Le Iene Show 13 febbraio 2020 diretta – La Strage di Erba fra intercettazioni e soci stranieri


Le Iene Show 13 febbraio 2020 su Italia 1. Conducono Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani, ma anche Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri.


Questa sera, giovedì 13 febbraio 2020 tornano Le Iene Show su Italia 1 alle 21.20. Le Iene portano bene, si diceva qualche tempo fa in TV. A tutti, meno alle vittime dei loro servizi implacabili. Riparte di giovedì, stasera, la missione dei giornalisti d’assalto in giacca e cravatta più noti, diretti da due triadi di conduttori che si alterneranno in studio. Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani, ma anche Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri hanno il compito di far ripartire la macchina dei servizi, che si avvicenderanno come di consueto fra più leggeri e altri più impegnati. Dal 25 febbraio, poi, si tornerà al doppio appuntamento settimanale con la puntata del martedì condotta da Alessia Marcuzzi e Nicola Savino con la Gialappa’s Band.

Le Iene Show 13 febbraio 2020 diretta, La Strage di Erba fra intercettazioni e occulti soci stranieri

Fra le anticipazioni dei servizi previsti per la serata, un approfondimento sulla tristemente nota Strage di Erba. Chi ha gestito e fornito alla difesa le intercettazioni che hanno portato il caso alla sua risoluzione? Pare che un misterioso e occulto socio straniero sia entrato in gioco al fianco della Procura di Como. Se ne occuperanno le Iene Antonino Monteleone e Marco occhipinti.

Fa il suo esordio, inoltre, la giornalista Giulia Innocenzi, che già questa sera condurrà Iene.it: aspettando le Iene, in diretta streaming in onda dalle 20.30 sul portale multimediale Mediaset Play. Trasmesso, però, anche sulla Pagina Facebook e sul Sito del Programma. 

Iene.it: aspettando le Iene aprirà con un approfondimento dedicato alla cannabis light, di cui parlerà in studio Luca Marola, fondatore di Easy Joint, società principale distributrice del prodotto in Italia.

Le Iene Show 13 febbraio 2020 – diretta prima puntata

Le Iene Show aprono stasera, 13 febbraio 2020, con un servizio su Sanremo 2020, dove compaiono i cantanti in gara a cimentarsi con un “remix” sulle note di Un, Dos, Tres, Maria di Ricky Martin. Il testo è incentrato principalmente sulla polemica inerente le donne e questa edizione di Sanremo. “Un Dos Tres, da Sanremo a San Velentino, ora torna a stirar!” cantano ironicamente.

Le Iene Show 13 febbraio 2020

Le Iene Show 13 febbraio 2020, omicidio Vannini: ultimissime novità

Proseguono con un toccante servizio di Giulio Golia, inerente l’omicidio Vannini e la prosecuzione del processo in Cassazione. Un caso segnato da imprecisioni e violazioni, stando alle ultimissime novità.

La madre di Marco Vannini interviene per raccontare, alternandosi alla voce narrante di Giulio Golia, lo svolgimento del processo e degli appelli. Fuori dalla sede del processo vengono mostrate le immagini di numerose persone solidali con la famiglia, che ritiene di non aver avuto giustizia in precedenza. Il processo è da rifare, titolano i telegiornali. E il ricorso sarà per tutta la famiglia Ciottoli.

“Marco finalmente ha avuto giustizia” dichiara la madre. “Non si può uccidere un ragazzo di 20 anni e farla franca”. 

Le Iene Show 13 febbraio 2020

Il servizio prosegue con un riassunto dell’accaduto e la trasmissione delle intercettazioni del giorno della morte di Marco. Gli orari non combaciano con le dichiarazioni, che a loro volta contrastano con i dati emersi proprio dalle intercettazioni. Vengono mandate in onda le registrazioni delle dichiarazioni della famiglia Ciottoli e dei vicini di casa.

