Senza peccato, la conferenza stampa


la presentazione del programma alla stampa nella sede Rai di Milano


Milano – “I giovani? Sono soli anche se connessi tutto il giorno e per modelli seguono gli esempi pessimi dei loro genitori”. A parlare è Mino Infante, conduttore del programma ‘Senza peccato”, da domani in onda su Rai2 con la seconda edizione. Otto puntate in seconda serata con inchieste esclusive riguardanti alcune delle paure più avvertite dai giovani. Dal bullismo al ‘sexting’, dalle sette sataniche alla pedofilia, dalle stragi del sabato sera alla voglia di bruciare le tappe.

“Si comincia subito con tre inchieste esclusive – esordisce il conduttore -. Grazie al lavoro di ‘Senza peccato’ verrà mostrato per la prima volta l’arresto ‘in diretta’ di un presunto pedofilo catturato a Napoli dalla polizia locale mentre tentava di appartarsi in auto con un bambino di 11 anni. Il programma ha anche contribuito a smascherare un altro pedofilo, in azione su una chat collegata a uno dei più famosi social network. Il primo è finito in carcere, a Poggioreale. Il secondo, che credeva di chattare con una ragazzina di 16 anni tentando di adescarla, è stato denunciato dalla redazione all’autorità di polizia che lo ha indagato”.
Un interesse per il mondo giovanile ribadito dai vertici Rai. “E’ compito del servizio pubblico raccontare i disagi delle nuove generazioni – ha detto il direttore di Rai2, Angelo Teodoli – per questo stiamo pensando anche a una terza edizione introducendo elementi di novità. La Rai intende tenere accesi i riflettori su questo argomento”. Buoni gli ascolti nelle sole quattro puntate della prima edizione con picchi registrati nella fascia dai 35 ai 55 anni. Ascolti buoni, interesse del servizio pubblico che però deve confrontarsi col mercato e la struttura commerciale che non consente l’accesso in prima serata.

Milo Infante

“I nostri interventi superano la cronaca nera – aggiunge il conduttore -. Raccontiamo i sogni e i disagi dei giovani, con filmati in esclusiva che colpiscono per la loro crudezza non vietata dalla Rai. I ragazzi sono spietati nei confronti dei loro coetanei e non amano essere ridicolizzati. La formula consolidata della serie funziona proprio perché basata sul meccanismo del racconto diretto dei protagonisti. Per questo ho voluto un programma non improntato sul protagonismo del conduttore o dei giornalisti. Della nuova serie mi ha colpito un ragazzino di 16 anni della ‘Roma bene’ che si prostituisce per ricevere quelle attenzioni che, a suo dire, i genitori gli fanno mancare”.

E ancora racconti di due prostitute appena 18enni che hanno cominciato a vendersi quando ancora erano poco più che ragazzine, tra l’indifferenza di tutti e senza che nessuno dei loro clienti abbia mai avuto il minimo scrupolo di coscienza. “Il viaggio prosegue attraverso la trattazione di altri temi delicati come l’adultizzazione precoce dei nostri figli a opera dei media e della pubblicità, con bimbe che a sei anni chiedono alle mamme feste di compleanno in cui farsi truccare, acconciare i capelli e atteggiarsi come vamp, mentre a dieci anni vorrebbero biancheria audace”.

In primo piano anche la pornografia online, accessibile in rete con estrema facilità da chiunque sia in possesso di un telefonino o un collegamento a internet. Nelle otto puntate saranno trattati anche altri temi: dalle stragi del sabato sera alla vita nelle periferie, dal volontariato all’impegno sociale, dalle droghe vecchie e nuove al divertimento responsabile, dai disturbi alimentari all’accettazione del diverso, inteso come arricchimento culturale e sociale. “I figli sono sempre sui social network, i genitori devono sorvegliare”. E’ il monito di Infante.

Qui le nostre anticipazioni del programma.

Qui l’edizione dello scorso anno.



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