Sanremo 2020 canzoni seconda serata i nostri giudizi


I nostri giudizi sulle dodici canzoni in gara presentate il 5 febbraio alla seconda puntata del festival.


Sanremo 2020 canzoni seconda serata. Il Festival di Sanremo continua a riscuotere grande successo. Ieri sera abbiamo avuto la possibilità di ascoltare i restanti 12 brani in gara.  Ecco una analisi su come si presentano le 12 canzoni che abbiamo avuto modo di ascoltare e sulle performance dei cantanti.

Sanremo 2020 canzoni seconda serata i nostri giudizi

Pelù – “Gigante”: Per Pelù è il primo Festival di Sanremo per celebrare i 40 anni di carriera. La canzone è dedicata al nipotino, è una favola rock. Le sonorità sono molto particolari, sembra quasi la sigla di un cartone giapponese mixata con un brano degli 883. Canzone più sanremese rispetto al suo stile.

Elettra Lamborghini – “Musica (E il resto scompare)”: La sua non è una pietra miliare della canzone italiana e fin qui siamo tutti d’accordo penso, però la Lamborghini con il suo twerk sul palco dell’Ariston ha un che di simpatico. Il ritmo è funzionale al balletto ed il pezzo è destinato ad essere un tormentone. Allegro ed orecchiabile.

Nigiotti – “Baciami adesso”: Nigiotti ed il suo fascino toscano avrebbero potuto incendiare l’Ariston, eppure nell’esibizione di stasera manca qualcosa. Forse sussurra troppo, risulta poco incisivo. “Baciami adesso” è un brano da secondo ascolto. Manca un po’ dell’intensità emotiva, che tanto ci aveva fatto commuovere nel “Nonno Hollywood”. L’assolo di chitarra valorizza il pezzo, è sicuramente un bravo musicista.

Levante – “Tikibombom”: Se Levante fosse un cartone sarebbe una meravigliosa Pocahontas, che entra con i capelli svolazzanti circondati di foglie e di vento, ma anche un po’ Ariel – vista la mise da Sirenetta. “Tikibombom” è un brano che rispecchia pienamente il suo sound, rock ed alternativo. Il suo è un inno delle “anime in rivolta”, forse poco sanremese, ma estremamente radiofonico.

I Pinguini tattici nucleari – “Ringo Star”: I Pinguini tattici nucleari fanno ballare tutto il teatro Ariston con la loro incontenibile allegria. Nel brano si percepisce l’influenza del background rock metal del gruppo. Suonano molto bene, sono estrosi. Potrebbero ripetere “l’affaire Lo Stato sociale” e vincere il Festival o potrebbero diventare irriverenti come gli Elio e le storie tese. Hanno un brano fortissimo radiofonicamente.

Tosca – “Ho amato tutto”: Tosca è un’artista delicata, sofisticata, romantica. La canzone è molto bella. Intimista, da ascoltare con gli occhi chiusi e le immagini di una vita che scorrono dietro le palpebre chiuse. Sembra quasi una foto scolorita. Tosca è una “signora cantante”. Il pezzo è molto emozionante, si chiude con un “eh” che dice tutto. Gran classe.

Gabbani – “Viceversa”: Il brano che Gabbani ha deciso di portare in gara questa volta è molto diverso da “Occidentali’s Karma”. Abbandonata l’ironia, il cantante mantiene il suo stile allegro, ma diventa più profondo e intenso. Mostra di essere maturato artisticamente. Canzone molto gradevole.

Jannacci – “Voglio parlarti adesso”: Dolce come il miele. Il brano di Jannacci è commovente, struggente, impossibile ascoltarlo senza un pacchetto di fazzoletti accanto. “Voglio parlarti adesso” è una ninna nanna di un papà alla figlia. Bellissima melodia, testo da pelle d’oca. Ha degni concorrenti, ma merita il podio.

Rancore – “Eden”: Testo a cascata, mentre canta questo pezzo Rancore non respira quasi. E’ intenso, spasmodico, ritmato. Interessante.

Junior Cally – “No grazie”: Cally sa di avere pubblico e critica che lo aspettano al varco e per l’occasione toglie la maschera e mostra il suo volto, quasi a voler dichiarare che “ci mette la faccia”. Il brano è una satira politica. Simpatica, ma nulla più.

Giordana Angi – “Come mia madre”: Giordana fa il paio con Jannacci in quanto a fazzoletti. Propone un pezzo incantevole, una bellissima dedica d’amore alla donna più importante della sua vita: la mamma. La sua voce emoziona senza sforzo. Graffiato ed intensità interpretativa ed è subito brivido.

Michele Zarrillo – “Nell’estasi o nel fango”: Il brano si discosta dal consueto stile di Zarrillo e si apre ad un pop moderno. Bel pezzo, sufficientemente sanremese, discretamente radiofonico.



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