Donna è.. convegno della Rai per i 60 anni della tv


Anticipazioni sull'iniziativa per celebrare la donna in tutti i settori


“Se un uomo alza la voce è autoritario, se lo fa una donna è isterica” osserva, Cinzia Pennisi, uno tra i pochi direttori d’orchestra di sesso femminile del nostro Paese, colpita che “ancora si debba discutere se definirmi direttore, direttrice o direttora in un mondo in cui, nell’immaginazione collettiva, il direttore d’orchestra deve essere scapigliato, sessualmente vorace e maschio”.

‘Donna è…’ è un’iniziativa promossa dal presidente della Rai Anna Maria Tarantola. Che sottolinea:  “ci rendiamo conto della responsabilità che la Rai ha nel contribuire, attraverso una presenza equilibrata, ad una rappresentazione corretta della donna, a realizzare una concreta uguaglianza tra uomini e donne. Vogliamo far capire che la vera parità non è un lusso o un favore fatto alle donne ma un modo per favorire il benessere di tutti”.

Anna Maria Tarantola posegue “ci sono studi che attestano come la maggior presenza femminile abbia effetti positivi sul reddito delle famiglie, sull’educazione e la salute dei figli e sul Pil”. Il presidente della Rai ha specificato che “tra i relatori del convegno non ci sono politici perché la Rai, in quanto servizio pubblico radiotelevisivo, deve garantire equilibrio tra le diverse parti e sarebbe stato difficile. Qualche politico c’è ma è straniero, come Mari Johanna Kiviniemi, ex premier finlandese”.

Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta, tra i relatori del convegno, dice: “ è importante che la Rai abbia assunto una responsabilità nella valorizzazione della figura femminile. La televisione serve per rappresentare la realtà ma anche come modello aspirazionale. Negli anni Ottanta la rappresentazione della donna in tv ha fatto un passo indietro. E’ accaduto con l’avvento della tv commerciale ma anche nella pubblicità. E pure il servizio pubblico è caduto in questo tranello. Ora, invece, dobbiamo chiederci qual è il modello femminile che vogliamo raccontare. Perché, se è vero che il pubblico della fiction è prevalentemente femminile, è altrettanto vero che gli eroi sono maschi. Qualche donna c’è, come le ‘professoresse’ Pivetti e Littizzetto, ma generalmente vengono raccontate nel loro privato non come professioniste. ‘Una mamma imperfetta’  è un po’ l’icona della donna che vogliamo raccontare e, al momento, stiamo lavorando ad un progetto per il web intitolato ‘Io credo che lassù’ sulla vita delle ragazze di provincia”.

In conclusione, una precisazione del presidente Rai: “Non vogliamo raccontare solo donne all’apice della carriera, Tra i relatori c’è Lilia Bicec, scrittrice e presidente dell’Associazione italo-moldava ‘Moldbrixia’ e fondatrice del giornale italo-moldavo ‘Moldbrixia news’ che, nel nostro Paese, fa la badante”.

Noi seguiremo i lavori del convegno e vi riferiremo.



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