Il Collegio 3 | Prima puntata 12 febbraio 2019 | Diretta


Il Collegio 3 | Prima puntata 12 febbraio 2019 | Diretta. L'esordio del docu-reality di Rai2 ambientato nel Collegio Convitto di Celana, a Caprino Bergamasco. Diciotto alunni tra i 13 e i 17 catapultati '68 per vivere la scuola media di quegli anni. La voce narrante sarà di Giancarlo Magalli


Il docu-reality di Rai2 arriva da due edizioni che hanno riscosso discreto succeso soprattutto tra i giovanissimi. La voce narrante sarà di nuovo di Giancarlo Magalli, mentre gli alunni saranno: Alice Carbotti, Beatrice Cossu, Cora Fazzini, Nicole Rossi, Noemi Ortona, Elia Libero Gumiero, Esteban Frigerio, Evan Nestola, Francesco Michael Gambuzza, Gabriele De Chiara, Marilù Fazzini, Ginevra Pirola, Giulia Mannucci, Jennifer Poni, Matias Caviglia, Riccardo Tosi, William Carrozzo e Youssef Komeiha.
Sette professori e due sorveglianti cercheranno di condurre i ragazzi al diploma di scuola media diretta dal severo Preside Paolo Bosisio. Le materie si adattano ai tempi, con il Latino che scompare a favore dell’Educazione Civica e l’Educazione Artistica che affianca quella musicale.

Seguiamo insieme al diretta della prima puntata de Il Collegio 3.

Ideologica vs teconologia: è questa la tensione che vivranno i ragazzi, i cardini, rispettivamente, del mondo del ’68 e di quello contemporaneo.
Dal mondo contemporaneo, si ritrovano nel 1968, accompagnati dai genitori. La prima cosa che fanno è presentarsi l’uno con l’altro, facendo emergere immediatamente piccole antipatie a pelle.
I sorveglianti li attendono in cortile, poi li accompagnano in Aula Magna passando negli austeri corridoi dell’edificio.
I Professori e il Preside Paolo Bosisio li accolgono con la severità stampata sul volto. “In questo Collegio si obbedisce”, dice il Preside riferendosi ai tumulti giovanili che animano tutta Italia, da lasciare fuori dalla struttura. Infine, annuncia un test d’ingresso con 8 domande di Educazione Civica. Chi non rispoderà non sarà ammesso nella scuola.
Uno dei quesiti è: “Indicate l’anno di nascita della Repubblica Italiana“. Un altro è “L’articolo numero uno della costituzione recita…”, poi segue “Quali sono i tre poteri nel sistema politico italiano riconosciuti dalla Costituzione?”.
Alcuni ragazzi vanno in difficoltà, altri dicono che le domande sono abordabili.
Nicole Rossi da Roma è la prima alunna a presentarsi. Cerca di mostrare tutto il suo carattere e di porsi come leader.
I Professori, nel frattempo, corregono i test d’ingresso.
La commissione chiama a sé uno ad uno gli alunni per comunicargli i risultati.
La prima alunna va a casa e gli altri iniziano a preoccuparsi ancora di più.

Le gemelle Marilù e Cora Fazzini rischiano di essere separate. Mentre Marilù ha fatto un compito non all’altezza, Cora è stata brava. Marilù va in crisi qunado viene a sapere che potrebbe essere separata da sua sorella, ma alla fine viene ammessa.
Il giovane Vitozzi è un altro aspirante studente ad essere eliminato: risposte appena abbozzate e sbagliate. William Carrozzo, suo amico, ci rimane molto male.

Lui, intanto, si presenta come una testa calda e dura, tendenzialmente ribelle a qualsiasi tipo di imposizione.
Per i 18 alunni rimasti inizia l’avventura ne Il Collegio 3. I sorveglianti iniziano a requisire tutti i supporti tecnologici, cibo, trucchi, piastre, gioielli. Chiedono la massima educazione e rigore estetico. Poi, vengono accompagnati nelle camerate, rigorosamente divise tra ragazzi e ragazze.
La prima cosa che fanno i giovani è nascondere più cose possibili nei bagni, dietro i quadri o sotto i materassi.
Matias Caviglia è un giovane calciatore milanese, refrattario alla scuola. Prova a non consegnare lo smartphone, ma la sorgvegliante inevitabilmente se ne accorge e alla fino lo costringe a consegnarlo.
Le divise non piacciono agli alunni, che ovviamente le trovano bizzarre e fuori moda.
Mentre i ragazzi mostrano subito la propensione a fare gruppo, le ragazze bisticciano appena entrate in camerata. Jennifer Poni è la prima a pagare qualche parola di troppo detta con una crisi di pianto.
D’altronde, si presenta come un’inguaribile impulsiva.
Dopo un severissimo passaggio in rassegna dai Sorveglianti che controllano ogni dettagli dell’abbigliamento, del trucco (che non deve esserci), della postura e del modo di porsi, i ragazzi passano in refettorio: sono costretti a manigare anche se non graidsocno il cibo.
E le ragazze testano la confidenza tra di loro  parlando del loro ragazzo ideale.

Giulia Mannucci di Roma frequenta l’Istituto Aeronatuico perché ama il volo. Vuole primeggiare in qualsiasi occasione ed essere sempre al centro dell’attenzione.
La prima notte passa con molta frenesia: le camerate si mischiano e tutti fanno conoscenza. Qualcuno inizia ad accarezzare già l’idea del flirt. L’unica ad avere qualche problema di ambientamento è Jennifer Poni, che continua ad avere crisi di pianto.
Il risveglio è traumatico e i ragazzi hanno solo dieci minuti per lavarsi, cambiarsi e riassettare il letto. Poi devono presentarsi in maniera impeccabile.

