite reumatoide ne hanno determinato l’assenza totale dalle farmacie. A scapito di chi ne ha bisogno per curare le proprie patologie.

Le terapie farmacologiche devono essere necessariamente prescritte dal medico. Altrimenti i farmaci possono essere molto dannosi per la salute.



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