Nicola Savino da Le Iene, a ’90 Special fino a Peter Rabbit


Nicola Savino da Le Iene, a '90 Special fino a Peter Rabbit. Il nuovo percorso professionale del conduttore dopo aver cambiato casacca ed essere passato da Raidue a Italia 1. Riflessioni sul flop di un personaggio che adesso tenta di riciclarsi come doppiatore.


Il ritorno di Nicola Savino a Mediaset sembrava foriero di grandi novità. Il conduttore, dopo aver lasciato “Quelli che il calcio” che ha condotto su Rai 2 lasciando il posto a Luca e Paolo, è entrato nella squadra de Le Iene come presentatore ed ha avuto un programma tutto suo ’90 Special di cui questa sera giovedì 22 febbraio va in onda l’ultima puntata.

É notizia dell’ultima ora che il conduttore e speaker radiofonico sarà la voce italiana dell’impertinente coniglio Peter Rabbit, nato dalla fantasia della scrittrice inglese Beatrix Potter.

Il rientro a Mediaset sembrava costellato da grandi soddisfazioni. Ma sarà davvero così?

Cominciamo ad analizzare il suo ruolo fra i conduttori de Le Iene. Nicola Savino fa parte del team dei presentatori del programma in onda la domenica sera. Accanto a lui Giulio Golia, Andrea Agresti, Nadia Toffa e Matteo Viviani. Una squadra di personaggi tra i quali spicca in particolare la personalità di Nadia Toffa. Fin dalla prima puntata dello scorso settembre 2017, la presenza di Nicola Savino non è apparsa del tutto credibile. Confuso tra i suoi compagni d’avventura, il suo personaggio è stato necessariamente ridimensionato. Mentre in “Quelli che il calcio” era padrone assoluto del programma, qui ha dovuto dividere la scena con i compagni. Inoltre, fin dalle prime puntate anche del 2018, è apparso alquanto impacciato, come se non si sentisse a suo agio.

Certo avrebbe dovuto dare nuova linfa vitale alla propria immagine con la conduzione di ’90 Special. Il programma racconta sotto una veste a metà strada tra l’intrattenimento e l’amarcord, il decennio degli anni ’90. Dopo una prima puntata spumeggiante a cui aveva partecipato come ospite Rosario Fiorello, ’90 Special ha cominciato a crollare e le cifre di share spesso sono scese anche al di sotto del 7%. Infatti la puntata di giovedì 15 febbraio è stata caratterizzata addirittura da una share del 6,5%. Il risultato peggiore di tutto il ciclo. Basti pensare che la prima puntata andata in onda mercoledì 17 gennaio, grazie all’esuberanza di Fiorello, aveva raggiunto l’11,8 % di share. Gli appuntamenti successivi sono stati un crescendo di share negativi. Si è passati dal 9,7 del 24 gennaio, al 9 del 31 gennaio, fino al 6,5% del 15 febbraio.

Un percorso dunque tutto in discesa, naturalmente dal punto di vista degli ascolti. Con tali riscontri mediocri di pubblico, è davvero improbabile che ’90 Special possa avere una seconda edizione. Temiamo che si concluda ingloriosamente l’esperienza come padrone di casa di Nicola Savino. Questa sera sarà il conduttore per l’ultima volta del programma amarcord e ospiterà tra gli altri Alba Parietti, Cristina D’Avena, Alexia, Linus e Max Pezzali.

Il motivo della scarsa visibilità del programma è da ricercarsi innanzitutto nella estrema somiglianza di ’90 Special con programmi del passato, tra cui “Meteore“, un appuntamento di Italia 1 in cui si ricordavano i personaggi che avevano avuto una breve vita professionale sul piccolo schermo.

Inoltre, nel tentativo disperato di conquistare più share possibile, ’90 Special si conclude anche all’una di notte, cercando di coprire tutta la seconda e la terza serata della rete. L’estrema lunghezza e la prevedibilità di molti segmenti spettacolari hanno contribuito alla scarsa resa del programma che non ha offerto un intrattenimento credibile e soprattutto godibile.



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