DiMartedì 8 settembre 2020, Giovanni Floris riparte su La7 con la nuova edizione


DiMartedì torna oggi, 8 settembre, su La7, con Giovanni Floris. I temi di stasera sono il Referendum Costituzionale e le elezioni regionali.


Giovanni Floris torna oggi, 8 settembre, con la nuova edizione del programma DiMartedì. Il talk è in onda tutti i martedì nella prima serata di La7. Gli argomenti oggetto di dibattito, in compagnia di ospiti in studio o in collegamento, spaziano dalla politica all’economia nazionale e internazionale.

In particolare, il referendum Costituzionale del 20 e 21 settembre è uno degli argomenti cardine della serata. Inoltre, è dedicato spazio alle prossime elezioni regionali. Attenzione puntata, naturalmente sull’emergenza Covid19, con le ultime notizie sulla ricerca di un vaccino sicuro.

Assente l’intervento satirico di Gene Gnocchi in questa edizione. Il comico, infatti, si è trasferito a Quarta Repubblica. Invece, come di consueto, Nando Pagnoncelli propone i risultati di vari sondaggi effettuati nei giorni precedenti la messa in onda.

DiMartedì 8 settembre, la diretta

Il primo ospite di stasera a DIMartedì è Alessandro Gassman. L’argomento è il brutale omicidio avvenuto a Colleferro. “E’ come se fossimo assuefatti dalla violenza che ci circonda. E questo è molto pericoloso.” afferma l’attore.

Anche il ministro della salute Speranza è ospite a DiMartedì. “A che punto siamo con l’emergenza Covid?” chiede Floris al ministro “Tra pochi mesi avremo notizie incoraggianti sui vaccini. Siamo in una condizione migliore di molti paesi europei. Guai però a pensare che sia finita, stiamo convivendo con il virus” risponde Speranza.

“Nelle scuole abbiamo ricostruito un sistema di sorveglianza sanitaria che da anni si era perso. Negli anni ’60 esisteva la medicina scolastica. Se c’è un caso positivo a scuola non lasceremo soli presidi e insegnanti” dichiara poi Speranza.

“Perchè non si possono fare tamponi e controlli più diffusi?” chiede il conduttore al ministro. “In questa fase di convivenza avremo bisogno di fare più test possibile, ma le strutture sono già impegnate sul territorio, e sono pronte.” risponde Speranza.

DiMartedì 8 settembre

DiMartedì 8 settembre, Ilaria Capua

La virologa Ilaria Capua è il terzo ospite in collegamento dalla Florida, dove vive e lavora, con DiMartedì. Anche lei è d’accordo sul fatto che “il virus sta continuando a circolare. Io sono ottimista per l’Italia, il numero di casi gravi è a livelli bassissimi.”.

“Questa fase di convivenza implicherà la perdita di alcune vite?” chiede Floris. “Credo che questa situazione ci obbligherà a cambiare dei comportamenti, come fu ai tempi dell’HIV. La mascherina va vista un po’ come il nuovo profilattico. Va utilizzato in alcune situazioni, senza renderlo uno strumento odioso.” risponde la dottoressa Capua.

“Ma se il virus colpisce solo gli anziani in modo grave, gli altri possono vivere più sereni?” chiede Floris. “In media sì, sotto una certa età si sviluppano casi meno gravi. Ma possono comunque veicolare il virus. Riflettete, famiglie italiane, su come proteggere al meglio i vostri nonni e le vostre nonne. Riducete i rischi, state a distanza.” risponde lei.

Nel frattempo, vengono mostrate riprese live dagli studi di DiMartedì. Il ministro Luigi Di Maio si sta preparando per entrare, dotato di mascherina.

“Ci siamo scervellati su come separare gli studenti fra loro. Ma non era meglio separare gli studenti dai professori?” chiede il conduttore. “I professori più in là con gli anni sono a rischio. Alcuni istituti hanno previsto lastre di plexiglass. Che credo funzioni anche meglio della mascherina in questo caso.” risponde la dottoressa. “Ma il virus è cambiato?” continua Floris. “Il fatto che ora non ci siano ricoveri è perchè ci stiamo proteggendo meglio. Il virus non ha avuto mutazioni significative” afferma lei.

