Storie maledette Sonia Bracciale protagonista domenica 14 giugno


Sonia Bracciale intervistata da Franca Leosini domenica 14 giugno. Appuntamento su Rai 3 in prima serata per ultimo appuntamento.


Secondo appuntamento, domenica 14 giugno, alle 21.20 su Rai 3, di Storie Maledette con Sonia Bracciale. Il programma, in questa edizione, è dedicato ai mandanti di un delitto. Franca Leosini ideatrice e conduttrice storica, propone l’intervista a Sonia Bracciale, una donna, all’epoca dei fatti, che sembrava sprigionare, con la sola presenza, erotismo e sensualità.

La prima puntata aveva come protagonista il dentista Francesco Rocca, accusato di aver ucciso la moglie.

Storie maledette 14 giugno, la Leosini intervista Sonia Bracciale

La Leosini fa un salto indietro nel tempo, nel 2012. Siamo ad Anzola dell’Emilia in provincia di Bologna. Questa cittadina è il luogo dove si consuma una vicenda torbida, piena di violenza e di sangue.

E’ qui che la Bracciale ha fatto massacrare il marito Dino Reatti, dall’amante Thomas Sanna e dall’amico Giuseppe Trombetta. I due lo hanno ucciso a sprangate nel loro casolare.

L’uomo si guadagnava da vivere come artigiano. Riparava frigoriferi, bilance, elettrodomestici vari. Ma era violento e sfogava la sua rabbia sulla moglie troppe volte aggredita.

La Bracciale, per vendetta, si è sporcata la coscienza, senza sporcarsi le mani. E’ questo il filo conduttore delle due storie raccontate in tale edizione fatta solo di due puntate. Ed è tale l’imput che propone Franca Leosini.

La conduttrice è entrata nella casa circondariale Dozza di Bologna dove Sonia Bracciale sta scontando la sua pena. Qui viene raggiunta dalle domande della conduttrice che, come sempre, cerca di scavare nell’animo degli intervistati.

Chi è Sonia Bracciale e che ha fatto

Ad Anzola Sonia Bracciale indossa la divisa di guardia giurata.Il marito, Dino Reatti, è un omone di 48 anni che sfiorava i due metri d’altezza e superava, in peso, i 150 chili.

Reatti era diventato violento. E per l’affascinante signora diventa un “ulteriore peso”. Perciò si consola con alcuni amanti, quasi per gratificarsi delle percosse che sistematicamente subiva dal marito.
Fino a quando, nel giugno del 2012, è a botte e a cazzotti che il massiccio consorte viene atterrato e ucciso da uno degli spasimanti della signora. È a Sonia Bracciale che viene però attribuita la responsabilità del brutale pestaggio. Reatti viene trovato con il cranio fracassato e con innumerevoli ferite sul corpo.

Sarebbe stata lei, per gli inquirenti e successivamente per i giudici in tre gradi di giudizio, la spietata mandante.
Quando la fase delle indagini si chiude, arriva il processo. Sonia Bracciale e i suoi complici vengono condannati. Per la donna la pena è fissata a 21 anni e due mesi perchè ritenuta rea di concorso anomalo in omicidio

La pena per i suoi complici è di 16 e 14 anni, Sono stati loro gli esecutori materiali, Trombetta e Sanna.

Sono trascorsi cinque anni ma la donna continua a proclamarsi innocente.

E lo ribadisce a Franca Leosini.



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