Venerdì 23 ottobre, dalle ore 21:25 circa, abbiamo seguito in diretta la nuova puntata di Fratelli di Crozza e di seguito vi raccontiamo tutto ciò che è accaduto. Lo show, proposto su NOVE, è guidato da Maurizio Crozza, che per circa 90 minuti ha proposto imitazioni e monologhi con i quali ha commenta i principali fatti di attualità. Al fianco del protagonista c’è Andrea Zalone, suo storico autore e braccio destro, mentre l’accompagnamento musicale è della Silvano Belfiore Band.
Fratelli di Crozza diretta 23 ottobre, la parodia della Premier Giorgia Meloni
La diretta del 23 ottobre di Fratelli di Crozza prende il via con la parodia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La finta Premier afferma: “Cari italiani, care italiane. Dopo le scene inaccettabili che abbiamo visto, grazie a noi il vandalismo sarà finalmente un reato. In questo decreto, che è il n°8, abbiamo reso un reato ferire un poliziotto con dei sanpietrini“. A ogni affermazione di Crozza/Meloni, tuttavia, una voce fuori campo, che si presenta come “la voce degli italiani“, interviene per correggerla. La Premier si lancia in una serie di possibili nuovi reati da introdurre, fra cui quello contro le vecchiette che alle casse dei supermercati rallentano la fila per contare le monetine.
Il conduttore parte con il monologo: “Introdurre nuovi reati è come regalare le cravatte a Natale: non si sbaglia mai. La questione è complicata, dentro le manifestazioni c’è di tutto, dal disagio sociale alle difficoltà nell’integrazione. In Italia solo Sergio Mattarella lo ha capito, che alla fine è il più lucido di tutti. Ma d’altronde chi si può occupare, da noi, del tema del benessere giovanile?”.
Il padrone di casa imita il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: “Il ritardo dei treni erano ideati e pensati per non far arrivare i maranza nelle città. Tu maranza vuoi andare a Milano da Roma per sfasciare le vetrine? Grazie ai ritardi di Trenitalia, tu maranza che ti muovi in treno quando arrivi a Milano trovi le vetrine già sfasciate. I treni che si fermano in mezzo al nulla sono i fermi preventivi”.
Il monologo sull’immigrazione
Fratelli di Crozza del 23 ottobre prosegue con il monologo del conduttore, che sposta l’attenzione sugli immigrati: “Se gli immigrati se ne andassero, l’Italia perderebbero 200 miliardi, ma al governo questo non sembra interessare. Da 50 anni i giovani scendono nelle piazze e all’epoca non c’era TikTok, ma Carosello. Tutti i quotidiani hanno parlato delle vetrine rotte, quasi nessuno ha parlato delle ragioni di chi manifestava pacificamente. Avete visto come Bruno Vespa, che fra l’altro era vestito come Zorro di Predappio, ha trattato la giovane studentessa universitaria? Se si comportasse così anche con la Meloni o con Salvini mi verrebbe da chiamarlo giornalista”.
Il conduttore imita il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Le proteste in piazza erano un inedito e se io mi dimettessi sarebbe un altro inedito. Volete forse tutti questi inediti? Il Ministro dell’Interno francese ha rassegnato le dimissioni, ma in Francia non è un inedito. Il Ministro Crosetto ha parlato di guerra ibrida, ma non so cosa sia, probabilmente è un inedito. Noi siamo stati colti di sorpresa, siamo in grado di gestire migliaia di ultras ma non un’orda formata da una quarantina di 13enni“.
Fratelli di Crozza diretta 23 ottobre, l’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano
La serata continua con un monologo su Gennaro Sangiuliano: “Secondo lui il nome del Movimento 17 ottobre avrebbe sul piano storico una matrice leninista e stalinista. Sangiuliano, ma cosa dici? La rivoluzione leninista era ad ottobre del 1917, non il 17 ottobre. È come dire che il cenone di Capodanno rimanda al dicembre del 1931”. Il conduttore imita l’ex Ministro della Cultura: “La matrice delle proteste di Milano è anarco-maranzista. Angelo Bonelli fa i corsi dello sfascia vetrine, Elly Schlein fa i tutorial su come creare i molotov. A Parigi l’amore per Giorgia Meloni è sconfinato, lì è sulle copertine di tutte le riviste e nei teatri“.
A Fratelli di Crozza del 23 ottobre è analizzato il Campo Largo: “Conte e Schlein si sfasciano le vetrine da settimane, sono i maranza del campo largo. Tutti i leader si sono detti d’accordo sulla necessità di dare risposte sociali. Ma c’è qualcuno del mestiere in grado di dirci anche quali risposte intende dare l’opposizione?“. Si torna al governo, questa volta con un’analisi su Guido Crosetto: “Ha detto che l’Italia è esposta alla guerra ibrida russa e ha ricordato la necessità di semplificare le pratiche edilizie per la costruzione dei bunker”. Anche il Ministro della Difesa è imitato: “Sono molto preoccupato, dobbiamo fare dei bunker ma per farli dobbiamo scavare. Dobbiamo correre il doppio, non solo per i bunker ma anche per le trincee. La pace arriva dopo aver fatto la guerra, San Francesco prima di parlare con i lupi era un bracconiere e Ghandi, prima dell’India, aveva fatto il militare a Cuneo”.
Le parodie di Adolfo Urso e Vittorio Feltri
A Fratelli di Crozza del 23 ottobre si parla delle proteste dei trasportatori e degli agricoltori: “Il problema principale è il caro gasolio e un pieno costa quanto un matrimonio in Puglia. Chissà se il Ministro del Made in Italy sarà in grado di spiegare ciò che sta succedendo”. Il finto Adolfo Urso, come oramai da tradizione, firma un intervento ricco di strafalcioni lessicali: “Il carro del gassolio resta sempre la crisi del gonfio persica, ma io prometto che sui camionisti mi sforzo tutti i giorni ma è dura. Io lavoro franco a franco con il Ministro dei Trasporti, siamo“.
La puntata termina con la parodia di Vittorio Feltri: “I ragazzini di oggi sono teppisti, se a 13 anni già spaccano le vetrine vanno raddrizzati. I genitori li accompagnano con le macchine a scuola per non farli bagnare, quando ero giovane io se pioveva arrivavo a scuola con il muschio. Ai maranza vieterei l’accesso ai social e gli darei i fax. Vieterei i social fino ai 56 anni, speciale alle donne che si fanno i selfie con i filtri. Online sembrano Sophia Loren, poi le incontri di persona e somigliano a Gattuso“.