“Che pensa dei negazionisti?” prosegue Floris. “Penso che confondano. Posso capire la resistenza al Lockdown, ma non possiamo far finta che il virus non esista. E’ un atteggiamento pericoloso.” dichiara Capua.

DiMartedì 8 settembre

DiMartedì 8 settembre, il ministro Luigi Di Maio

Inizia l’intervista a Luigi DI Maio, ministro degli esteri. “E’ un momento politico delicato, con il referendum, le regionali, e tantissimi soldi che stanno per arrivare” afferma Floris. “Abbiamo di fronte molte sfide, fra cui decidere come spendere i fondi del recovery found. Quando ci saranno le regionali i cittadini dovranno chiedersi a chi mettono in mano questi fondi” afferma Di Maio.

“D’altra parte, però, viene da chiedersi come mai in questo periodo critico non si riesca nemmeno a scegliere chi proporre alle regionali. Che messaggio passa ai cittadini?” chiede Floris. “Se questo governo fa squadra o meno non lo si vede da questo. Ma da come abbiamo gestito la pandemia, da come abbiamo affrontato un’estate pericolosa. Oltretutto, la nostra squadra ha vinto la trattativa del recovery found.” risponde Di Maio.

Poi, entra in studio Pietro Senaldi, direttore del quotidiano Libero, per porre altre domande al ministro. Inoltre, in collegamento ci sono Massimo Giannini, direttore di La Stampa, e il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. L’argomento sono i fondi del MES e del Recovery Found. “Mi sembra si stiano usando questi temi per attaccare l’unità del governo. Ma noi siamo stati sempre molto chiari e uniti sulla gestione del Recovery Found. Riguardo al MES non c’è da parte mia alcuna apertura.” afferma Di Maio. 

DiMartedì 8 settembre

Le domande sul referendum

Si parla ancora del referendum. I dubbi dei giornalisti presenti sono quasi del tutto coincidenti, e riguardano la solidità della maggioranza.

“A mio avviso bisogna votare sì” afferma Di Maio “Dobbiamo ritornare ai livelli europei. Tutti gli altri paesi hanno meno parlamentari. Questo referendum non doveva esserci, era stato votato e approvato.” continua il ministro Di Maio.

“Ma come mai la maggioranza risulta spaccata non solo alle regionali, ma anche su Roma, ad esempio, con il sindaco Raggi?” chiede Floris. “Non voglio che si creino tensioni su un singolo caso. Ho fiducia che ragionando su base nazionale si riesca a trovare un accordo soddisfacente” risponde Di Maio.

Il segretario del PD Zingaretti

In collegamento con DiMartedì stasera, 8 settembre, dopo una breve interruzione pubblicitaria c’è il segretario del PD Nicola Zingaretti. Zingaretti è per il Sì al taglio dei parlamentari.

“Non è per il contenuto, ma per l’approccio. Le proposte precedenti facevano parte di un insieme di riforme soppesate. Questa riforma invece manca di una visione generale” afferma Floris. “Noi (il PD n.d.r.) abbiamo posto il taglio dei parlamentari al centro del dibattito. Non dobbiamo essere subalterni all’antipolitica. Non faccio un passo indietro perchè in campo c’è chi vota Sì con motivazioni diverse dalla mia.” risponde il segretario. “Per la democrazia darei la vita. Per cambiare bisogna combattere.” continua poi.

“Mario Draghi è stata una risorsa eccezionale. Mi auguro, nelle forme che sceglierà lui, che possa collaborare. Meno male che c’è” afferma Zingaretti a proposito delle diatribe su Mario Draghi, proposto da molti come la figura più adeguata a gestire i fondi del recovery found.

