Piazzapulita 10 settembre 2020 – Giù la maschera su La7 con Corrado Formigli


Piazzapulita torna stasera, 10 settembre, su La7. Argomento principale è l'emergenza sanitaria in una puntata intitolata, simbolicamente, Giù la maschera.


La ripresa di Piazzapulita, talk condotto da Corrado Formigli, è fissata per questa sera, 10 settembre 2020, alle 21.15 su La7. Giunto alla decima edizione del programma il format non cambia. Tante le interviste e gli ospiti in studio, i reportage e le inchieste inerenti la stringente attualità politica, sociale ed economica.

Il titolo della puntata di stasera è Giù la maschera, in riferimento alle recenti manifestazioni dei no-mask (contrari all’utilizzo della mascherina) tenutesi a Roma. L’argomento è inserito nella più ampia valutazione dell’attuale situazione sull’emergenza Covid19.

Formigli accoglie in studio come ospiti professionisti della sanità. Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, Alberto Zangrillo, professore di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele di Milano. Presenti lo psicoanalista Massimo Ammaniti e l’immunulogo e direttore scientifico dell’Humanitas di Milano Alberto Mantovani.

E’ prevista la partecipazione dei giornalisti Mario Calabresi, direttore di Repubblica, Riccardo Iacona, Paolo Mieli e Antonio Padellaro, e dello scrittore Sandro Veronesi. Stefano Massini, come di consueto a Piazzapulita, legge un suo nuovo racconto.

Piazzapulita 10 settembre, la diretta

“Iniziamo con una notizia che gela l’Italia, il mondo. Il vaccino che sembrava più promettente si blocca per un effetto avverso registrato su uno dei volontari che lo hanno sperimentato.” Così il conduttore Corrado Formigli inizia Piazzapulita stasera, 10 settembre. Il primo ospite in collegamento, il dottor Alberto Mantovani, commenta l’accaduto.

“Bisogna capire se l’effetto collaterale è dipendente o meno dal vaccino. O se si tratta di una patologia pregressa del volontario. Ho ancora speranza, ma con cautela” afferma Mantovani. “E’ importante arrivare bene, non arrivare primi.” continua. “Stiamo già percorrendo una scorciatoia: fare in due anni quel che normalmente si fa in dieci.”.

Riguardo al vaccino russo, lo Sputnik, Mantovani afferma che “I dati sono incoraggianti, i colleghi Russi si esprimono con prudenza e saggezza. Sta venendo somministrato a un numero ristretto di persone volontarie”. Poi, prosegue parlando dei vaccini per l’influenza stagionale: “I vaccini sono un buon allenamento per la nostra difesa immunitaria. Io dico: vacciniamoci, perchè avere due malfattori in casa è molto peggio che averne uno.”.

Piazzapulita 10 settembre

Piazzapulita 10 settembre, l’emergenza Covid

Un servizio racconta l’emergenza Covid-19 da dentro alle terapie intensive, durante i giorni di gravissima emergenza che hanno segnato per sempre le nostre vite. Sono immagini forti, con pazienti in fin di vita che vengono intubati.

Subito dopo, un altro servizio racconta l’estate vissuta tra preoccupazioni e mascherine. Ma anche tra molti che non hanno rispettato le regole sulla distanza di sicurezza. Per saperne di più, l’inviato di Piazzapulita intervista diversi gestori di attività balneari, discoteche e locali. Fra tutti, il locale Billionare di Flavio Briatore è stato uno dei focolai del virus, anche a causa dell’inosservanza dei regolamenti.

“Abbiamo perso la metà dei clienti quest’anno. Non mi sento un untore, mi sento una vittima” afferma al telefono Roberto Pretto, direttore del Billionaire.

Piazzapulita 10 settembre, l‘intervista ad Asia Marchesi

Dopo il servizio, viene intervistata Asia Marchesi, il cui padre, Siro, è morto a 65 anni a Torre De’ Roveri, vicino Bergamo. La sua storia è stata tragica: il corpo del padre di Asia è stato lasciato in casa per 36 ore dopo la morte.

“Non sapevamo come comportarci. Non avevamo i risultati dei tamponi, del sierologico. La sera che è stato male non avevamo nemmeno l’ossigeno. E’ arrivata quando mio papà non c’era più.” racconta la figlia di Siro.

Tuo papà non conta nemmeno fra i morti per Coronavirus, perchè è morto in casa.” chiede il conduttore ad Asia. “Esatto. Senza tampone non c’è positività. Noi abbiamo dovuto insistere per fare il tampone. Mio papà è morto il 3 marzo. Il tampone lo abbiamo fatto il 30 maggio.”