Si sposta l’attenzione sulla Dottoressa Alessandra d’Amore, magistrato che si è occupata del processo, e sulla sua gestione del suddetto. Non avrebbe infatti fatto chiamare testimoni al di fuori della famiglia Ciottoli. “L’attività di sopralluogo e repertamento non è stata esaustiva” recita il rapporto dei Carabinieri riguardo il caso. Poi di nuovo, vengono mostrate immagini e intercettazioni ambientali che mettono in dubbio l’intero impianto processuale, che infatti, lo ricordiamo, è stato giudicato da rifare. 

Sono passati 5 anni dal processo, ma l’esecuzione sommaria non ha di certo soddisfatto i genitori di Marco. “Lei (la madre di Marco n.d.r.) comincia a parlare con Marco la sera, nella sua cameretta.” racconta il padre di Marco. “La rabbia che ho è che non so tante cose” aggiunge. “Abbraccio il suo giaccone, e per un attimo è come se stessi abbracciando lui”.

Le Iene Show 13 febbraio 2020

Le Iene Show 13 febbraio 2020, chi ha paura del Coronavirus?

Prosegue la serata con un altro servizio: il tema è il Coronavirus. Il servizio è di Michele Cordaro. Sono mostrate interviste a persone cinesi in Italia, che raccontano come l’epidemia abbia scatenato un panico immotivato. “Chi ha paura del Coronavirus?” titola il servizio.

Sono tutte giovani ragazze, che vengono invitate ironicamente dal giornalista a baciarlo sulle labbra per scongiurare la paura del Virus. Le reazioni delle ragazze sono varie, molte rifiutano. “Ho il ragazzo” dice una. “Ma io mica bacio lui, bacio te” risponde pronto il giornalista.

Qualcuno risponda a queste mamme

La Iena Veronica Ruggeri cura un servizio forte: riguarda alcune madri e la storia dei loro figli gravemente malati. Le immagini sono forti, ma il punto del servizio è un altro: le istituzioni non riescono a essere d’aiuto alle famiglie, né praticamente né economicamente.

Le storie sono struggenti, i genitori, pur tenendo duro, sono evidentemente distrutti dall’impotenza della loro condizione. Se ci si affida alla ASL le cure sono insoddisfacenti. “Se si paga” dichiara un genitore “le liste di attesa arrivano comunque fino a 10 mesi”. C’è chi si affida a ricerche negli U.S.A. e a raccolte fondi, perché le istituzioni nazionali invitano solo ad aspettare perché il caso è “troppo raro”.

Il servizio prosegue con “una squadra di mamme” come la chiama la giornalista Veronica Ruggeri, in missione dal ministro della salute Roberto Speranza. Ma il ministro non ascolta le dichiarazioni, e si allontana in auto. A nulla serve mettersi di fronte all’auto, o chiamare direttamente il ministero.

“Il ministro è occupato con il Coronavirus, per le malattie rare sono state fatte… diverse cose” dichiara al telefono il portavoce del ministero. Ma le mamme non sono d’accordo. Il portavoce al telefono chiede di attendere per organizzare un incontro. Le mamme riescono poi a parlare con il capo-segreteria del ministero. Ma l’incontro con il ministro non verrà mai fissato: sono passate due settimane dalle riprese del servizio.

Le Iene lanciano così un appello al ministro, che incontri queste mamme disperate. E al pubblico a casa, per offrire aiuti concreti alle famiglie mostrate.

Il successivo, breve, servizio è altrettanto intenso. Un padre di famiglia picchiato per futili motivi fino a renderlo invalido. Anzi, fino a ucciderlo, dato che l’uomo è deceduto recentemente. Il servizio è un approfondimento di un contenuto presente sul sito delle Iene, dal quale è possibile aiutare la famiglia tramite un canale sicuro. 

Foggia: sangue, bombe ed estorsioni

Il servizio di Gaetano Pecoraro che succede alla pubblicità racconta gli attentati della mafia di Foggia. La situazione mostrata dalle immagini è drammatica: la società foggiana, come si definisce l’associazione a delinquere, è un nucleo attivo e violento, molti dei cui Boss sono stati recentemente arrestati. Ma questo non ha fermato la società Foggiana, che ha voluto riassicurare il suo predominio sul territorio“Si crea un rapporto di dipendenza fra chi paga il pizzo e la Mafia” dichiarano le autorità di Foggia “addirittura rilasciano la fattura sul pizzo“. Durante la visita a Foggia dell’inviato, esplode un’altra saracinesca. La situazione viene raccontata come se fosse normale, purtroppo: i passanti non si sorprendono.

