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Realiti – Siamo tutti protagonisti | Prima puntata 5 giugno 2019 | Diretta

Realiti - Siamo tutti protagonisti | Prima puntata 5 giugno 2019 | Diretta. Esordio per Enrico Lucci nel nuovo programma che parla di attualità attraverso i profili social dei protagonisti e i servizi della redazione. In giuria, Asia Argento, Luchè e Aurelio Picca valutano la narrazione migliore

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Realiti - Siamo tutti protagonisti | Prima puntata 5 giugno 2019 | Diretta. Esordio per Enrico Lucci nel nuovo programma che parla di attualità attraverso i profili social dei protagonisti e i servizi della redazione. In giuria, Asia Argento, Luchè e Aurelio Picca valutano la narrazione migliore
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Il Direttore di Rai2, Carlo Freccero, per definirlo ha scelto toni iperbolici, parlando di un grande Truman Show dell’informazione.

Il motivo è presto detto: Realiti racconta gli eventi della settimana attraverso i post che i protagonisti o le persone comuni – partecipanti a loro insaputa – hanno pubblicato sui social network in riferimento all’accaduto. Come se la realtà fosse un grande reality condotto da Enrico Lucci, in cui le azioni sono testimoniate dai post sui social.

Foto, video e testi sottoposti all’attenzione dei “Tre saggi” in studio, ovvero l’attrice e regista Asia Argento, il rapper Luchè e lo scrittore Aurelio Picca.

A cui si aggiunge la valutazione della Giuria popolare, diversa in ogni puntata e formata da persone scelte scandagliando i newsfeed dei social network.
È previsto un vincitore a settimana, con una sorta di finale fissata per la sesta e ultima puntata.

L’obiettivo non è solo la cronaca, ma anche prendere di mira l’ossessione narcisista di raccontare compulsivamente la propria vita su internet. E fare il verso, contemporaneamente, ad una serie di dinamiche televisive, dei social network e della nostra stessa rappresentazione quotidiana.

L’ironia è quella familiare al pubblico di Realiti Sciò e Nemo – un marchio di fabbrica di Enrico Lucci – però il format prevede pure dei servizi veri e propri, in grado di portare i telespettatori più vicini agli argomenti trattati.

In questo primo appuntamento si è parlato di Matteo Salvini, Marco Carta, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi, il Generale Marasco, Fedez e Chiara Ferragni, mentre l’ospite è stato l’attore e comico Vincenzo Salemme.

Inoltre, spazio ad un’intervista di Enrico Lucci a Romano Prodi, un servizio di Antonella Spinelli sul successo dei cantanti neomelodici in Sicilia, uno di Marco Maisano sui ragazzi che chiedono l’elemosina fuori dai supermercati e un viaggio di Mauro Casciari nel mondo degli estremisti vegani.

Di seguito potrete ripercorrere la diretta della prima puntata di Realiti – Siamo tutti protagonisti.


Enrico Lucci apre lo show presentando il meccanismo e introducendo le giurie.

I tre saggi…
E la Giuria Popolare, “La pancia del Paese” come la connota il conduttore.

I primi votano con pulsanti di tre colori: rosso per esprimere disapprovazione, giallo neutralità, verde giudizio positivo.

La Giuria Popolare si esprime votando con delle palette numerate da uno a dieci. Il pubblico da casa, invece, può votare sul profilo Instagram della trasmissione.


Enrico Lucci elenca i protagonisti (inconsapevoli) della puntata: Matteo Salvini, Generale Marasco, Fedez, Marco Carta, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Chiara Ferragni.

Poi, una breve rassegna di notizie strambe, legate ad autori di gesti stupidi, magari fatti solo per ottenere consenso su internet.

Ora, subito il Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Si parla di flat tax, ma il video che lo introduce si concentra in maniera sarcastica sull’attività ipertrofica del Ministro sui social network.

I Tre saggi e la Giuria Popolare cercano di esprimersi in maniera seria sull’argomento.

Ciascuno di loro si affida a commenti generici. Nessuno sembra avere la più pallida idea di cosa si stia realmente  parlando.

In ogni caso, Matteo Salvini totalizza 71 punti.


Il passo successivo è l’intervista a Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio. Si parla di Cina, Europa, Stati Uniti ed equilibri mondiali, da quelli politici ed economici a quelli militari e socio-culturali.

Intervista realtivamente breve, stavolta condotta seriamente.