“Io sono molto arrabbiata. Che si prosegua negando l’esistenza della malattia, dopo che tanti sono morti per insegnarci qualcosa.” continua Asia. “Questi negazionisti vivono fra noi, lavorano nelle scuole”.

“La sua morte, come tutte le altre, deve fare rumore” termina commossa. Formigli, quindi, chiede ad Asia di restare in studio per commentare, in seguito, il servizio shock sui negazionisti.

Piazzapulita 10 settembre, Alberto Zangrillo, Mario Calabresi e Riccardo Iacona

In studio sono presenti i giornalisti Mario Calabresi e Riccardo Iacona. In collegamento c’è il professor Alberto Zangrillo, professore di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele di Milano

“Il virus si sta manifestando in forma differente.” afferma Alberto Zangrillo . “Quindi se Berlusconi si fosse ammalato prima, sarebbe morto?” chiede il conduttore. “Sì, Ma ora non si dica che Zangrillo afferma che il virus è mutato. Dico che il corpo umano si sta abituando ad ospitarlo” continua Zangrillo.

“Se lei tornasse al 31 maggio ridirebbe le stesse parole?” chiede il giornalista Mario Calabresi. Zangrillo aveva affermato infatti che “Il virus è morto”. “La rimodulerei in modo diverso” risponde Zangrillo. “Ma una categoria di persone vuole arruolarmi in una categoria di persone (i negazionisti n.d.r.) che non mi appartiene. Io li ho visti i morti per Coronavirus.” continua il medico.

“Ma lei ha dato la patente alla gente per arruolarla. Molti che conosco hanno affermato che il virus non esisteva più perché lo aveva detto lei.” risponde Calabresi. “Se lei è qui per provocarmi ha sbagliato. Non intendo rispondere.” afferma Zangrillo. 

“Ma quale evidenza scientifica ha che il virus si stia manifestando differentemente?” chiede Riccardo Iacona. “Ci sono dati legati all’esperienza che lo dicono.” risponde Zangrillo.

Piazzapulita 10 settembre

Piazzapulita 10 settembre, il servizio shock sui negazionisti

Il servizio che segue inizia con riprese girate durante la recente manifestazione negazionista tenutasi a Roma dei no-mask. Le affermazioni di alcuni dei partecipanti sono spaventose. “Il covid non è mai esistito.” dicono alcuni.

Il Professor Matteo Bassetti, infettivologo, è tutt’ora uno dei medici citati dai negazionisti per affermare le loro teorie. “La mascherina non deve diventare il vessillo unico della protezione contro il covid. L’infezione di oggi è diversa da prima. Nella maggioranza dei casi non si muore, si guarisce” dichiara Bassetti ai microfoni di Piazzapulita.

“Il tampone è una pratica inutile. Il virus è sparito.” afferma Paolo Girotto, presidente del Movimento 3V. Il Movimento 3V, come si legge sul loro sito ufficiale, è un “movimento politico che chiede verità e mette al centro di ogni azione politica il benessere e la salute dell’essere umano.”. Di fatto, è un movimento negazionista.

“Mai uso la mascherina. Ti stai ammalando usando la mascherina.” dice la deputata ex M5S Sara Cunial, presente alla manifestazione No-mask di Padova, prima di cercare di baciare platealmente il giornalista. Quindi, un gruppo di partecipanti alla manifestazione si accanisce contro il giornalista urlandogli contro di andarsene. Sei falso come Conte!” dicono alcuni.

Piazzapulita 10 settembre

I numeri del Covid

In seguito al servizio, il dottor Zangrillo si esprime riguardo l’importanza della tempestività delle cure. “Nelle sue condizioni pregresse, se avessimo scoperto dieci ore più tardi che Berlusconi era da ricoverare sarebbe morto.” dichiara Zangrillo.

Quindi, vengono mostrati grafici e numeri sulla pandemia da Covid-19. La letalità del Covid tra Febbraio e Marzo era del 15%. Ora è dell’1%. Questo, però, è dovuto al numero di persone malate che vengono identificate con maggior tempestività ed efficacia. Non a un cambiamento del virus.

“Asia, hai visto il servizio. Che cosa vuoi dire?” chiede il conduttore ad Asia. “Il virus in quanto virus non guarda in faccia a nessuno. Ma sembra ci sia una forte influenza del portafoglio e della fama per accedere alle cure. Quando io chiedevo il tampone mi veniva detto che non ce ne erano. E mio papà aveva i sintomi. Gente asintomatica, famosa, ne ha avuti.” risponde lei.

