Venerdì 30 ottobre, su NOVE, è andato in onda, in diretta, un nuovo appuntamento di Fratelli di Crozza. La trasmissione parte intorno alle 21:30. Al timone della serata c’è Maurizio Crozza, che esegue, per tutta la durata della puntata, imitazioni e monologhi dedicati ai principali temi di attualità politica e sociale. Al suo fianco, in qualità di autore e spalla destra, c’è Andrea Zalone. Le musiche sono curate dalla Simone Belfiore Band.
Fratelli di Crozza diretta 30 ottobre, la parodia della Premier Giorgia Meloni
Fratelli di Crozza del 30 ottobre parte con la parodia della Premier Giorgia Meloni: “Sono io quella che capisce se uno debba andare in carcere o meno. Youssef ha lavorato a Il Fatto Quotidiano, va rinchiuso e invece no, maledetto referendum. Voi giudici avete fatto una scelta vergognosa“. Si parte con il monologo: “Povera Meloni. Che peccato non sia stato Youssef, era un perfetto Ayatollah per i maranza, le aveva tutte: era di sinistra, laureato che è un’aggravante e ha scritto per Il Fatto Quotidiano. E ora dove lo trovano un altro così? Devono aprire i casting. Youssef è un criminale incallito, mica è un Almasri qualsiasi. In Italia essere pro-Pal è un reato, mentre per i pro-fasc c’è sempre posto“.
Si continua con l’imitazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Io sono garantista sempre, ma quando uno viene colto in fragranza… Ah, si dice flagranza? Comunque i fatti erano comprovati. Io sono garantista con chi ha i nomi non fragranti, come Berlusconi, Santanché…. Youssef lo hanno beccato con un’ascia in mano, mentre spaccava una porta e gridava “Wendy” come in Shining. Io ho le mie idee, la giurisprudenza le sue”.
La parodia del Ministro Matteo Salvini
A Fratelli di Crozza si parla di Matteo Salvini: “Era andato a Belgrado per sostenere Vucic nelle elezioni in Serbia e l’ex Premier, a capo dello Stato da 14 anni, ha perso. È un fenomeno che sfocia nella macumba, si era espresso a favore di Viktor Orban e di Bolsonaro e sappiamo come è finita. Salvini nel mondo è conosciuto come El beso de la muerte“. Il conduttore imita il Ministro delle Infrastrutture: “I giornalisti di sinistra dicono che Youssef dovrebbe essere il nuovo Presidente della Repubblica. Chi ha detto che i giornalisti devono raccontare la realtà? Ogni tanto è bella la fantasia, da oggi dico “realtà mai più”. Noi della Lega siamo fuori dai palazzi a pulire le strade. Sono in prima fila se c’è da combattere, se c’è da prendere un riconoscimento rimango dietro i gazebo a pulire, che è la cosa che mi viene meglio“.
Crozza sposta l’attenzione sulla libertà di stampa: “In Serbia, dopo la sconfitta di Vucic, i giornalisti del telegiornale si sono sentiti in dovere di chiedere scusa per non aver posto le domande giuste in passato. Ah, come è lontana la Serbia. In Italia il termine Telemeloni è entrato nel Vocabolario Treccani“. Per parlare della Rai c’è il finto Aldo Cazzullo: “Nella prima Repubblica la Rai aveva tre reti, ognuna dedicata a un partito. Nel 2015, il genio fiorentino di Matteo Renzi ha realizzato la riforma che assegna il controllo della TV di Stato al governo“.
Fratelli di Crozza diretta 30 ottobre, focus sull’opposizione
A Fratelli di Crozza del 30 ottobre si sposta l’attenzione sull’opposizione: “Mentre oggi un milione di persone erano in piazza, i leader del Campo Largo hanno effettuato una call: ormai non escono neanche di casa. Oggi comunque sono tutti impegnati sul ruolo di Matteo Renzi: Schlein lo vorrebbe nella coalizione, mentre Conte no. Renzi, intanto, ha speso parole di ammirazione per Vincenzo De Luca“.
Il padrone di casa imita Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno: “Ci vuole repressione. I manganelli, se usati con l’ardore del nostro Tullio De Piscopo, sono uno strumento pedagogico. La sinistra è timida sulla sicurezza, io voglio la punibilità a 6 anni, Alcatraz con il menù bimbi. Ci vuole il pugno duro perché non c’è più nessuno a dare il buon esempio, tranne il vicario di Cristo in terra. Ma ora basta parlare di me, perché c’è anche Papa Leone”.
Crozza parla di Putin, Netanyahu e Trump: “Con queste persone è difficile pensare a un mondo di pace. Ci vorrebbe una persona in grado di fare da mediatore“. La proposta del conduttore è Antonio Razzi, che è ora imitato: “Lo Stato deve dare i soldi all’Ucraina? Io preferirei darli a un parente più che a una badante. Io credo che la guerra è brutta, io avrei un’idea per portare la pace nel mondo. La guerra è una questione di soldi“.
Mauro Corona e Vittorio Feltri
A Fratelli di Crozza del 30 ottobre è imitato lo scrittore Mauro Corona: “Oggi i ragazzi sui social conoscono troppo, sono condizionati a volere le mutande da 200 euro, mentre io indosso le stesse da 30 anni. I giovani saccheggiano i negozi di cellulari e nemmeno una vineria. Hanno perso i valori. L’amore è come una fisarmonica, ti avvicini e poi ti allontani. La fedeltà è contronatura, come il catrame sulle ali di un cormorano. Il vento non lo puoi tenere in una gabbia e io sono libeccio”.
La diretta termina con Vittorio Feltri: “Youssef è un terrorista islamico di seconda degenerazione, è tornato a piede libero a devastare l’Italia. Con lui in giro tornerà il regno del terrore. Io offendo il giudice che lo ha liberato non perché è pro-Pal, ma perché è una donna, che di base sono squilibrate. D’altronde il simbolo della magistratura è la bilancia ed è risaputo che le donne non amino le bilance“.



