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Lucio Allocca, “nonno Otello non è mai geloso”

intervista all'attore che è da dieci anni in un Posto al sole
Alice Toscano

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intervista all'attore che è da dieci anni in un Posto al sole
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 Perchè è cosi gratificato dall’interpretazione di Otello?

Innanzitutto perchè recitare quotidianamente in Un posto al sole rappresenta un impegno gratificante. Il pubblico è molto legato alla serie, ci regala la propria amicizia.  Avverto l’affetto della gente quando vengo fermato in strada e chiamato “nonno Otello” come una persona di famiglia. E, proprio grazie a nonno Otello, vengo invitato in trasmissioni televisive come Elisir o in programmi sportivi come opinionista. Un ulteriore motivo di gratifica.

Napoli e Un posto al sole: un binomio davvero inscindibile?

Un prodotto di successo nato nella città giusta che è arrivato in molti altri paesi. Lo scorso anno ero in vacanza nel Cilento e sono stato riconosciuto da turisti cinesi. In Italia  l’entusiasmo per i protagonisti della soap è trasversale e non ha confini regionali. Mi hanno avvicinato a Treiste chiedendomi di nonno Otello. La verità è che Napoli ha creduto nel progetto e la Rai lo ha realizzato nel migliore dei modi.

Nonno Otello con Teresa Diacono

Come vengono considerati dai colleghi gli attori di UPAS?

C’è molta gelosia intorno a noi, perchè nonostante il breve tempo di messa in onda quotidiana siamo molto conosciuti e amati. Inoltre il lavoro quotidiano è considerato una vera e propria palestra professionale per interpreti, sceneggiatori, registi, costumisti, per tutte le maestranze che contribuiscono, giorno per giorno, all’allestimento delle puntate.

Lei è anche docente di recitazione

Insegno presso la scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli alla quale mi dedico il sabato mattina quando non sono sul set di Un posto al sole. Metto la mia esperienza al servizio dei giovani che desiderano perfezionarsi

Ha progetti teatrali?

Ho attivi due reeding che porto in giro con un gruppo formato da due chitarristi che mi accompagnano. Il primo ha per titolo “Certe anime  hanno azzurre stelle” nel quale recito e racconto le poesie di Garcia Lorca meno note al grande pubblico. L’altro è “q.b.” ovvero  “quanto basta” ed è incentrato sulle odi al vino di grandi poeti e personaggi. Ce ne sono alcune scritte da Pablo Neruda, Gino Paoli e persino De Andrè che molti non conoscono. Inoltre ne ho un terzo in cantiere dedicato al mare. Si chiama “Sulla cresta dell’onda” e raccoglie le più belle poesie dedicate proprio al mare.

E’ vero che ha una nonna tedesca?

Nonna tedesca da parte di mio padre e torinese da parte di mia madre. Ma io sono napoletano e sono orgoglioso di esserlo.

Che ricordi ha dei suoi esordi professionali?

Ho debuttato al cinema con il film Immacolata e Concetta, l’altra gelosia, presentato al 33esimo Festival di Cannes, mentre la mia ultima interpretazione per il grande schermo è stata nel film di Mel Gibson La passione di Cristo. Un esordio in grande stile che è rimasto impresso nella mia mente e ha condizionato in maniera positiva tutta la mia carriera. In seguito sono stato nel cast de Il portaborse

Anche in tv ha recitato con grandi registi. Un ricordo particolare?

Non ho mai preferito un progetto ad un altro, tutti hanno avuto ed hanno uguale valenza per me. Nella fiction Padre Pio, però, nella quale ho interpretato padre Agostino, il confessore del santo di Pietrelcina, posso dire di aver provato una grande emozione.

Ha esperienze radiofoniche?

Ho lavorato nel settore degli sceneggiati radiofonici negli anni 70 e, negli studi Rai di Torino, sono stato la voce narrante di un programma dal titolo I processi celebri.

 Ci parla di se stesso e della sua quotidianità al di fuori del set?

Sono sposato felicemente da 33 anni, ho tre figli, una sola moglie alla quale sono fedele. La mia famiglia condivide il mio amore per Un posto al sole perchè ha capito che la soap mi ha dato la grande opportunità e fermarmi a Napoli e di veder crescere i miei figli.

Le sue letture preferite?

I romanzi, Per motivi di lavoro leggo testi professionali di cinema e teatro.

 

 

 

 


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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