“Professor Zangrillo, Sgarbi ha detto di regolarsi su di lei. Ha il potere di cambiare la linea di condotta di Sgarbi, che multa i cittadini di Sutri che indossano la mascherina.” afferma il conduttore “Forse bisogna dare un segnale che la guerra non è finita?”. “Sono d’accordo, ognuno deve fare la sua parte” risponde Zangrillo. “Ma i primi che devono agire in modo intelligente son i potenziali malati di adesso. Che possono essere curati tempestivamente”.

La prossima volta parliamo di cose intelligenti però, non dei pazienti psichiatrici che abbiamo visto in piazza.” termina Zangrillo prima che venga chiuso il collegamento.

Piazzapulita 10 settembre

Il racconto di Stefano Massini

“Voglio partire da una fotografia. Questa che vedete alle mie spalle” esordisce Stefano Massini iniziando il suo raccondo a Piazzapulita di stasera, 10 settembre. E’ una foto di Willy, il ragazzo ucciso brutalmente a Colleferro. Seguono estratti del racconto.

“Quando ero piccolo volevo tanto una tuta viola, come i colori della mia squadra. La indossai, e un ragazzo più grande mi prese per il collo e mi puntò un pugno in faccia, dicendomi che la tuta poteva averla solo lui. Che non avrei dovuto mai più indossarla a scuola, o mi avrebbe picchiato. E’ una porcheria trovarsi davanti non solo al tema della sopraffazione, dell’arroganza. Alla contrapposizione fra -vincenti- e -perdenti-. Chi si atteggia a gigante è un nano, ma da piccoli non lo sappiamo.”  

“Nel branco dei lupi ci sono due alpha, dominanti, scelti attraverso combattimenti. Ma noi non siamo animali, siamo umani. In questa foto Willy è dietro un banco di scuola. E la scuola è il posto dove si insegna la differenza fra branco e comunità. Dove si insegna non l’ostentazione della forza bruta, ma la competenza, il talento, lo studio.”

“Mi rivolgo agli insegnanti: avete un compito fondamentale, politico. Insegnare a scuola che la contrapposizione fra vincenti e perdenti, in ogni modo attraverso cui viene presentata, è una stron***a. Perchè nella vita noi siamo mix di zone di luce e ombra, vincenti e perdente. Anche Achille aveva il tallone, dove era un perdente. Non esistono geni totali. Ma geni con una parte di idiozia. Non esistono eroi e vittime: esiste un incastro fra tutte e due le facce.”.

La riapertura delle scuole

“Abbiamo sentito grandi parole da Conte e Azzolina: nuovi arredi, concorsi, assunzioni. Ma per ora, questa è la scuola”. Così il conduttore introduce il servizio sulla riapertura delle scuole. 

“Ti sei abituata alla mascherina?” chiede l’inviata di Piazzapulita a una bambina, prima di condurla, in compagnia della madre, a scuola per riprendere una mattinata tipo della nuova scuola, con le normative sul distanziamento attive. “E’ un po’ fastidiosa. Una trappola per la bocca” risponde la piccola. Ma può stare tranquilla, perché una volta entrati i bambini, se mantengono una distanza di almeno un metro l’uno dall’altro, possono togliere la mascherina.

Quindi, vengono mostrate immagini riprese in una scuola, l’istituto Morvillo, che non ha ricevuto sufficienti fondi per modernizzare gli arredi. La preside ha addirittura dovuto comprare dei banchi in autonomia. Vengono effettuate attente misurazioni per valutare la distanza fra gli alunni, e posizionare al meglio i banchi monoposto.

“La responsabilità penale mi preoccupa” confessa un’insegnante. “Ho fatto quello che potevo e anche di più. Ma non sono sicuro di aver commesso errori.” afferma il preside di un’altro istituto.

Le parole di Andrea Crisanti

“Siamo sicuri che le linee guida siano quelle giuste per far ripartire la scuola?” chiede il conduttore ad Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova. “Impegniamoci affinché siano un successo. E se si rivelassero inadeguate, la comunità scientifica si farà sentire.” risponde il medico.

“Si possono adottare altre misure, e insisteremo per misure alternative solo se quelle attuali di dimostrassero inadeguate. Io ho cercato di spingere alla misurazione della temperatura nelle scuole, anche abbassando la temperatura minima. 37.5 non è abbastanza per i ragazzi, che sono spesso asintomatici.” prosegue Crisanti.