Un imprenditore racconta la sua esperienza: è costretto a girare armato per paura di ritorsioni. “Tutti quanti pagano” racconta. E lui è stanco.

Il servizio prosegue con gli inviati che si fingono imprenditori appena arrivati, e gli imprenditori interrogati, con telecamere nascoste, si mostrano omertosi: nessuno sa nulla, nessuno vede niente. Eppure proseguono le immagini da telecamere di sicurezza, che mettono in luce una situazione da Far West, con sparatorie quotidiane. La verità è che hanno tutti paura: nessuno vuole essere messo in mezzo. Perché è meglio pagare e minimizzare, che morire in un attentato.

Il giornalista decide allora di parlare con le famiglie dei Boss arrestati, parte delle “batterie” della società Foggiana. I familiari si mostrano scostanti, non intendono rilasciare interviste. “La natura umana è fatta in questo modo” dichiara un familiare. “Un bambino di quattro anni è morto.” ricorda il giornalista. La risposta è un semplice “Eh…”.

La situazione si fa tesa, in un’altra zona della città alcuni non vogliono essere ripresi. Appena si nomina la società Foggiana, le dichiarazioni si interrompono. “Qui la gente muore” dice il giornalista. “Sono problemi loro” rispondono. E nel gruppo, ridono.

Le interviste interrotte, a caccia di follower a Sanremo

Segue un servizio più leggero e divertente: gli inviati fingono di volersi scattare un selfie o di voler intervistare un VIP in quel di Sanremo, solo per poi allontanarsi rapidamente dichiarando di aver visto “un VIP più VIP”. Le reazioni dei primi intervistati sono esilaranti. Alcuni la prendono meglio,  altri invece…

Lo scherzo al ministro Francesco Boccia

Il momento tanto atteso è arrivato: lo scherzo fatto dalle Iene al ministro per gli affari regionali Francesco Boccia del Partito Democratico “nemico giurato di Matteo Renzi” racconta la Iena narrante. Con la complicità di Nunzia de Girolamo, moglie di Boccia, lo scherzo vuol far credere a Francesco che la donna sia stata invitata a rientrare in politica… da Matteo Renzi.

Lo scherzo inizia con un finto audio inviato sul cellulare. “Hai assolutamente la mia disponibilità” dichiara la moglie nella registrazione. “Baci baci” termina. E il ministro inizia a spazientirsi alquanto. 

Al rientro della moglie a casa, che in realtà era rimasta nascosta tutto il tempo, inizia lo scherzo. “Ho una grande opportunità” dice “Una candidatura a presidente per la Regione Campania!”. Aggiunge “Ho parlato con Matteo!” senza aggiungere quale, facendo intendere che sia Matteo Salvini. Ma poco dopo, Boccia scoprirà che in realtà… si tratta di Matteo Renzi. Una finta telefonata insinua il dubbio, e poco dopo, Nunzia conferma che sì, è Matteo Renzi ad averla contattata!

La reazione del ministro non si fa attendere, e non lascia spazio a interpretazioni. Del resto, stando alle dichiarazioni di Nunzia, che parla di un accordo fra Renzi e Salvini, è il governo ad essere sul piatto della bilancia. “Cade la settimana prossima quindi” dice alla moglie. “Ma dimmi te cosa devo sentire”.

Lo scherzo prosegue coinvolgendo un politico storico amico della coppia, Tommaso Pellegrino, realmente passato a Italia Viva nel recente passato. Poi la bomba: Nunzia chiede al marito di passare anche lui con Renzi e Italia Viva. Il sorriso torna sul volto del ministro solo quando si scopre che è tutto uno scherzo! “Matteo non ce l’ho con te” dichiara alle telecamere. Sarà vero?

L’errore medico più grave del mondo

Un’interruzione pubblicitaria dopo, un altro servizio duro da mandar giù: riguarda un episodio di malasanità. Quello di Valeria, morta avvelenata dopo quattro settimane di sofferenze. Il dosaggio di medicinale chemioterapico somministratole, per curare un linfoma di Hodgkin, sarebbe stato dieci volte superiore al normale: 90 anzichè 9. Era la sua ultima seduta. 