“Quanto ha paura di perdere Marche, Toscana e Puglia?” chiede Floris. “Sono i cittadini che dovrebbero avere paura di perderci. Noi come centrosinistra dovremo fare qualcosa che non abbiamo fatto da un po’: unire le persone. Solo così si possono sconfiggere le destre.” dichiara Zingaretti. “In Italia non c’è più il centrodestra, c’è la destra. A volte estrema.” continua il segretario.

“La cultura dell’odio è entrata a far parte delle relazioni interpersonali. Bisogna far sentire che lo Stato si schiera contro la violenza.” afferma Zingaretti interrogato sulla tragedia di Colleferro. 

La dottoressa Barbara Gallavotti

Dopo una breve interruzione pubblicitaria, Floris introduce il collegamento con la dottoressa Barbara Gallavotti, per parlare a DiMartedì stasera, 8 settembre, ancora una volta di vaccini, ma anche di cure per il Covid19.

“La corsa ai vaccini è un incrocio di corsa a ostacoli e maratona. Ci sono tantissimi concorrenti, e speriamo che almeno uno, alla fine, arrivi a buon fine.” dichiara la dottoressa Gallavotti.

“Ci sono 4 vaccini nella fase due, somministrati a centinaia di volontari per capire come funzionano i vaccini su persone di età diverse. Si sta cercando di correre verso un vaccino efficace. Normalmente le fasi sono più lunghe, fino a dieci anni.” continua la dottoressa. “4 vaccini sono in fase 3 di sperimentazione. Serve a capire se il vaccino funziona davvero o no.” conclude poi. “Tre vaccini, infine, sono anche già stati approvati. Ma sono stati approvati solo parzialmente. Uno è famoso in Russia, lo Sputnik.”.

Poi, la dottoressa racconta con dovizia di particolari la storia dei vaccini russi. Da sempre, infatti, la Russia è leader nella realizzazione di vaccini efficaci per le più svariate malattie. Fra cui quello contro la poliomielite.

La dottoressa spiega anche perché, secondo le ultime ricerche in campo psicologico, le mascherine ci stiano innatamente “così antipatiche”. Sarebbe a causa di un problema di percezione dei volti e delle espressioni.

L’intervista a Pierluigi Bersani

“Cosa sta per succedere in questo autunno?” chiede Floris a Pierluigi Bersani, appena entrato in studio. “Parto dal fondo.” risponde lui. “La gente che problemi ha? L’epidemia, la scuola, l’occupazione. L’ultima cosa che ha in mente la gente è la crisi politica. Tutte queste polemiche, un’opposizione che trasmette negatività… io non vedo un problema esistenziale per questo governo.” 

“Dentro sia ai 5 stelle che al PD ci sono forze che non comprendono la storia italiana. Quando forze contrapposte di sinistra si uniscono senza accordi e unità, favoriscono la destra” prosegue Bersani. “Il mondo sta ricomponendo due campi: destra e sinistra. Non ci sono più i liberali.” afferma poi il politico.

“Io voterò sì al referendum costituzionale. Non si può rifiutare una riforma quando è ragionevole.” afferma Bersani. Il rappresentante del gruppo delle Sardine, Mattea Santori, invece, è di diversa opinione. “Un taglio così è solo frutto di un accordo di governo. Non mi fido di votare a scatola chiusa un taglio così netto.” afferma il giovane.

“Ma la legge elettorale va cambiata comunque. Una volta tagliati i parlamentari si andrà per forza di cose a rimaneggiare tutto.” dichiara Bersani. “E poi ci sono dei no insinceri, che vogliono ledere la solidità del governo. Il -vaffa- più grande dei 5 stelle l’ho preso io nei denti. Ma io non lavoro con i denti.” conclude Bersani.

Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, interroga Bersani sul precedente referendum sul taglio dei parlamentari: quello di Renzi. Che Bersani e i suoi sostenitori osteggiarono. “Ma il combinato di taglio di quella volta e di Italicum ci avrebbe fatti arrivare al governo di Erdogan.” sbotta Bersani.

