Camila Raznovich: “positivo il bilancio del mio Kilimangiaro”


Intervista alla conduttrice che parla della sua esperienza al timone del programma e svela i suoi progetti professionali


 Una scommessa riuscita, la sua presenza nel programma di Rai3?

 E’ proprio così, grazie al coraggio del direttore Andrea Vianello che ha mi ha voluto alla gestione di un programma più popolare di quelli ai quali ero tradizionalmente abituata. Gli ascolti ci hanno dato ragione e hanno registrato solo lo 0,70% in meno rispetto al passato. Una perdita contenuta dopo una vera rivoluzione seguita a 14 anni di tradizione.

Si riferisce a Licia Colò, che ha condotto il programma per 14 edizioni?

La Colò ha realizzato un ottimo lavoro e a lei si deve il successo del Kilimangiaro. Ma dopo tanti anni esisteva, reale, il rischio, di potersi adagiare su schemi, certamente validi e consolidati, ma in fase di invecchiamento. Posso dirle che l’età media del nostro pubblico, quest’anno si è abbassata di circa quattro, cinque anni. Abbiamo rivitalizzato il programma dal basso con un’iniezione di attualità e di notizie aggiornate in tempo reale.

Si spieghi meglio.

Ad esempio, quando è andato in fiamme il traghetto italiano nel mare Adriatico, negli ultimi giorni del 2014, eravamo gli unici ad essere in diretta: abbiamo tenuto sempre aperto il collegamento con il Tg3 aggiornando i telespettatori ad horas. Insomma, cerchiamo di guardare oltre il nostro stesso programma.

Qual è il profilo del vostro pubblico?

Sono telespettatori più giovani rispetto alla platea in età che invece, si rivolge, la domenica pomeriggio, ai contenitori festivi delle altre reti con i quali, ovviamente, non siamo in competizione.  Noi siamo alternativi, ci occupiamo di viaggi, di internazionalità: il pubblico ci deve scegliere.

Kilimangiaro, i conduttori

Non è in concorrenza neppure con Quelli che il calcio, su Rai2?

Attualmente no. Mi piacerebbe, tra un paio d’anni, confrontarmi amichevolmente con Nicola Savino, al quale sono legata da stima e amicizia professionale.

Ha visto Il mondo insieme, programma che Licia Colò conduce in contemporanea su Tv2000?

Siamo ambedue in diretta, non mi riesce possibile.Io, però cerco di fare del mio meglio senza guardare altrove. Sono il giudice più severo di me stessa, ma mi promuovo a pieni voti per quanto ho realizzato.

Quanto ha realizzato?

Sono entrata in punta di piedi nel programma, senza arroganza e con grande rispetto verso il passato.Sono stata accettata da tutti e si è creato un clima di profonda collaborazione professionale e di rispetto umano. Sapevo che il passaggio non era semplice, ma ho 40 anni e due figli, sono una persona responsabile.

 Una rivoluzione riuscita, dunque.

Parlerei, piuttosto, di un anno di transizione. Ma i risultati sono più che positivi.

Che accadrà nel prossimo autunno?

Dovrei esserci: c’è la volontà di proseguire su questo trend.

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E’ vero che festeggia 20 anni di carriera?

Accadrà il prossimo 13 ottobre. Nella stessa data, nel 1995, sono stata tenuta a battesimo sul palcoscenico dei Magazzini generali a Milano.

Dopo tanti viaggi in giro per il mondo, che rapporto ha con il cibo?

Sono amante delle cucine esotiche, amo lo street food, non frequento i ristoranti chic. La cultura di un Paese passa attraverso il cibo e a me piace avvicinarmi agli usi di un popolo assaporando le tradizioni culinarie. Persino a Roma sento il bisogno, almeno una volta a settimana, di mangiare “etnico”.

Qual è l’obiettivo professionale ancora da raggiungere?

Diciamo che, nella mia carriera mi manca un ruolo cinematografico, di quelli adatti alla mie corde professionali.

Ha ricevuto proposte?

Le ho tutte declinate, fino ad ora. Non voglio rischiare l’effetto “maschietta”, nè sono tentata da ambizioni economiche che alla fine potrebbero risolversi in un boomerang.  Mi piacerebbe anche recitare in una serie tv, ma sempre in ruoli consoni alla mia personalità.

A proposito di serie. le sue preferite?

Scandal, House of cards, Homeland.

Programmi italiani che segue?

Report, Le iene, Crozza che ritengo un comico estremamente intelligente, colto, dall’ironia efficace e pungente.-

Del suo partner Dario Vergassola, invece, che pensa?

Tra di noi c’è un rapporto di grande stima e collaborazione. Lui mi chiama “lo squalo”, io ricambio con il nomignolo “nanetto”. Ma ci comprendiamo perchè ambedue abbiamo il “cervello veloce” e procediamo sulla medesima lunghezza d’onda.



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