“E se tenessimo i bambini dai 6 anni in su con la mascherina a scuola? Non sarebbe una misura più sicura?” chiede il conduttore. “Dipende. Noi dobbiamo assicurare la sicurezza dei bambini, dei docenti e della società. Se mettiamo la mascherina a scuola non raggiungiamo questi obiettivi. Fuori dalla scuola si abbracciano, non indossano la mascherina e altro. Bisogna imporre misure attuabili, o non vengono prese sul serio” risponde Crisanti.

Le opinioni dei giornalisti, l’intervista a Stefano Bonaccini

“Trovo ci sia una distanza fra le dichiarazioni di Conte e la realtà nelle scuole.” afferma il conduttore. Paolo Mieli, giornalista del Corriere della Sera, risponde che “potremmo scrivere pagine e pagine di contrattempi, ma servono, perché nessuno nasce imparato. La settimana di campagna elettorale è mal studiata. Apriranno per quattro giorni, poi si chiuderà per votare, e poi si riaprirà?”. 

“Ogni apertura di anno scolastico è un casino, da sempre. La scuola Italiana ha problemi atavici e cronici.” dichiara il giornalista Antonio Padellaro. “Nonostante questo c’è un evidente ritardo. L’emergenza non è stata affrontata rapidamente, da subito.”.

Un inviato di Piazzapulita è a Pisa stasera, 10 settembre, con Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna per parlare del libro “La destra si può battere”, ma in prossimità delle elezioni regionali il clima in zona si sta facendo sempre più teso.

“Stefano Bonaccini è qui in soccorso del suo schieramento? chiede l’inviato. “Non sono in soccorso di nessuno, ma sono qui per raccontare la mia esperienza. Poi è vero che se vince la lega qui verrà privatizzata buona parte della sanità pubblica. Per me la sostanza è che il povero deve essere curato come il ricco.” risponde Bonaccini.

La situazione scuola mi pare sotto controllo. Ma è una sfida per tutti. Abbiamo stilato un protocollo per intervenire prontamente, abbiamo lavorato per una capienza ridotta nei mezzi per il trasporto pubblico. Però ora proviamo a farcela.” afferma poi Bonaccini.

Gli insegnanti e i test sierologici

“Lo screning fatto così, e in queste modalità non serve. Fatto a un bidello sì e a uno no, a un insegnante sì e a uno no non funziona. Meglio farlo a nessuno che a pochi.” afferma un medico intervistato. “Sono soldi buttati dalla finestra così.” continua.

Sarebbero troppi pochi, infatti, i docenti che si sono sottoposti al test sierologico. “Io entro in classi di 30 alunni, molti arrivati con l’autobus. A cosa serve il sierologico così?” afferma un’insegnante intervistata. Un’altra insegnante, invece, si dice scettica sui test in generale, compreso il tampone.

Molti insegnanti sceglieranno di mettersi in malattia per tutelarsi e non entrare in aule, a loro avviso, impossibili da gestire con sicurezza.

“Che pericolo c’è a fare un test? Non capisco.” commenta Paolo Mieli riguardo gli insegnanti che non intendono fare i test sierologici. “Ma perchè lo fanno? Per sorveglianza attiva? Per verificare chi si è già infettato? Nel primo caso non serve a niente.risponde il professor Crisanti. “E’ una stupidagine. Le persone negative al sierologiche potrebbero essere infette.” prosegue Crisanti. “C’è bisogno di tamponi rapidi, ma stiamo valutando se questi tamponi sono altrettanto efficaci. Rappresenterebbero una buona risorsa” conclude infine il virologo.

“Da un lato serve che chi ha responsabilità le eserciti, dall’altro serve mettersi a disposizione con tutte le garanzie del caso” afferma Bonaccini. “Vanno segnalati gli irresponsabili. La libertà di scelta c’è quando non si mette a rischio la salute dei bambini. Io avrei reso obbligatori i tamponi per gli insegnanti.” prosegue poi il politico.

Le domande dei giornalisti a Bonaccini

“Come è stato possibile che due regioni cardine della sinistra siano diventate contendibili? Una l’ha salvata lei. Ma in Toscana non è grave che la candidata della lega possa vincere?” chiede Riccardo Iacona a Bonaccini. “L’Emilia Romagna e la Toscana vivono nel mondo, non su Marte. E nel mondo nessuno stato resta a lungo dello stesso schieramento” risponde il politico. “Forse ci siamo staccati troppo dalle persone. In Emilia Romagna abbiamo dimostrato che si può vincere.”

