Mercoledì 8 luglio è in onda la prima puntata della nuova edizione di Un Giorno in Pretura, denominata Nada Cella il cold case di Chiavari. Il format è visibile dalle ore 21:15 circa, su Rai 3.
Un Giorno in Pretura Nada Cella il cold case di Chiavari, la puntata curata da Stefano di Gioacchino
Dopo la fine di Chi l’ha visto?, la cui edizione è terminata la scorsa settimana, il mercoledì di Rai 3 continua a essere nel segno del crime. L’8 luglio, infatti, inizia il nuovo ciclo di appuntamenti inediti di Un Giorno in Pretura, fra i programmi più longevi della televisione italiana.
Ideata da Roberta Petrelluzzi, ancora oggi padrona di casa della trasmissione, Un Giorno in Pretura ha debuttato su Rai 3 nel lontano 1985. Il 41esimo anno in compagnia del programma parte con una puntata speciale dal titolo Nada Cella il cold case di Chiavari, curata da Stefano di Gioacchino.
L’omicidio avvenuto 30 anni fa
Un Giorno in Pretura di mercoledì 8 luglio propone un focus sull’omicidio di Nada Cella, avvenuto oramai trent’anni fa. Era il 16 maggio del 1996 quando la donna, una segretaria di appena 24 anni, viene uccisa. Il corpo privo di vita è rinvenuto a Chiavari, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava.
Sin da subito, le indagini sono state complesse. L’arma del delitto, infatti, non è mai stata ritrovata e gli inquirenti non hanno ricevuto alcuna informazione utile dagli inquilini del palazzo nel quale è avvenuta l’aggressione mortale. Nessuno ha sentito urla o altri rumori sospetti. Dopo aver seguito diverse piste investigative, il caso è andato incontro a un’archiviazione e, per anni, non è mai stato individuato il colpevole.
Un Giorno in Pretura Nada Cella il cold case di Chiavari, il lavoro di Antonella Delfino Pesce
Come racconta Un Giorno in Pretura nella puntata intitolata Nada Cella il cold case di Chiavari, tutto cambia nel 2017. Anno, questo, nel quale il caso viene riaperto su iniziativa di una biologa di Bari, la dottoressa Antonella Delfino Pesce. Mentre quest’ultima è a lavoro su una tesina di criminologia compie una serie di scoperte e accertamenti, grazie ai quali si convince del coinvolgimento nell’omicidio di Anna Lucia Cecere, una ex insegnante di 54 anni.
Si tratta dell’inizio della svolta, che dopo un lungo iter giudiziario ha portato la Corte di Assisi di Genova a emettere una condanna a 24 anni di carcere ai danni di Cecere, ritenuta colpevole.
