Salini e Foa gli ultimi nomi a salire in sella al cavallo Rai. Ora via al valzer dei direttori


Salini e Foa gli ultimi nomi a salire in sella al cavallo Rai. Ora via al valzer dei direttori. Si va verso un cambiamento totale di reti e tiggì. Ecco i nomi più quotati


Il consiglio di amministrazione ha concluso il reclutamento e i magnifici sette si sono guadagnati la poltrona. Ci sono le due donne designate dal Senato, Beatrice Coletti (la più votata online dai cinque stelle) e Rita Borioni (Pd). La Camera ha scelto: Igor De Biasio (quota Lega) e Giampaolo Rossi (voluto da Fratelli d’Italia). I dipendenti Rai hanno eletto il battagliero Riccardo Laganà, il candidato degli scontenti di chi ha il maldipancia all’interno dell’azienda.

Ai cinque si aggiungono gli ultimi due. Marcello Foa, milanese di 55 anni, ha la doppia cittadinanza svizzera e italiana. Ha lavorato a lungo nel quotidiano Il Giornale. Nel 2011 ha assunto la direzione del quotidiano di Lugano Corriere del Ticino. Considerato un sovranista, non ha mai nascosto la sua stima per Putin e per Salvini. Ma è da ritenere che anche Silvio Berlusconi lo consideri l’uomo giusto per la presidenza Rai, anche perché per eleggerlo presidente di Viale Mazzini occorrono i due terzi dei voti della maggioranza, quindi anche dell’opposizione. Alla fine sarà il solo Pd a votare contro.

Fabrizio Salini è stato amministratore delegato di Fox Italia e in precedenza vice president content di Discovery Italia, partner e head of content di Switchover Media (dove curò il lancio dei canali Giallo e Focus), direttore Cinema e Intrattenimento a Sky Italia, direttore di La7. Un cv niente male per sua emittenza.

La scelta dei due è frutto di un accordo globale alla cui spartizione assisteremo nei prossimi giorni. Potrebbero cambiare tutti i direttori, di rete e di tg, nonché il giornale radio. Poi c’è il Tg1 che rappresenta il nodo più complesso: ok sulla linea editoriale governativa ma sulla scelta del nome siamo a carissimo amico, visto che candidati con le carte in regola non ce ne sono tanti. Alla fine potrebbe spuntare uno tra gli interni Alessandro Giuli (sponsorizzato dall’agenzia Vis Verbi e da Gianluigi Nuzzi, entrambi vicini a Casaleggio) oppure Alberto Matano (stimato e apprezzato da Spadafora, il consigliere di Di Maio). Terzo incomodo Gennaro Sangiuliano, che potrebbe essere dirottato sul Gr o sulla Tgr. Di esterni sono circolati i nomi di Peter Gomez e Mario Giordano.

Raidue e il Tg2 dovrebbero andare alla Lega. Maria Pia Ammirati sembra sia la favorita per ereditare Raitre, così come Federica Sciarelli potrebbe diventare il direttore del Tg3 e condurlo alle 19 come faceva Bianca Berlinguer.
Altri nomi che girano sono quelli di Ludovico Di Meo (Raidue?), Roberto Nepote, Luciano Ghelfi. Milena Gabanelli per il web e un programma di prestigio tipo alla Enzo Biagi. Per la guida della Tgr i nomi più in voga sono quelli di Roberto Pacchetti e Alessandro Casarin.



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