“Perché allora la campagna in Toscana è partita così tardi?” chiede Paolo Mieli. “Non lo so. Mi auguro che la mobilitazione di questi ultimi 10 giorni siano abbastanza. Pensi che la candidata della Lega ha votato contro il Recovery Found in Europa.” risponde Bonaccini.

“Se la Toscana cadesse il governo sarebbe a rischio?” chiede il conduttore a Bonaccini. “Credo di no. Vinciamo, e non si porrà il problema” scherza Bonaccini.

Il professor Massimo Ammaniti

Il professor Massimo Ammaniti, psicanalista, è presente nello studio di Piazzapulita stasera, 10 settembre, per un’intervista.

“Da troppo tempo si aspetta di tornare a scuola. Bisogna provare. Se necessario anche a macchia di leopardo, partendo dalle scuole meglio dotate.” afferma Ammaniti.

“Cosa significa oggi per un bambino perdere il compagno di banco?” chiede il conduttore ad Ammaniti. “Il compagno di banco mette in modo interessanti dinamiche di gruppo. E il compagno di banco è quello che si ricorda per tutta la vita.” risponde lo psicoanalista.

“Non si è pensato abbastanza ai bambini in questo mese. E’ il titolo del mio libro. Avrei preferito chiamare il libro (intitolato I nostri Bambini n.d.r.) -Il gioco della campana-. Un gioco che si fa in strada, in cortile.” dichiara Ammaniti. “Se i bambini avessero giocato in strada più spesso, sorvegliati dai genitori, avrebbero affrontato meglio l’esterno.” continua poi.

“Una cosa che ho sempre criticato sono le immagini del TG che fanno vedere il virus come una palla rossa, non è rassicurante. Si può dire ai bambini che gira un’influenza molto forte e pericolosa e non vogliamo che loro, o i nonni, la prendano.” racconta Ammaniti. “Gli insegnanti dovrebbero anche giocare con le mascherine. Come nel film di Benigni, la vita è bella. In una situazione drammatica, il gioco è perfetto per sdrammatizzare.” continua poi.

“La maggior parte dei bambini recupererà il periodo della quarantena, la perdita dei ritmi. Ci sarà però una parte di bambini che continuerà ad avere ansie.” dice Ammaniti al conduttore.

La clip dell’onorevole Cunial

Viene poi riproposta la clip dell’onorevole Sara Cunial, che cerca di baciare l’inviato di Piazza Pulita durante una manifestazione No-Mask. In studio per commentare sul tema negazionisti c’è Sandro Veronesi, scrittore.

“Sembra quasi che più è bizzarra la posizione sostenuta, più si trovi gusto nel sostenerla e opporsi a chi la nega. E vale per le mascherine come per la terra piatta.” afferma Veronesi. “Questi vogliono la loro libertà, di vedere cose dove non ci sono.” prosegue poi.

“Pensi che qualcosa sia cambiato dopo la pandemia? O abbiamo dimenticato?” chiede il conduttore. “Bisogna dare il giusto peso alle cose. Abbiamo visto il comportamento folkloristico dell’onorevole Cunial. Ci sono persone che le vanno dietro, ma la maggior parte sa sacrificarsi.” risponde Veronesi.

Cambiando argomento, il conduttore mostra a Veronesi gli incendi nel più grande campo profughi dell’isola di Lesbo. “Se sfogli i giornali c’è poco scandalo e consapevolezza. Il virus quindi ci rende più attenti o indifferenti?” chiede il conduttore. “Le persone in quella condizione hanno il diritto di dare di matto, è possibile. Non so cosa sia successo, ma ce lo si aspettava. Ma son sempre le stesse persone a parlarne. E’ come se non ci riguardasse se non lo possiamo sfruttare.” risponde lo scrittore.

Hai scritto: firmerei col sangue per mettere Berlusconi al posto di Salvini. Meglio Berlusconi di Salvini?” chiede il conduttore. “Salvini è pericolosissimo.” risponde  Veronesi. “E poi il governo che c’è ora non è che sia tanto diverso da un ipotetico ritorno di Berlusconi”. continua. Lo scrittore aggiunge poi che “Finché c’è un governo che può avere la possibilità di fare quel che ha promesso, bene. Se invece è un governo che impedisce solo alla destra di salire al potere…”.

Il dopo pandemia

Vengono mostrate foto dal mondo che riparte dopo la pandemia.

Una foto scattata a Huan, la prima città al mondo in quarantena, durante un festival di musica elettronica. Nessuno indossa mascherine, ma i controlli per entrare in Cina sono rigidissimi. I contagi a Huan, del resto, sono attualmente a zero.

Un’altra foto mostra gli studenti cinesi tornati a scuola normalmente.



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