Il protagonista successivo è il Generale Marasco, un sessantenne di Manfredonia che si è improvvisato Guardia ambientale e pubblica continuamente video su Facebook carichi di indignazione e invettive qualunquiste.

Il suo modo ridicolo di arringare i followers è la fonte di ironia di questo passaggio. Insieme ad alcuni momenti dei filmati, che sembrano palesemente inscenati ad arte.

Il voto gli regala 45 punti.

Finora, l’unica nota moderatamente positiva è l’ironia di Enrico Lucci. È lui a far risaltare le stranezze negli argomenti di discussione.

Le opinioni dei “giurati” sono un insieme di punti di vista generici e vuoti. Marcano l’esaltazione dell’opinione comune – riproducendo gli scontri tipici dei social – ma finiscono solo per banalizzarla.

Intanto, la classifica dei voti espressi su Instagram premia Marco Carta. Il vincitore di questa particolare graduatoria riceverà un premio di 50 punti.

Mauro Casciari ha girato un servizio sugli animalisti vegani, sulle loro lotte quotidiane contro i maltrattamenti e per sottrarre i capi di bestiame alla macellazione. Contro di loro, i cosiddetti “carnivori”, gruppo in cui vengono inclusi gli antianimalisti quanto i semplici mangiatori di carne.

Mostra anche la Corsa dei buoi di Caresana (Vercelli) e il Palio dei maiali di Cilavegna.
Un video che non approfondisce, ma fotografa in maniera tutto sommato efficace le posizioni degli schieramenti.

In studio ci sono Barbara Salvatori attivista vegana – e Renato Salvatori, chef amante della carne.

Sono il centro di un (finto) dibattito che mette di nuovo in scena la fiera della confusione e della banalità. Il tentativo è di nuovo quello di riprodurre i meccanismi che si generano spesso nei commenti sui social network.

Subito dopo, Enrico Lucci va nel “Confessionale” di Realiti, dove lo aspetta l’ospite, Vincenzo Salemme.

In pratica, un angolo del dietro le quinte allestito con due grosse poltrone e i pannelli insonorizzanti sulle pareti – gli stessi resi celebri dal Grande Fratello – dove poter parlare. Sulla sinistra della scena campeggia una lunga asta da selfie con uno smartphone puntato sui due impegnati nell’intervista. È la “Realiti Cam”.

Il dialogo punta a scimmiottare le interviste frivole e pruriginose che animano molte trasmissioni. Sembrano pensate per approfondire la conoscenza del personaggio, in realtà non sono altro che ricerca morbosa del pettegolezzo.

Anche al costo di utilizzare notizie false o approssimative per alimentare il chiacchiericcio.

Il terzo concorrente preso in considerazione è Fedez.

Recentemente è stato al centro delle cronache anche perché un gruppo di riders lo ha tirato in ballo pubblicando una lista di nomi di personaggi facoltosi che non danno le mance quando loro effettuano consegne a domicilio.

In realtà, la mossa dei fattorini era uno strumento di lotta per rivendicare migliori condizioni lavorative – attualmente hanno poche tutele e retribuzioni minime – anche se il focus della discussione pubblica è stato sulla contrapposizione mancia sì/mancia no.

Le aziende per cui lavorano i riders guadagnano tanto dai dati degli utenti e l’obiettivo era il sabotaggio dimostrativo di tale meccanismo.


I Tre Saggi e la Giuria Popolare replicano tale discussione.

A Fedez vanno 34 punti.

Marco Maisano ha approfondito la storia dei ragazzi che chiedono le elemosina fuori dai supermercati. Sono aumentati a dismisura negli ultimi due anni e dietro potrebbe esserci qualcosa di poco chiaro.

Perché quasi tutti sono nigeriani, sono organizzati in turni e con postazioni fisse.


lo scrittore d’inchiesta Leonardo Palmisano spiega come dietro ci sia la mafia nigeriana, la cosiddetta “Ascia nera”.

Lavora sulle grandi quantità, cioè sommando tanti piccoli guadagni. Tra l’altro poco rischiosi, proprio come le elemosina, a rischio zero rispetto ai traffici di droga.


Migliaia di migranti nigeriani ogni anno partono per l’Europa. Il viaggio costa cifre sproporzionate e sono costretti ad indebitare le famiglie. Una volta arrivati in Italia, ripagano il debito tramite le elemosina.

Secondo Palmisano, le istituzioni sono a conoscenza del problema, solo che non lo ammettono pubblicamente perché significherebbe rivelare l’impotenza di fronte al fenomeno.

