Je suis Ilan, speciale di Virus in onda giovedì 7 maggio


Le anticipazioni sullo speciale di Virus dedicato a Ilan Halimi.


 Si tratta di un progetto particolare che ha lo scopo di diffondere e promuovere, in un momento così critico per l’umanità, i valori di pace e di integrazione tra i popoli e il dialogo interreligioso.

“Poiché ‘Virus’ è da sempre impegnato nella lotta contro tutti i fondamentalismi, abbiamo deciso di dedicare questa serata speciale ad un evento molto importante che ci tocca da vicino”, spiega il direttore di Rai2 Angelo Teodoli.

“Je suis Ilan” è un film drammatico della durata di 108′ con la regia di Alexandre Arcady, presente durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Racconta la storia di un ragazzo di 26 anni di nome Ilan Halimi che la sera del 26 gennaio 2006 viene rapito in Francia da un gruppo di fondamentalisti islamici perché era ricco ed ebreo. La sua famiglia e la polizia iniziarono una vera e propria gara contro il tempo per salvarlo dalle torture alle quali venne sottoposto. Purtroppo non ci fu nulla da fare e dopo 24 giorni di vero e proprio calvario il giovane morì per le percosse, il freddo e la fame.

La serata evento ha quindi lo scopo di diffondere e promuovere valori di pace ed è prevista la partecipazione di capi di stato internazionali, di importanti personalità che rappresentano i maggiori ideali religiosi e di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. La serata si articolerà in due momenti di discussione e di dibattito, prima e dopo la proiezione del film documentario.

Il regista sottolinea che il film è stato realizzato in condizioni molto difficili perché, da parte delle grosse tv, c’è la tendenza a far finta di non accorgersi di problemi così gravi e importanti. Inoltre Arcady è estremamente soddisfatto della decisione di Rai2 di mandare in onda il film e auspica che questo esempio possa servire di ispirazione alla tv francese. Il regista ha anche detto di avere informato il Primo Ministro francese dell’iniziativa presa a Roma.

Presente anche la madre del giovane massacrato, Ruth Halimi, che ancora non riesce a farsi una ragione dell’atroce morte del figlio. “Lo hanno torturato gratuitamente” ha detto la madre “perchè non c’è una risposta ad un massacro di questo tipo. Se non fosse stato ebreo mio figlio sarebbe sopravvissuto. Ora voglio che tutto questo non accada più e che si possa vivere in pace”.

Angelo Teodoli, direttore di Rai2, spiega che la linea editoriale di “Virus” è perfettamente confacente ad iniziative di questo tipo. Teodoli sottolinea anche che non si può restare indifferenti e il servizio pubblico ha l’obbligo di spiegare le atrocità avvenute magari in silenzio. Infine il regista sottolinea che quando è accaduto il sequestro di Ilan c’erano state da poco alcune rivolte nella periferia parigina. Forse questo evento ha influenzato le forze dell’ordine ma, conclude il regista, “Nel film ho raccontato gli eventi così come sono avvenuti”.



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