Martedì 10 marzo esordisce, su Rai 1, la fiction Le Libere Donne. Nel cast c’è Fabrizio Biggio, partner di Rosario Fiorello nel programma pomeridiano di Rai Radio 2 La Pennicanza e protagonista di questa intervista, nella quale commenta la sua prima esperienza da attore in un ruolo drammatico.
Intervista Fabrizio Biggio, l’esperienza sul set de Le Libere Donne
Le Libere Donne affronta un argomento molto importante: la salute mentale.
“Le Libere Donne racconta la storia di Mario Tobino, uno psichiatra che negli anni ’40 cercava di cambiare la situazione nei manicomi, soprattutto quelli femminili. Quando mi hanno chiesto di recitare in questa produzione ho subito pensato che volessero facessi il pazzo. Invece no, sarò il Dottor Anselmi, uno psichiatra con un vero camice bianco. Sono contentissimo“.
Il regista Michele Soavi ha scelto, per lei, un ruolo decisamente differente da quelli a cui siamo stati abituati.
“Devo veramente ringraziare Soavi, è stato un grande regista. Mi ha preso sotto la sua protezione e mi ha reso credibile come attore drammatico. Un’operazione non semplice: l’immagine che la gente ha di me è televisiva. Lui ha creduto come nessuno prima aveva fatto nelle mie capacità drammatiche. Mi ha detto di eliminare il Biggio televisivo, la spalla di Fiorello, e spero di esserci riuscito“.
Intervista Fabrizio Biggio, l’emozione alla fine delle riprese
Come è stato il suo approccio sul set de Le Libere Donne?
“Inizialmente ero veramente in difficoltà perché era un’esperienza che non avevo mai fatto. Ricordo la prima scena, al termine della quale Soavi, in modo paterno, mi ha dato dei suggerimenti per migliorare. Ma devo ringraziare veramente tutti gli attori, specie Lino Guanciale. Abbiamo avuto diverse scene nelle quali eravamo solo noi due e mi ha tranquillizzato tanto con il suo sguardo“.
Qual è il ricordo più bello che avrà de Le Libere Donne?
“Il ricordo più bello è quando, alla fine dell’ultima scena che ho girato, sono andato ad abbracciare tutti. Quando è arrivato il momento di abbracciare Michele Soavi sono scoppiato a piangere e non so neanche quali emozioni sentivo in quel momento“.
Intanto, prosegue il suo impegno quotidiano su Rai Radio 2 con La Pennicanza, in coppia con Fiorello.
“Siamo due matti, oltre che amici. C’è complicità, ci divertiamo e molto di quello che va in onda nelle puntate nasce in diretta. Tutto ciò che crea Fiorello è una follia, cerchiamo di portare un po’ di leggerezza. Siamo partiti dalla radio perché è la base e siamo convinti che le idee vengano solamente facendo. Siamo in fase di crescita e non sappiamo neanche noi cosa diventerà il format, se rimarrà radio o diventerà televisione. Intanto pensiamo a divertirci e a far divertire”.
Quando finirà La Pennicanza?
“Dovrebbe andare avanti per tutta la stagione, fino a giugno“.
L’argomento della fiction
Al centro de Le Libere Donne, come preannunciato, c’è la storia di Mario Tobino, interpretato nella fiction da Lino Guanciale. La storia, tratta dal libro Le Libere Donne di Magliano di Mario Tobino del 1953, è ambientata durante la seconda guerra mondiale.
Nella produzione di Rai 1, il protagonista, interpretato da Lino Guanciale e psichiatra presso il manicomio femminile di Maggiano, si occupa delle sue pazienti con un approccio innovativo, incentrato sull’umanità e sui metodi non convenzionali, con l’obiettivo di restituire dignità e passione alle “matte”, come lui stesso era solito definire le sue pazienti. Queste ultime, molto spesso, non erano rinchiuse nei manicomi per effettivi problemi di salute mentale, ma perché avevano un comportamento ritenuto, per l’epoca, troppo libero.
I metodi del medico, che ha trasformato il lavoro in una missione al punto da vivere all’interno del manicomio, in un primo momento hanno attirato le critiche dei colleghi. Tuttavia, ha trovato grande supporto da parte di un giovane medico, ovvero il Dottor Anselmi, che nella fiction ha il volto di Fabrizio Biggio, con il quale ha instaurato un rapporto di amicizia. La vita di Tobino cambia quando, nella struttura sanitaria, fa il suo arrivo Margherita Lenzi, giovane donna rinchiusa contro la sua volontà dal marito.