Il quarto concorrente di oggi è Marco Carta, reduce da una vicenda finita su tutti i giornali.
Sembra aver rubato sei t-shirt alla Rinascente di Milano per un valore di 1200 euro.

Per lui 26 punti.

Avanti con Silvio Berlusconi. Non si capisce bene perché sia finito tra i concorrenti di Realiti. Il video di presentazione si sofferma su tutte le ultime apparizioni pubbliche, senza un fulcro.


Adesso Antonella Spinelli parla del successo degli artisti neomelodici in Sicilia. Personaggi come Leonardo Zappalà e Niko Pandetta, il primo un personaggio alla “Scarface” creato dal nulla, il secondo ex-malavitoso che rivendica i suoi crimini e i rapporti di parentela con uno zio al 41-bis.


In studio c’è Leonardo Zappalà, 19 anni. Ribadisce che il suo è un personaggio creato ad arte per spopolare sui social, dove recita la parte del malavitoso ricco e violento.

 

Su posizioni opposte c’è Francesco Borrelli, Consigliere regionale della Campania. Si scaglia duramente contro la mafia e contro i personaggi che rivendicano liberamente l’appartenenza ad organizzazioni malavitose.

 

Luchè prova a far riflettere Borrelli, chiedendogli di tener conto del contesto da cui vengono certe persone e di non criminalizzarle in maniera troppo arbitraria e generica.

 

Enrico Lucci consiglia a Leonardo Zappalà – che rivendica la latitanza dalla scuola – di comprare un libro di storia della Sicilia, per scoprire la lista infinita dei caduti per colpa della mafia. Da Piersanti Mattarella a Pio La Torre, fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai quali viene tributato un lungo applauso.

Il sesto concorrente della serata è Luigi Di Maio, Vice Presidente del Consiglio e tra i leader del Movimento Cinque Stelle. Nel suo caso, il posto a Realiti nasce da una serie di inciampi ed errori politici recenti, oltre che dal rapporto con Matteo Salvini e da quello con la neo-compagna.

Chiude il gruppo Chiara Ferragni.

Il Generale Marasco è primo nella classifica social e si aggiudica il tesoretto di 50 punti.

Nella classifica generale, però, primeggia Chiara Ferragni, mentre Marco Carta è ultimo e viene simbolicamente eliminato.

La prima puntata di Realiti finisce qui.

Abbiamo assistito ad uno show alquanto debole.
L’idea di raccontare il presente come un grande, enorme reality di cui i veri protagonisti sono concorrenti e le cui azioni sono tutte testimoniate attraverso i social network è senza dubbio affascinante.

Il problema è che non si è tradotta – almeno in questa prima puntata – in qualcosa davvero in grado di calamitare l’attenzione, generare coinvolgimento e dimostrarsi narrativamente efficace.
L’ironia, d’accordo, ha dato segnali incoraggianti, godibile in alcune occasioni nel mettere in risalto tic e comportamenti al limite del bizzarro.

Le stesse giurie, così come le classifiche e lo stile di conduzione di Lucci hanno fotografato (in certi casi sbeffeggiato) dinamiche televisive e quotidiane in cui siamo immersi, ma sembravano non far parte di una narrazione organicamente finalizzata a qualcosa.

Complice anche la scelta di alcuni “concorrenti” e dei contenuti presi dai social, è sembrato più un esercizio di stile che il tentativo di raccontare effettivamente la realtà attraverso un meccanisco innovativo.

Va ribadito, sulla carta l’idea potrebbe essere affascinante, ma il paradosso è che Realiti pare aver avuto più senso nei momenti in cui si è allontanato dallo spirito grottesco – quello che lo contraddistingue – per somigliare ad un talk classico.

Le uniche cose (poche) o punti di vista che conosciamo in più sul mondo che ci circonda, dopo la puntata, le dobbiamo ai servizi realizzati dagli inviati e ai momenti in cui il dibattito non ha voluto forzatamente scimmiottare altri generi. Cioè nei momenti in cui Realiti ha dato meno spazio alle sue peculiarità. Segno che qualcosa non è andato.

 


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The Dissident: trama, cast, finale del film in onda su La7

Il documentario racconta la vicenda di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso all'interno dell'ambasciata saudita di Istanbul nel 2018.

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The Dissident film La7
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Oggi La7, in seconda serata, trasmette il film The Dissident. La pellicola statunitense di genere documentario è datata 2020. La durata, invece, è un’ora e 59 minuti.

