Apre l’Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma



Lo hanno annunciato, durante una conferenza stampa in Triennale a Milano, Loris Borghi, Rettore dell’Università di Parma e Presidente CSAC, Andrea Cancellato, Direttore Generale Triennale di Milano, Francesca Zanella e Carlo Quintelli, curatori e membri del Consiglio direttivo CSAC, e Claudia Conforti, membro del Comitato Scientifico Consultivo dello CSAC.

Il Csac, situato a pochi chilometri dal centro della città emiliana, nell’Abbazia cistercense di Valserena, la “Certosa di Parma” di stendhaliana memoria, che sarà il tempio dell’esposizione, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Un patrimonio, questo, che ci auguriamo venga debitamente comunicato e divulgato, raccontato e valorizzato, anche e soprattutto dal mezzo televisivo, in primis da quei canali tematici che si occupano a buon titolo di Cultura con la ‘c’ maiuscola. Ci riferiamo a Sky Arte, a Rai Storia, a Rai 3, che della Cultura e dell’Arte hanno fatto il loro cavalo di battaglia.

{module Google richiamo interno}Il rettore Borghi, durante la conferenza stampa, dopo aver raccontato come sia nata l’idea di questo progetto, ha espresso la grande soddisfazione dell’ateneo di Parma “per avere raggiunto l’obiettivo di mettere in atto in soli dieci mesi nel complesso abbaziale di Paradigna un progetto architettonico che ha interpretato e dato forma al nuovo percorso espositivo e dunque alla dimensione museale che affianca e potenzia quella originaria dell’Archivio come luogo di ricerca e di didattica. Una grande scommessa che l’Ateneo di Parma ha realizzato e che è fiero di proporre nella sua ricchezza artistica e progettuale ad un pubblico più ampio”.

L’Archivio-Museo, hanno sottolineato all’unisono i protagonisti di questa straordinaria impresa, avrà un’anima viva e “sarà uno spazio multifunzionale, in cui si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica”, con una partecipazione attiva da parte della comunità scientifica e del circuito dei ricercatori, dei dottorandi e degli studenti. “Vogliamo far capire al pubblico”, spiega Quintelli, cui solo dieci mesi fa il rettore ha affidato l’impresa di svelare al mondo l’immenso patrimonio artistico dello Csac, “che i materiali esposti sono solo un piccolo assaggio di qualcosa di straordinario che è in un luogo a poche decine di metri. Il Museo, contrariamente a quanto avviene solitamente, questa volta non si dota di un Archivio, ma si associa a quest’ultimo. La stessa sala museale è la sala dell’archivio”. La professoressa Conforti, storica e critica d’arte, sottolinea il carattere “infrastrutturale” dello Csac, in quanto “struttura tra le varie arti, che funge da canale di comunicazione verso quegli utenti (fondazioni d’arte in primis) che possano così entrare nella realtà parmense.

Cos’è il Csac – L’Archivio dello CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle, rappresenta una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei, tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid e La Triennale di Milano, una delle Istituzioni con cui lo CSAC ha maggiormente collaborato nel corso degli anni.

Il percorso espositivo del nuovo Archivio-Museo, attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenterà la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra. Un’esposizione permanente in grado di rinnovarsi potenzialmente all’infinito attingendo allo straordinario repertorio visivo dell’Archivio, i cui materiali saranno esposti a rotazione. Le sedici sezioni della Chiesa saranno dedicate a temi che faranno

emergere la complessa natura di questo Archivio/Museo, attraverso le interazioni trasversali delle sue collezioni: dall’Arte alla Moda, dal Design alla Fotografia, dall’Architettura alla Pubblicità fino al Disegno della satira.

Il nuovo CSAC è inoltre dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci, e di un bookshop.

La Storia siamo noi. L’arte è la nostra espressione. Il Csac la nostra finestra sul domani…



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