The Voice 3: i nostri giudizi sulla 4° puntata


Le valutazioni sulle esibizioni dei concorrenti di The Voice 3


 La prima ad esibirsi è Luce con Million Dollar Bill di Whitney Houston. Grande accoglienza per lei da parte dei giudici, eppure a noi è parsa più volte alquanto incerta nell’esecuzione e un po’ a corto di fiato.

Decisamente meglio invece Massimiliano con Glitter And Gold: voce piena, ricca di buona carica e affascinante per il suo carattere androgino. I coach stessi non sapevano se fosse un uomo o una donna.

La prima che però cattura la nostra attenzione è Carola che porta The A-Team di Ed Sheeran: vocalità pop ma che, allo stesso tempo, ha il sapore delle cantautrici folk statunitensi. Molto credibile nella sua performance.

Indiscutibile la preparazione tecnica di Silvia, che canta The Man I Love. A fronte di una tale bravura però ci permettiamo di sollevare un dubbio: in radio forse la sua voce si confonderebbe tra quella di tanti altri.

Chiara passa il turno senza troppa convinzione da parte dei coach, in particolare di Noemi. La ragazza porta sul palco DNA di Anna F.: buona capacità di stare sul tempo ed energia, ma chissà quanto potrà andare avanti nella competizione.

Immancabile anche questa settimana la presenza di un rapper. Si tratta di Maurizio, in arte Dinastia, che rivisita L’avvelenata di Francesco Guccini. Si sta arrivando ad una saturazione di artisti rap nella scena italiana, e pochi sono quelli meritevoli.

Notevole Gregorio con Love Foolosofy, bella voce e bel groove. Peccato che i Jamiroquai esistano già. Nel corso del programma però potrebbe dimostrare di essere qualcosa di più dell’imitatore di Jason Kay.

Davide si cimenta con Every Little Thing She Does dei The Police: le carte in regola per andare avanti ci sono, dalla voce alla presenza scenica. Più che come una nuova stella della musica pop, però, lo vediamo proiettato nella scena cantautorale.

Bella sorpresa è Arianna che ci delizia con Una ragione di più di Ornella Vanoni: potente, grintosa, voce più scura e profonda del suo aspetto più che gradevole. E, non da ultimo, sa decisamente stare sul palco.

Andrea è il tipico esempio di persona su cui nessuno scommetterebbe due centesimi a vederlo, ma appena si siede al pianoforte per eseguire Skinny Love di Birdy succede l’inaspettato: il ragazzo ci sa fare e ha un modo di cantare davvero intimo ed elegante.

Promosso all’ultimo secondo dai Facchinetti, Gianni molto probabilmente abbandonerà la competizione al prossimo step, quello delle battles. Il concorrente reinterpreta Pronto a correre di Marco Mengoni, ma il risultato è lontano anni luce dall’originale. Modo di cantare banale, da karaoke.

In chiusura di puntata Marco con Mama maè dei Negrita (buona energia ma timbro un po’ sforzato) e la delicatezza di Alessia sulle note di Lego House di Ed Sheeran.

Qui la diretta della quarta puntata.



0 Replies to “The Voice 3: i nostri giudizi sulla 4° puntata”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*