La Rai ha presentato, giovedì 5 marzo in conferenza stampa, il nuovo programma di approfondimento denominato La pelle del mondo. Il format, condotto da Stefano Mancuso con Lillo, è prodotto da Be Water Film per Rai Cultura.
La trasmissione, composta da sei puntate, è dedicata alla vita sulla Terra, alla biosfera e al ruolo delle piante nel nostro futuro. La prima puntata prende il via venerdì 6 marzo, alle 21:25 su Rai 3. Durante l’incontro, oltre ai conduttori, intervengono Fabrizio Zappi, Direttore Rai Cultura, e Mattia Guerra, Amministratore Delegato della già citata Be Water Film.
La pelle del mondo conferenza stampa, gli ospiti del debutto
Inizia la conferenza stampa de La pelle del mondo. Il primo a prendere la parola è il Direttore Fabrizio Zappi: “Il programma rappresenta un elemento di continuità ed innovazione. Da sempre, la nostra linea editoriale ha al centro la divulgazione in ogni sua forma. Il format è sicuramente una sfida a cui, però, siamo pronti da ogni punto di vista. Vogliamo puntare su una divulgazione di qualità e rigore scientifico, con leggerezza ed ironia. Credo che la coppia Stefano Mancuso e Lillo siano gli esempi perfetti: il primo è uno scienziato di fama internazionale, il secondo è un attore brillante e sensibile, che fa da contraltare mai banale e che rende vivace e fruibile a tutti la narrazione”.
Ancora Zappi: “Rai Cultura intende offrire un altro punto di vista, un racconto della divulgazione scientifica differente dal solito. La contaminazione dei linguaggi è resa emblematica nel programma, che coinvolge volti dello spettacolo che hanno accettato di uscire dalla comfort zone, parlando non dei loro progetti, ma del futuro del nostro pianeta. Nella prima puntata avremo ospiti eccezionali: Jovanotti, protagonista di una lunga chiacchierata, Vinicio Capossela, Cecilia Sala e Mario Calabresi. I comici Maccio Capatonda e Corrado Guzzanti ripropongono dei loro personaggi, adattandoli per La pelle del mondo“.
Le dichiarazioni dei conduttori
La conferenza stampa de La pelle del mondo procede. Il produttore Mattia Guerra: “L’idea che sta alla base del programma è il podcast, di enorme successo, intitolato Di sana pianta e condotto da Stefano Mancuso. Insieme abbiamo ragionato su come potevamo rendere il tema della divulgazione adatto a tutti per una prima serata e così abbiamo pensato a Lillo. I due conduttori hanno creato sin da subito una grande chimica. L’obiettivo centrale era quello di unire il linguaggio rigoroso della scienza alla leggerezza. Sarà innovativa anche la messa in scena, con svariate location che si alterneranno durante le sei puntate”.
Intervengono, ora, i conduttori. Stefano Mancuso: “Il tema dell’ambiente è affascinante, se ne può parlare con leggerezza ma al tempo stesso con rigore. La vita di ciascuno di noi si svolge nella biosfera, uno strato di circa 20 km nel quale si sviluppa tutta la vita che conosciamo: le cure, i sogni, i viaggi e persino l’universo. Fin dall’inizio siamo stati convinti di voler far capire l’importanza di questa piccola sezione di Terra. Noi siamo solo una parte di un tutto, che è la natura. Prenderci cura di ciò che ci circonda equivale a prenderci cura di noi stessi, perché è una casa comune. Come diceva Papa Francesco non si può essere sani in un mondo malato. Il problema della divulgazione scientifica è che utilizza un linguaggio complesso, non adatto a tutti, ma penso che la sfida maggiore sia proprio quella di far capire le cose a tutti”.
La pelle del mondo conferenza stampa, Lillo
La conferenza stampa de La Pelle del mondo continua con le parole di Lillo: “Io sono un appassionato di materia, ma non ne so quasi nulla, mentre Stefano Mancosu sa e ne è appassionato. Da qui nasce un cortocircuito interessante: quello che ci dicevamo durante il programma diventava improvvisazione, perché da parte mia c’era una vera curiosità, al punto che continuavamo a parlarne anche dopo la fine delle riprese. Credo che il messaggio fondamentale è che in natura non esiste una gerarchia: siamo tutti una cosa unica. L’ironia aiuta tantissimo, io personalmente quando sono giù ricerco cose che mi facciano ridere. Le risate portano ad un pensiero ed io credo molto a questo concetto. Con Greg spesso facciamo satira sociale, notiamo le nevrosi quotidiane e le rendiamo comiche”.
Di nuovo Stefano Mancuso: “L’umorismo ha un potere straordinario nel veicolare messaggi fondamentali. Io parlo da scienziato accademico: le persone ricordano ed apprendono ciò che emoziona, non quello che è logicamente vero“. Lillo aggiunge: “Girando le puntate, Stefano mi raccontava certe cose sulle piante che mi colpivano molto. Ho scoperto che le piante hanno una loro intelligenza ed un senso di comunità: in una foresta, se una è morente le altre vanno in soccorso. Questa è una cosa che mi ha colpito tantissimo“.
Le domande dei giornalisti
Iniziano le domande dei giornalisti. Stefano Mancuso chiarisce in merito al funzionamento del programma: “Avremo sei puntate monografiche, dedicate a ciascun tema. La prima è dedicata alle piante, poi in ordine sparso affronteremo l’intelligenza, le città, la cura, le comunità ed il viaggiare. Anche se in apparenza non sembra, questi argomenti sono collegati fra loro e tutti raccontano La pelle del mondo, ovvero il piccolo strato che è la biosfera. Viviamo in un momento storico che trasforma le questioni scientifiche in prese di posizione politica. La scienza non ha una appartenenza politica. Quello ambientale è un problema che va conosciuto e questo è il compito della scienza. Il campo della politica è quello di ricercare le soluzioni: sono due ambiti diversi che non dovrebbero mescolarsi“.
Lillo sull’approccio al format scientifico: “Nelle puntate ho tentato di far emergere dei controsensi. Io interpreto una persona comune: quando Mancuso ha detto che quella umana è la specie meno abitata della Terra, io ho risposto che quando sono sulla Statale non ho questa percezione. Diciamo che questo sarà il tipo che comicità che ci sarà nella trasmissione“. Termina qui l’incontro.

Le dichiarazioni dei conduttori
