Il Collegio 3: la docente Maria Rosa Petolicchio ci racconta la sua esperienza


Il Collegio 3: la docente Maria Rosa Petolicchio ci racconta la sua esperienza. Intervista con la professoressa di matematica e scienze del docu-reality di Rai 2 che ci svela aspetti ed episodi singolari all'interno del convitto.


Si tratta di un anno particolarmente importante e ricco di cambiamenti perché il mondo giovanile è in subbuglio a causa della rivoluzione studentesca che sta per travolgere la scuola e la società.

Noi vi abbiamo già anticipato le novità di questa terza edizione.

Oggi vi proponiamo un’intervista alla professoressa di matematica e scienze Maria Rosa Petolicchio che ha seguito i ragazzi durante il loro corso scolastico fino al conseguimento del diploma.

Ecco le dichiarazioni rilasciate a maridacaterini.it.

Come è nata l’idea di partecipare in qualità di docente al docu-reality?

«Ricopro il ruolo di professoressa di matematica e scienze da due anni, ovvero nella seconda e nella terza edizione. Ho semplicemente risposto ad un annuncio della casa di produzione, la Magnolia. Sono stata chiamata per un provino nel corso del quale mi hanno detto che la ricerca verteva su una docente molto severa».

Aveva già visto la prima edizione de Il Collegio?

«In effetti no e non ho voluto vederla. Ho seguito soltanto il mio istinto di docente che crede nell’autorevolezza, qualità necessaria per essere credibili presso i ragazzi. Ho avuto la soddisfazione di essere piaciuta ai responsabili del progetto e sono riuscita ad avere la meglio su altri due colleghi che ambivano a questo posto».

Ci parla dell’esperienza vissuta all’interno del docu-reality?

«Innanzitutto devo ammettere di essermi sentita subito a mio agio anche se l’epoca in cui siamo stati catapultati era rappresentata da un sapere trasmissivo che non includeva alcun rapporto diretto con gli studenti».

 Come si comporta con i suoi alunni reali?

«Io sono convinta che la severità sia importante perchè bisogna avere dei punti fermi sui quali non transigere. Io però ho con i miei alunni un rapporto emozionale, assente nella scuola del 1968».

Ci dà qualche indicazione sulla sua reale scuola e sui suoi allievi?

«Io insegno matematica e scienze a Sant’Antonio di Pontecagnano in provincia di Salerno. I miei veri alunni frequentano la prima media ed hanno 11 anni».

Come si sono svolte le riprese delle cinque puntate?

«Anche quest’anno eravamo al Collegio Convitto Celana di Caprino Bergamasco in provincia di Bergamo. Siamo stati impegnati dal 2 fino al 28 luglio senza mai uscire dalla struttura. Sono giunta a questa seconda edizione più preparata e più consapevole rispetto alla prima. Mi sono sentita perfettamente a mio agio».

Com’è stato l’impatto con i suoi nuovi allievi de Il Collegio?

«In effetti non è stato facile. Mi hanno fatto indisporre molto spesso cercando di rendermi la vita difficile. Io ho sempre mantenuto un atteggiamento sereno ed ho proceduto per la mia strada senza tentennamenti. Ad esempio hanno cercato più volte di boicottare le mie lezioni. Insomma si era creata una coalizione contro di me. Fortunatamente col trascorrere dei giorni il rapporto si è fatto più sereno».

Aveva incontrato precedentemente i suoi allievi?

«Assolutamente no. Ma io sono convinta che la loro reazione nei miei confronti è stata soltanto una opposizione alle regole imposte».

Pensa davvero che i ragazzi abbiano bisogno di regole?

«Oggi più che mai. Ma dietro la severità di chi le impone devono intravedere la coerenza. In seguito capiranno che l’imposizione delle regole è stata soltanto una forma di attenzione nei loro confronti».

Le piacerebbe continuare il lavoro in TV?

«Se dovesse capitare altro ne sarei felice. Mi impegnerei però soltanto in progetti che non cozzano con la mia vita professionale».

Dove vedrà le cinque puntate del docu-reality?

«Faremo dei gruppi di ascolto per ognuna delle puntate».



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