“Un errore di trascrizione” è stato detto. Ma come mai nessuna dell’equipe medica del Professor Palmieri, stimato professionista, si è accorta di niente? “Il dosaggio avrebbe ucciso un pachiderma di 300kg” racconta la mamma di Veronica.

La dottoressa Di Noto, contattata a più riprese dall’infermiera durante il dosaggio, la somministrazione e anche dopo, quando Valeria viene ricoverata, si comporta in modo strano. Ricovera la ragazza diagnosticandole una gastroenterite. In uno degli ultimi momenti di lucidità Valeria dice alla zia “hanno sbagliato la chemio, me ne ero accorta”. Nessuno informa i familiari del fatto che, con quel dosaggio, la ragazza è spacciata. 

A rendere più tragica la situazione, l’addossarsi la colpa dei medici responsabili. Tutti cercano di estraniarsi dalla situazione, falsificando persino i documenti con il numero del dosaggio errato. E ora sono passati 8 anni, il reato rischia di andare in prescrizione senza che nessuno paghi per l’errore. I medici, pure giudicati colpevoli, non sono stati arrestati e sono attualmente in attesa di definizione della pena. 

Intanto, l’inviato intervista il Professor Palmieri. Il professionista parla di “una cosa immane, incredibile”, ma non si prende nessuna responsabilità. “Tutto era in ordine quella mattina” dice. “L’errore tecnico non l’ho commesso io” aggiunge. “Ma era in capo a lei” incalza il giornalista. “Ma non l’ho commesso io.”.

Nè il Dottor Bongiovanni, che ha scritto la cartella clinica con l’errore fatale, né la Dottoressa Di Noto, però, hanno fino ad ora chiesto scusa alla famiglia di Valeria, a differenza del Professor Palmieri. Bongiovanni lo fa distrattamente, in chiusura della sua intervista per le Iene e solo perché invitato a farlo. Chiude il servizio una dichiarazione della madre di Valeria: “Quando si guardano allo specchio, questi medici dovrebbero vedere il volto di mia figlia” 

Il servizio successivo è un classico delle Iene di un tempo, ritornato in voga grazie a IENEYEH, format online dove vengono pubblicati servizi delle passate edizioni delle Iene. Servizi come quello mostrato ora in TV: Pio e Amedeo dirigono un gruppo di Ultras, che cantano cori da stadio personalizzati ai VIP mostrati a schermo.

Strage di Erba: chi c’è dietro quelle indagini?

Sebbene sia un caso trattato e sedimentato da tempo, quello di Erba resta uno dei delitti più efferati della storia italiana recente. Il servizio delle Iene al riguardo oggi inizia riepilogando l’accaduto nel dettaglio, con immagini di repertorio dell’epoca. Ma oggi il punto è un altro. Le Iene, infatti, dichiarano che le indagini furono svolte tramite una società con fondi esteri. Quindi, con una modalità attualmente fuorilegge. Il dubbio sollevato? Che Olindo e Rosa, i vicini di casa della famiglia uccisa, accusati e condannati, siano innocenti.

Viene ricostruita la scena del crimine, mettendo in luce ambiguità inerenti le dichiarazioni dei reo-confessi, gli audio delle intercettazioni “pieni di buchi” viene detto. “mancano intere giornate”. O ancora, i reperti trovati sulla scena del crimine, conservati, ma mai analizzati. Angelo Fusaro, Cancelliere del Tribunale di Como, viene chiamato in causa per aver distrutto parte delle prove, senza giustificato motivo. L’uomo è nervoso, evita le domande e si altera con il giornalista che lo incalza chiedendo spiegazioni.

Vengono ascoltati altri esperti, e analizzate le mancanze nelle registrazioni delle intercettazioni: il 50% di quelle che dovrebbero esserci risulta mancante. Intercettazioni che, lo ricordiamo, sono ancora contenute dentro al server della procura di Como. Forse.