The Dissident film attori

The Dissident: regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Bryan Fogel. Protagonisti principali del documentario sono invece Omar Abdulaziz, Fahrettin Altun, John O. Brennan e Hatice Cengiz.

Le riprese del film si sono svolte in Turchia e in Canada. Le scene infatti sono state girate ad Instanbul che si trova al confine tra Asia e Europa, sullo stretto del Bosforo. Ma anche a Montréal, una delle città più grandi della provincia Canadese del Quebec.

Le musiche sono di Jake Swantko. Mark Monroe e Adam Peters si sono occupati della sceneggiatura mentre Scott D. Hanson ha curato la fotografia. Il montaggio è,invece, di Avner Shiloah, Wyatt Rogowski e James Leche. 

The Dissident è prodotto da Orwell Productions in collaborazione con Human Rights Foundation e Diamond Docs. E’ distribuito infine da Netflix e Amazon Prime Video.

Premi e riconoscimenti: ha vinto, il premio come migliore sceneggiatura in un documentario al Premio WGA 2021 (Writers Guild of America Award). Ha ottenuto inoltre una nomination ai Premi BAFTA (British Academy Film Awards).

The Dissident film dove è girato

The Dissident: trama del documentario in onda su La7

Il documentario racconta la storia di Jamal Ahmad Khashoggi, giornalista ed editorialista del Washington Post. Il cronista è stato uccis0 il 2 ottobre 2018 all’interno dell’ambasciata saudita di Instanbul, in Turchia, dove si era recato per recuperare dei documenti riguardanti il suo matrimonio.

Khashoggi era stato molto critico nei confronti dei governanti dell’Arabia Saudita. In particolare non condivideva le posizioni politiche del re Salman ed il principe ereditario Mohammed bin Salman. Si era infatti anche opposto all’intervento militare saudita nella Guerra Civile dello Yemen, iniziata nel 2015.

Durante le indagini gli inquirenti hanno scoperto che l’uomo è stato prima soffocato e poi il suo corpo è stato ridotto a brandelli. Il procuratore generale dell’Arabia Saudita ha inoltre dichiarato che l’omicidio era stato premeditato.

The Dissident film finale

Il finale del film

Attraverso le testimonianze di alcuni personaggi il regista cerca di proporre agli spettatori un ritratto pubblico ed intimo di Khashoggi.

Appaiono infatti nel documentario Hatice Cengiz (compagna della vittima), degli esponenti delle Forze dell’Ordine. Ma anche il Pubblico Ministero e uno dei dissidenti sauditi con cui il giornalista collaborava.

Pochi mesi dopo la sua morte, l’11 dicembre 2018, Jamal Khashoggi è stato infine nominato dalla rivista americana Time come Persona dell’Anno (Person of the Year 2018). La motivazione risiede nel fatto che Khashoggi, come molti suoi colleghi, ha combattuto contro le persecuzioni politiche derivanti dal proprio mestiere.

Il cast completo del documentario

Di seguito tutti i personaggi che hanno partecipato alla realizzazione del film documentario The Dissident:

  • Omar Abdulaziz
  • Fahrettin Altun
  • John O. Brennan
  • Hatice Cengiz
  • Anthony J. Ferrante
  • Abdulhamit Gul
  • David Ignatius
  • Wadah Khanfar
  • Turan Kislacki
  • Fatih Oke
  • John Scott-Railton
  • Yasin Aktay
  • Sedar Atas
  • Agnès Callamard
  • Iyad El-Baghdadi
  • Irfan Fidan
  • Shane Harris
  • Presente infine anche David Kaye

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Chi l’ha visto? 16 giugno 2021, le ultime sui casi di Denise Pipitone e Saman Abbas

Chi l'ha visto?, la puntata di stasera 16 giugno 2021. Nuovi aggiornamenti su Denise Pipitone, e sul caso della giovane Saman Abbas.

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chi l'ha visto stasera 16 giugno
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Rai 3  trasmette questa sera, 16 giugno 2021, una nuova puntata di Chi l’ha visto? condotta da Federica Sciarelli. Tutte le indagini, i servizi e le emergenze sono proposte agli spettatori, che possono partecipare fornendo segnalazioni telefoniche, o tramite WhatsApp.

Nel corso dell’ultima puntata di Chi l’ha visto?, mercoledì 9 giugno 2021, una nuova testimone potrebbe aver identificato la donna ritratta nel video girato a Milano da una Guardia Giurata nel 2004; nello stesso video è presente una bambina molto simile Denise Pipitone, che la donna di origini Rom chiama “Danas“.

