I 60 anni della tv: Arrivi e partenze


Il primo programma della televisione italiana in onda il 3 gennaio 1954


In vista del 60esimo anniversario della nascita della tv, cominciamo il nostro percorso di avvicinamento all’importante compleanno, ricordando le trasmissioni che sono entrate nella storia del piccolo schermo targato viale Mazzini. Questa è la nuova iniziativa del sito www.maridacaterini.it che rende un omaggio al grande Mike Bongiorno perchè fu lui a inaugurare le trasmissioni.

Il 3 gennaio, come tutti sappiamo, nasceva ufficialmente la televisione italiana. In quella data andò in onda, dopo varie prove sperimentali, la prima puntata del programma Arrivi e partenze. Trasmesso dalla Rai, società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, il programma era condotto da un giovane presentatore italo-americano, Mike Bongiorno, che sarebbe diventato “il re del telequiz”. Il programma segnò il debutto anche del regista Antonello Falqui, che sarebbe diventato da lì a pochi anni “il re del varietà” come regista (come non ricordare i vari Studio Uno, Sabato Sera, Canzonissima, Milleluci, Al Paradise…per citare solo alcuni degli innumerevoli varietà diretti).

Nel programma Arrivi e partenze, Mike Bongiorno intervistava insieme con il giornalista Rai, Armando Pizzo, personaggi italiani e stranieri in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. L’esordio della televisione italiana non poteva non scegliere un personaggio migliore come Mike Bongiorno (scelto personalmente dal direttore generale della Rai Vittorio Veltroni di quegli anni, papà dell’ex Sindaco di Roma e politico Walter Veltroni) che, scomparso nel settembre 2009, all’età di 85 anni, ha rappresentato in Italia “la televisione” con altri personaggi televisivi come Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora, Raimondo Vianello, che hanno contribuito a scrivere la storia della televisione italiana.

Un po’ americano ed un po’ torinese, Mike Bongiorno ha rappresentato un’icona della nostra Tv di Stato e non c’era una sostanziale differenza tra il personaggio offerto dallo specchio della tv e ciò che lui era nella realtà. Ed è proprio questa uniformità della persona e del personaggio a rendere il celebre conduttore amato da milioni di telespettatori, ma anche non simpatico a quanti lo ritenevano pedante ed incapace di trasmettere simpatia. Mike Bongiorno ha segnato non solo la storia della televisione italiana, ma anche quella dell’Italia. Numerose analisi sociologiche e semiotiche, come il volume di Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno, hanno cercato di indagare o a fondo o in maniera superficiale lo stretto legame tra la nostra storia e quella catodica, nella quale Mike ha rivestito un ruolo di prim’ordine. Ma avremo modo di parlare ancora di Bongiorno, in questo fantastico viaggio che racconta i 60 anni della nostra “giovane” tv. Basta ricordare i suoi, diciamo così, cavalli di battaglia: Lascia o raddoppia degli anni ’50 e Rischiatutto degli anni ’70.      



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