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, interrogato sulla vicenda, dichiara che “non c’è stata alcuna interruzione nella registrazione”. Ma Edoardo Montolli, giornalista investigativo chiave dell’indagine, non è d’accordo. “Io posso fare verifiche che hanno un limite” dichiara ancora il ministro Bonafede. “L’intercettazione non è manipolabile dall’esterno” conclude. “Non ho motivo di far proseguire la verifica, che già ho fatto, al riguardo.”. 

La Waylog S.r.l. è la società con cui ha aperto il servizio. Tale società si affida a una società fiduciaria svizzera che, di fatto, nasconde la vera identità di chi gestisce il 40% dei fondi (quelli della fiduciaria n.d.r.) della società che, a sua volta, lavora per le procure italiane. Interrogati, il commercialista e un socio della Waylog non hanno risposto a nessuna domanda. 

Il giornalista, allora, lancia un appello alla procura di Como, chiedendo di fare chiarezza una volta per tutte. Specialmente, per quanto riguarda la presenza di una società al servizio della procura, che si affida, fuori dai termini di legge,  a una società fiduciaria estera.

Il mistero del Klimt rubato e poi ritrovato

Alessandro di Giuseppe si occupa del furto e del ritrovamento del Quadro di Klimt rubato a Piacenza nel 1997, e ritrovato recentemente da alcuni giardinieri. Ma il mistero si infittisce: Klimt avrebbe modificato un quadro precedente, dato anch’esso per disperso. In realtà, i due quadri, quello rubato nel 1997 e quello dato per disperso, sarebbero stati sempre lo stesso quadro. Ma c’è di più.

Alcune indagini porterebbero verso una pista particolare: il direttore del Museo, Fugazza, avrebbe scoperto che il quadro potrebbe essere un falso già nel 1997, e avrebbe nascosto lui stesso il quadro per paura di una figuraccia mediatica. Di certo, c’è solo che il quadro, oggi, è stato ritrovato. Il resto, è tutto da vedere.

La figlia adolescente della Parodi: cotta e mangiata

In chiusura di puntata, le Iene ripropongono il cattivissimo scherzo di Nicolò Dedevitis fatto a Benedetta Parodi tempo fa, che coinvolge sua figlia Matilde. La ragazza fingerà infatti di perdere la testa per uno Chef (un attore) chiamato per una puntata (fittizia) di Cotto e Mangiato.

Lo scherzo aveva molto provato la presentatrice, che aveva reagito duramente al servizio delle Iene. La figlia Matilde, del resto, ha solo 16 anni, mentre lo Chef ne avrebbe avuti “una trentina.”. Il presupposto dello scherzo infatti sarebbe stato che, tra i due, potesse esserci una relazione. 

Il momento clue dello scherzo, esplode quando lo Chef non si presenta per le registrazioni programmate, e la figlia dice a Benedetta di essere “a casa di un amico di Marco”. In questo momento, la Parodi perde definitivamente la pazienza e la lucidità, dirigendosi al luogo dove si trova la figlia con lo “Chef”. Che nel frattempo le ha regalato… un tatuaggio. 

Nella casa, la scena è stata preparata per essere scioccante: spazzatura, un tatuatore illegale, gente che fuma e disordine ovunque. Urla, strepiti, e la Parodi porta via la figlia tirandola per i capelli. Lo scherzo viene rivelato, e Benedetta scoppia in lacrime. Lacrime di gioia, supponiamo!

Viene ora lanciata una campagna di Mediaset contro il bullismo, di ogni tipo. “il 59% delle vittime di Cyberbullismo ha pensato al suicidio” ci ricorda lo spot.

Chico Forti ha compiuto 61 anni

Nell’ultimo servizio della serata, una telefonata a Chico Forti, sportivo Italiano che ha partecipato a sei mondiali e due europei di windsurf e vinto il Campionato italiano di vela, classe catamarano DART (1990). Nel 2000 è stato condannato per omicidio negli Stati Uniti. Forti si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario. 

Quindi, la chiusura ufficiale, che ricorda i contatti e il sito ufficiale, dove trovare tutti i servizi trascorsi. E rimanda, infine, al prossimo appuntamento con Le Iene Show. 



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