Se la testimonianza fosse attendibile e verificata, Denise Pipitone vivrebbe a Parigi, in un accampamento di nomadi con la stessa donna Rom coinvolta nella sua sparizione da Mazara del Vallo nel 2004.

Vi ricordiamo che potete vedere la puntata di Chi l’ha Visto? anche in streaming su internet, tramite il servizio gratuito RaiPlay.

Chi l'ha visto stasera 16 giugno

Chi l’ha visto? stasera 16 giugno, la diretta

Inizia la diretta, in apertura il caso di Saman Abbas, quindi aggiornamenti sul caso Pipitone. Piera Maggio, la madre della bambina, è in collegamento con lo studio, in seguito alle ultime notizie che vorrebbero Denise viva, e a Parigi.

Gli inviati di Chi l’ha visto? hanno rintracciato  e intervistato la donna che, fino ad oggi, è stata identificata come “la donna del video di Danas“. “Non sono io, non c’entro nulla con la vicenda” dice la donna, di origini macedoni, che si chiama Silvana, e asserisce di non avere alcun coinvolgimento con la vicenda.

A dimostrazione, porta una foto che la ritrae nel 2004; in effetti, è completamente diversa dalla donna presente nel video di Milano. “Mi han fatto venire la depressione, non sono io. Chissà cosa penserà la gente di me ora. Sono umiliata, denuncerò chiunque pubblichi ancora le mie foto senza il mio permesso.” afferma.

Piera Maggio, poi, continua e dichiara che “Sarebbe meglio accertarsi prima delle notizie che vengono pubblicate, prima di pubblicarle. Bisogna avere più cautela e riservatezza.”. In seguito al coinvolgimento della ex PM Angioni, che si occupò del caso Pipitone, Chi l’ha visto? ha contattato proprio la Angioni, anche per chiarire la volontà della Maggio di seguire un approccio meno aggressivo, e più ragionato nel corso delle ricerche. Specialmente, se fomentate sui e dai Social.

Chi l’ha visto stasera 16 giugno, il caso di Sara Pedri, i messaggi di Saman con il suo ragazzo

Il caso di scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri ha sollevato un polverone nel reparto dell’ospedale dove lavorava Sara, il Santa Chiara. Dopo aver visto il servizio di mercoledì scorso, molti colleghi hanno deciso di uscire allo scoperto. Mettendo alla luce un sistema di mobbing davvero pesante da sopportare.

Quindi, il caso di Saman Abbat. In studio ci sono due interpreti, che si sono occupati di tradurre i messaggi che Saman e il suo ragazzo si sono scambiati prima che lei sparisse. Messaggi dolci, pieni d’amore. Poi, arriva la notte della scomparsa di Sabbat. I messaggi si fanno preoccupanti, Sabbat decide di scappare e andare dai Carabinieri su consiglio del ragazzo. Ma, purtroppo, è tardi. “Io sono andato dai Carabinieri, ma hanno detto che Saman aveva detto di stare bene, non mi hanno creduto” racconta il ragazzo di Saman.

Poi, la scomparsa di Salvatore Scaglione. Padre di famiglia benvoluto, che non si trova da martedì 1 giugno, da quando i famigliari lo hanno sentito per l’ultima volta intorno alle 14.30.

I cold case di Tiziana Cantone e Barbara Corvi 

Il 13 settembre 2016 la giovane Tiziana Cantone è trovata morta nel garage di casa sua, impiccata. Il caso fu trattato e chiuso come suicidio; infatti, la giovane era diventata nota suo malgrado sul web, per dei video Hard che la ritraevano pubblicati senza il suo consenso.

Di recente, la procura di Napoli ha disposto la riesumazione della Cantone, per eseguire un’autopsia più approfondita che all’epoca non fu effettuata. Tuttavia, ci vorranno almeno 90 giorni per avere un responso dagli esami effettuati sulla salma.

A Chi l’ha visto stasera 16 giugno, poi, si ripercorre il caso di Barbara Corvi, scomparsa in circostanze misteriose. Il marito della donna, Roberto Lo Giudice, pochi giorni prima della scomparsa di Barbara scopre che la donna l’ha tradito. Poco dopo, poi, si risposerà. Lo Giudice ha rilasciato numerose interviste nel corso degli anni a Chi l’ha visto?. Al momento, la giustizia ha deciso che Lo Giudice non è colpevole: Barbara potrebbe essersi allontanata volontariamente.

