Rai 3 | i meriti e gli errori del direttore Stefano Coletta


Rai 3 | i meriti e gli errori del direttore Stefano Coletta. Un'analisi dei programmi andati in onda nella attuale stagione sulla terza rete. Tra successi e flop il primo anno di Stefano Coletta come direttore di rete.


La terza rete si prepara a concludere una stagione televisiva complessivamente positiva. Svuotata agli inizi di settembre 2017 dei due appuntamenti Che tempo che fa e Che fuori tempo che fa in seguito al passaggio di Fabio Fazio a Rai 1, l’emittente è riuscita a crearsi una nuova dignità e ad inventare ex novo un palinsesto che le ha assicurato un’audience di tutto rispetto.

Adesso Stefano Coletta è messo ancor di più alla prova perché dopo Fazio prende il via per Rai1 anche Alberto Angela. Il direttore ha avuto sicuramente dei meriti ma ha realizzato anche una serie di errori.

Rai 3 | i programmi promossi

Cominciamo dai programmi meritevoli. Innanzitutto la nuova linea del docu-reality ha premiato la rete. Prodotti di questo tipo hanno avuto una buona accoglienza di pubblico. In questo contesto va inserito anche il docu-reality “La linea verticale” che ha raccontato la malattia senza retorica e con un piglio disincantato.

Coletta ha proposto anche, sempre nel filone documentaristico e attuale, Le ragazze del ’68 un altro successo di pubblico. Adesso ha ripreso il ciclo M di Michele Santoro dedicato al nostro recente passato. Nonostante gli ascolti non siano stati altissimi, il prodotto ha voluto focalizzare l’attenzione su una parte del nostro passato ancora piena di misteri e zone d’ombra. Stiamo naturalmente parlando del sequestro Moro.

A Coletta bisogna riconoscere anche l’aumento degli ascolti e il rinnovato gradimento di pubblico di due altri programmi: Kilimangiaro condotto da Camila Raznovich e Geo con Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi. Con punte del 10% e anche oltre i due appuntamenti hanno rappresentato la vera e propria alternativa intelligente ai propri competitor.

È cambiato anche il modo di fruire di Mi manda Raitre spostato nel daytime pomeridiano con la conduzione di Salvo Sottile. Sottile è stato anche al timone del docu-reality Prima dell’alba andato in onda in seconda serata sempre su Rai 3. Il viaggio intrapreso alla scoperta di chi vive durante la notte, si è rivelato interessante e realizzato soprattutto senza retorica e grossolanità. Tra breve Rai 3 ne ripropone addirittura le repliche.

Indovinata anche la scelta di continuare con Un giorno in pretura che ha sempre assicurato alla rete ascolti alti grazie alla credibilità della conduttrice storica Roberta Petrelluzzi. Le due puntate in prima serata sono il giusto riconoscimento per i 30 anni di presenza in video.

Ultima scelta apprezzabile, le quattro puntate di Lessico famigliare con Massimo Recalcati che, ogni lunedì riescono ad agganciare un folto pubblico con tematiche attuali anche se non semplici.

Rai 3 | i programmi bocciati

Ma poiché nessuno è perfetto anche Stefano Coletta è incorso in errori.

Tra le sperimentazioni che non hanno intercettato il gradimento del pubblico segnaliamo Ossigeno di Manuel Agnelli, Cyrano – L’amore fa miracoli con Ambra Angiolini e Massimo Gramellini, Brunori sa con Dario Brunori. Gli ultimi due programmi da segnalare in senso negativo sono Be happy con Marco Presta e Paola Minaccioni nell’access prime time e Storie del genere con la conduzione di Sabrina Ferilli.

Riconosciamo innanzitutto a Stefano Coletta il coraggio di aver portato in video le storie di persone che hanno intrapreso il difficile percorso di cambiamento di sesso. Ma purtroppo ad essere completamente sbagliata è stata la conduzione della Ferilli, apparsa fuori luogo, una sorta di elemento straniante che nulla aveva a che fare con la realtà commovente di chi raccontava le proprie vicende. Un volto meno noto, magari un giornalista o una giornalista avrebbe reso Storie del genere un piccolo gioiellino.

Purtroppo non è riuscito neanche il tentativo di approfondire il discorso musicale portando in video l’ex giudice di XFactor, Manuel Agnelli. Ossigeno pur con elementi positivi si è rivelato un programma troppo di nicchia. Brunori sa invece non è riuscito a dare segnali di interesse. Spesso l’audience si è bloccata addirittura al di sotto del 2%.

E per arginare l’emorragia di ascolti, il direttore è stato costretto addirittura a bloccare Cyrano – L’amore fa miracoli dopo la terza puntata. Troppo pretenziose le atmosfere e gli stessi conduttori.

Infine Be happy è l’ennesimo tentativo infruttuoso di portare la radio in televisione. Risultati negativi per Marco Presta al timone de Il Ruggito del Coniglio programma di Radio2 in onda da oltre 25 anni.



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