Bersani e la difesa del sì

La posizione di Bersani non cambia, anche quando il leader delle Sardine gli fa notare che si tratta di un cambio importante della costituzione. Il sì, afferma Bersani, permette un cambiamento che può solo giovare alla scena politica. “E poi stiamo modificando una modifica della costituzione del ’63, non la costituzione stessa, redatta nel ’48” conclude.

“Vorrei ricordare però a Bersani che ha mollato suo figlio (che voterà no n.d.r.) e questo ragazzo (il leader delle Sardine n.d.r.) per stare con i 5 stelle, Salvini e la Meloni, i difensori del sì” dichiara Alessandro Sallusti. “Non fatemi fare il difensore di nessuno.” risponde Bersani. Ribadendo che non si può andar conto una riforma ragionevole solo perchè altri schieramenti la sostengono per ragioni differenti.

Gassman e i sondaggi di Nando Pagnoncelli

“Nel tuo film, Non odiare, si parla dei temi attuali dell’odio e della violenza” afferma Floris. “Credo che il paese non sia in controtendenza con l’Europa, o con il mondo. Negli USA sono tornate terribili questioni razziali. E sta succedendo anche da noi.” risponde Gassman.

“I modelli dei presunti responsabili dell’aggressione di Colleferro, per fortuna, non sono maggioritari. Sono minoritari. I giovani hanno anche altri problemi legati al futuro. Questi fenomeni ci devono spaventare, ma sono limitati.” afferma al riguardo Nando Pagnoncelli, esperto in sondaggi.

“Perchè fanno presa però questi modelli?” chiede il conduttore a Gassman. “Il fascino per la violenza e il male è sempre esistito. Ai miei tempi c’erano i Naziskin.” risponde Gassman “Ma i giovani moderni sono anche straordinari. Bisogna dargli più ascolto.” prosegue l’attore. Che poco dopo racconta una breve sinossi del film in cui ha recitato, Non odiare.

“E’ lecito odiare il crimine assoluto, come il Nazismo?” chiede Floris. “Assolutamente. Credo che sia lecito, ma non è lecito esprimere quest’odio. Bisogna capire da dove nasce l’odio, e accantonarlo. L’odio è un istinto, dobbiamo sforzarci per dialogare.” risponde l’attore.

“L’intolleranza, presente, nella popolazione italiana non sempre si estrinseca in atti di violenza. Ma spesso è accaduto che la politica comunicasse in modi contrastanti la risposta a questa intolleranza. E’ un elemento pericoloso che gioca sulle preoccupazioni dei cittadini” dichiara Pagnoncelli.

Il dibattito sul Covid19

Dopo un’interruzione pubblicitaria, a DiMartedì di stasera, 8 settembre, un servizio mostra le dinamiche più comuni di contagio da Covid19. Ascensori e treni sono fra i luoghi più a rischio.

In studio è presente il viceministro alla salute Pierpaolo Sileri, il virologo Fabrizio Pregliasco è in collegamento. Anche a lui, Floris chiede a che punto dell’emergenza siamo arrivati. E come i suoi colleghi prima di lui, Pregliasco afferma che stiamo convivendo con il virus, e che solo con attenzione e prevenzione possiamo mantenere basso “l’iceberg dei contagi“. Pregliasco si dice ottimista.

Valeria Cagno, virologa in collegamento dall’università di Ginevra, è d’accordo con Pregliasco. E aggiunge che la prevenzione per il Covid19 è valida anche contro la normale influenza. Dunque, i casi non per forza si accavalleranno eccessivamente. “Non bisogna correre, dichiarare di avere il vaccino per primi” aggiunge Cagno “Da un vaccino vogliamo soprattutto una risposta immunitaria duratura. Non un vaccino da fare ogni 6 mesi”. 

Il problema, sollevato da un servizio, sono le conseguenze di un contagio scolastico. “Un contagio non chiude la scuola, ma a forza di quarantene si rischia comunque” viene detto nel servizio.

In chiusura, Laura Gobbetti effettua una rassegna stampa dei titoli sulle maggiori testate nazionali.



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