Segue una lunga intervista al figlio di Angela Costantino, il cui destino è stato simile a quello della Corvi. Anche lei sposata con un Lo Giudice, sparì nel nulla dopo un supposto tradimento al consorte, mentre egli era in carcere.

Infine, segue il caso di Marina Castangia, 60 anni, parrucchiera originaria di Cabras ma residente a Mogorella, scomparsa nel nulla i primi di maggio. Al momento, si sta indagando per omicidio. Il principale indiziato è il compagno della Castangia, Antonino. Pare infatti che l’uomo abbia dei precedenti penali per rapina; e sia stato dipinto come un uomo scaltro, e “capace di tutto”.

 


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The Swap film La5 – trama, cast, finale

Due giovani insoddisfatti delle proprie esistenze cercano di scambiarsi le rispettive vite nel tentativo di migliorarsi.

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The Swap film La5
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La5 propone oggi il film dal titolo The Swap. Si tratta di una pellicola di genere commedia con atmosfere a metà strada tra il family e il fantasy.

La produzione è degli Stati Uniti d’America, l’anno in cui è stato realizzato il 2016 e la durata è di un’ora e 40 minuti. La distribuzione è avvenuta grazie a Disney Channel.

The Swap film attori

The Swap film – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Jay Karas. Protagonisti principali sono Ellie O’BrienJack Malloy interpretati rispettivamente da Peyton List e Jacob Bertrand. Nel cast anche Claire Rankin nel ruolo di Summer.

Le riprese si sono svolte in Canada, in particolare a Toronto nel territorio dell’Ontario. La produzione è della Brookwell-McNamara Entertainment in collaborazione con Canada Film Capital e MarVista Entertainment.

Il titolo originale coincide con il medesimo scelto per la distribuzione a livello internazionale.

The Swap film dove è girato

The Swap – trama del film in onda su La5

La trama ha come protagonisti Ellie O’BrienJack Malloy due giovani liceali la cui esistenza è abbastanza complicata. La prima è una atleta di ginnastica ritmica di grande talento. La ragazza da piccola è stata abbandonata dal padre ed ora le compagne di scuola non la giudicano alla loro altezza. Per questo motivo viene continuamente bullizzata.

Jack invece, dopo la perdita della madre, vive con i fratelli e con il padre. Quest’ultimo lo tiene sotto pressione al punto che il giovane non si sente all’altezza del successo ottenuto dal fratello, un noto giocatore di hockey.

Il padre vorrebbe da lui solo il meglio ed è diventato nei suoi riguardi molto freddo e distaccato. Un giorno i due giovani si ritrovano per caso nella medesima stanza. Ellie è sconfortata e delusa perché le sue amiche non hanno alcun rispetto per lei. Dall’altra parte invece Jack è stato da poco picchiato da un rivale. I due si confidano le proprie pene e le angosce e vengono alla conclusione che non tutto nella loro esistenza va per il verso giusto.

Spoiler finale

Finiscono così, grazie ad un semplice sms, per scambiarsi le loro vite finendo l’una nel corpo dell’altro. Vengono alle prese con una serie di problemi e di dinamiche familiari anche complesse.

Quotidianamente si trovano ad avere difficoltà e problemi personali e finiscono per convincersi che davvero le proprie vite hanno bisogno di essere vissute in una maniera migliore. Così ognuno cerca di aiutare l’altro per raggiungere questo obiettivo.

The Swap film finale

The Swap – il cast completo

Di seguito il cast del film The Swap e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Peyton List: Ellie O’Brien
  • Jacob Bertrand: Jack Malloy
  • Darrin Rose: Coach Malloy
  • Claire Rankin: Summer
  • Callan Potter: Gunner
  • Jesse Bostick: Stryker
  • Eliana Jones: Aspen Bishop
  • Kiana Madeira: Sassy Gaines
  • Kolton Stewart: Owen
  • James Godfrey: Porter Gibbs
  • Devyn Nekoda: Mackenzie Wick
  • Naomi Snieckus: Coach Carol
  • Linda Kash: Infermiera Helen
  • Naya Liviah: Claire
  • Michael Fessaha: Ryan
  • Marcia Johnson: Dr. Baker
  • Valerie Descheneaux: Stilista
  • Danny Smith: Clerk
  • Mark Hickox: Badminton Coach

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