Le ragazze decidono di consegnare spontaneamente decine di telefoni e altri oggetti proibiti che avevano introdotto in maniera furtiva nella camerata.
Nonostante la spontaneità del gesto, arriva la punizione da parte del Preside. Devono saltare la colazione e ricopiare 200 volte una frase di Giuseppe Mazzini.
La colazione è inaugurata da un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo, bevuto negli anni ’60 perché  particolarmente salutare.

Il rito seguente è il taglio di capelli. Sia ai ragazzi che alle ragazze vengono imposti cnaoni particolarmente stringenti.
A Nicole Rossi vengono sciolte le treccine una ad una.
Cora Fazzini perde completamente le staffe perché la parrucchiera le ha acconciato i capelli in maniera identica a quelli di sua sorella. La sua è una vera crisi isterica che la porta a litigare con la gemella Marilù, alla fine della quale, però, è costretta a rifarsi le trecce.

Il Professor Maggi, subito dopo, inizia la prima lezione di italiano. Una lotta ocnro l’impoverimento della lingua, inun continuo riferimento al latino.

Gabriele De Chiara è un ragazzo romano, gioca a pallanuoto ed è piuttosot bravo a scuola.
A leggere il primo tema realizzato è Riccardo Tosi. Dimostra molto coraggio perché parla davanti a tutti di quanto sia stato difficile combattere il bullismo di cui era vittima.
Lui viene da Verona, è un ragazzo brillante, bravo a scuola e impegnato anche nel sindacato studentesco.

La seconda lezione è quella di matematica e scienze con la Professoressa Petolicchio, più intransigente del suo collega.
In tanti dimostrano qualche lacuna di troppo in matematica, dunque segue un test valutativo di matematica.

Mentre nel pomeriggio i ragazzi si rilassano – scherzando e flirtando – con in sottofondo la musica di un giradischi (ascoltano musica dell’epoca, come quella di Adriano Celentano), a sera ripetono le scorribande della notte precedente. Gli uomini vanno in refettorio e rubano i biscotti.
I Sorveglianti mettono sotto torchio gli alunni per capire chi li ha rubati. Se inizialmente la risposta è “SIamo stati tutt insieme”, piano piano la compattezza del gruppo inizia a cedere e i Sorveglianti ne vengono a capo.

Il sedicenne napoletano Youssef Komehia viene molto apprezzato dai compagni perché si assume anch’egli le responsabilità, pur non avendo partecipato al furto. Lo fa perché ha mangiato i biscotti.
I responsabili sono chiamati ad imparare una flastrocca in mezz’ora, per poi ripeterla al Preside. NOn va benissimo, ma la prova viene superata.

Alessandro Carnevale è un giovane Professore di Educazione Artistica (materia introdotta da poco nel ’68), dai metodi anticonvenzionali che catturano i ragazzi.

Durante la lezione, apparentemente bizzarra, ma estremamente efficace, i collegiali sono letteralemnte rapiti dal modo di fare del Professore.

Poi, con un vecchio telefono a rotella, ai ragazzi viene concessa una chiamata a casa. È singolare che i giovani inizialmente non riescano nemmeno ad usarli.
Sono soprattutto le ragazze a sfogarsi con i genitori, visto che tra di loro ci sono molte antipatie.

Con i flirt che iniziano a diventare qualcosa di più consistente – come quello tra Jennifer e William – le giornate proseguono e i ragazzi iniziano ad abituarsi a questa scuola per loro inconcepibile fino a poco tempo prima.
Nonostante i primi compiti in classe diano pessimi risultati. L’unic aa raggiungere un buon voto in matematica è la milanese Noemi Ortona.

Iniziano anche le lezioni di inglese del Professor Callahan. Ma Beatrice non riesce a concentrarsi perché molto preoccupata per una sua bravata: si è introdotta nella sala sei Sorveglianti ed ha ripreso possesso del suo telefono.

Nell’incotro settimanale con il collegio dei docenti, il Preside si dice poco soddisfatto per il rendimento dei ragazzi e per il loro comportamento. Per quanto riguarda il furto del teelfono, rimanda la decisione ai giorni seguenti.
La prima puntata de Il Collegio 3 finisce qui.

L’idea, di per sé, si conferma potenzialmente godibile e nulla più. Anche se rimane sostanzialmente incompiuta perché non è chiaro dove voglia andare a parare.

Le esagerazioni (ad esempio la condotta assolutamente oltre ogni misura degli insegnanti e dei sorveglianti) sono talmente tante da rendere il tutto grottesco pur nella consapevolezza della finzione televisiva. Ma c’è un elemento che può essere un gancio potente: le personalità degli alunni sono debordanti e sono presentate in modo da poter facilmente calamitare la curiosità dei coetanei e non solo.

Pur essendo ambientato nel ’68 (ambientazione limitata a pochi elementi, di tutta la questione della rivoluzione di quegli anni non abbiamo visto granché in questa puntata), in realtà il docu-reality fornisce agli adolescenti continui termini di paragone con ciò che accade anche oggi nelle scuole, al netto degli atteggiamenti spropositati degli operatori del Collegio. Connesso alle personalità dei protagonisti, di cui abbiamo detto, il mix diventa intrigante tanto per i coetanei degli alunni quanto per gli adulti alle prese con le intemperanze dei ragazzi. Le speranze di coinvolgere un altro tipo di pubblico sono ridotte al lumicino.



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