Pubblicità ai tempi del coronavirus – ecco come cambia la filosofia dello spot


La radicale metamorfosi del messaggio pubblicitario ai tempi del coronavirus. Spariscono i testimonial sostituiti dalla gente comune.


Anche la pubblicità televisiva si è adeguata all’emergenza coronavirus. Dalle principali aziende di pasta, alle acque come Uliveto e Rocchetta, sino alle grandi catene di supermercati, la filosofia degli spot televisivi è radicalmente cambiata.

Impossibile non tener conto del dramma nazionale ed internazionale che pende sulle nostre teste come una spada di Damocle. E così gli inserzionisti pubblicitari hanno compreso, anche se con un ritardo, che il messaggio da comunicare alla vasta platea televisiva non può prescindere dalla realtà attuale.

Pubblicità ai tempi del coronavirus – la scomparsa dei testimonial

Una delle prime caratteristiche della pubblicità ai tempi del coronavirus è la scomparsa di molti testimonial. Ne sono rimasti solo alcuni. E tra questi Elena Santarelli, testimonial oramai da tempo di acque come Uliveto e Rocchetta. Sparita Maria Grazia Cucinotta negli spot Uliveto e Ymea, che non vanno più in onda.Si è riciclata Federica Pellegrini con la réclame del suo shampoo per capelli.

La nuova pubblicità televisiva punta soprattutto sul dramma Covid – 19. Ed ha bandito quasi completamente immagini di assembramenti, di feste, di riunioni o di flash mob che contravvengono alle nuove regole del distanziamento sociale imposto dal decreto governativo per contrastare il coronavirus.

Il primo spot a sparire da tutte le reti televisive è stato il nuovo Crodino. Ci si è resi conto che il claim comunicativo poteva essere fuorviante soprattutto per i giovani a cui doveva arrivare il messaggio io resto a casa. Il testimonial del Crodino, il gorilla divenuto oramai cult, chiamava ad un abbraccio globale giovani e meno giovani in un caotico afflato generale.

Ad entrare da protagonisti negli spot, sono i nuovi eroi italiani: medici, infermieri, volontari, Protezione Civile, gente comune che si affanna per aiutare il prossimo. É questo, come abbiamo visto, il trend su cui ha puntato non soltanto la Barilla, ma anche La Molisana, due marchi di pastifici che hanno votato la loro produzione soltanto alla raccolta del grano italiano.

Pubblicità ai tempi del coronavirus Coop Esselunga

Gli spot delle catene alimentari

In questo contesto si inseriscono anche gli spot di grandi supermercati. E tra questi le catene Coop ed Esselunga. Il messaggio non è più gioioso, divertente e caratterizzato da ironia sottile. Si pensi ad esempio alla Conad ed al dipendente che si alzava di notte per controllare la qualità dei prodotti in vendita.

Oggi gli spot delle grandi catene alimentari puntano soprattutto sul messaggio dei prezzi contenuti e calmierati. Il tutto è inserito in una atmosfera di solidarietà italiana. Frasi come insieme ce la faremo, uniti ma distanti, presto ricominceremo a vivere sono i nuovi claim della maggioranza degli spot. Persino Poltronesofà si è adeguata ed ha sfruttato l’elemento divano per sottolineare come sia diventato un punto di riferimento della nostra quotidianità in quarantena. E dire che nella precedente versione gli artigiani della qualità si erano spinti addirittura parlare con Dio.

Insomma siamo di fronte ad una vera e propria metamorfosi del messaggio pubblicitario. Adesso è la gente comune ad essere protagonista in una Italia il cui futuro appare pieno di incertezze. E proprio per comunicare speranza e un certo ottimismo, la réclame televisiva rappresenta quasi un punto di riferimento. Certo il ricorso ad una retorica di mestiere è inevitabile. E spesso molti inserzionisti l’hanno cavalcata purtroppo per trarne profitto.



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