Sanremo Giovani | la recensione

Sanremo Giovani | la recensione. Analisi e riflessioni critiche sulla prima puntata dedicata agli artisti emergenti in gara per approdare alla kermesse canora del 2019.


È stata una lunga diretta nel corso della quale i telespettatori hanno ritrovato il “baudismo sanremese”. Dall’alto dei tredici Festival gestiti nel corso della sua lunga carriera, Pippo Baudo ha tenuto saldamente in mano le redini della puntata. Si è comportato in maniera molto paternalistica con il suo giovane partner lasciandogli il compito di presentare i cantanti emergenti in gara e di espletare le mansioni tecniche, come comunicare i numeri del televoto. Tutto il resto lo ha gestito con padronanza e il solito aplomb.

La serata è andata avanti in maniera abbastanza scorrevole. Baudo, infatti, comunica sempre sicurezza e non ha mostrato nessun tentennamento, nonostante la visibile emozione.

Un discorso a parte merita la giuria che ha avuto e avrà anche questa sera il compito di valutare gli artisti che si giocano due posti tra i big dell’edizione 2019 del Festival di Sanremo.

Ad eccezione di Luca Barbarossa nel ruolo di presidente, tutti gli altri hanno una provenienza targata Cologno Monzese. Luca e Paolo sono da poco approdati in Rai, Annalisa è una creatura spiccatamente “defilippiana” avendo partecipato ad Amici e Fiorella Mannoia, ad eccezione delle tre puntate di “Uno, due, tre… Fiorella” da lei gestite nell’autunno 2017 su Rai 1, è sempre stata molto presente negli ultimi tempi sulle reti Mediaset.

La dipendenza del Festival di Sanremo dalla Tv commerciale continua anche quest’anno. Tra i big che sono stati annunciati nel corso della serata, abbiamo notato la presenza di qualche “ex amico” di Maria De Filippi, tra cui Irama vincitore dell’edizione 2018 di Amici.

Queste osservazioni accreditano la svolta giovanilistica del direttore artistico Claudio Baglioni. Lo scorso anno sono stati accuratamente evitati i rappresentanti dei talent show. Questa volta invece la loro presenza è abbastanza consistente.

Peraltro nella prima puntata sono stati annunciati solo 11 big che parteciperanno alla kermesse canora dal 5 al 9 febbraio 2019.

L’idea di dedicare un’intera settimana alle nuove proposte giovanili poteva essere un valido elemento di rottura rispetto al passato. Gli appuntamenti pomeridiani però non sono stati gratificati dall’Auditel. Infatti il risultato dell’audience è stato addirittura al di sotto delle cifre conquistate quotidianamente da La Vita in diretta. Mercoledì 19 dicembre ad esempio “Ecco Sanremo Giovani” è sceso addirittura al 9,2% di share.

Un elemento significativo di cui il direttore artistico dovrebbe tenere conto.

Sottolineiamo infine che lo spot con cui Rai 1 ha promozionato Sanremo Giovani è stato uno dei più brutti dal punto di vista della ideazione e della realizzazione scenografica. I ruoli invertiti di Fabio Rovazzi e Pippo Baudo, l’uno vecchio l’altro giovane, non hanno presentato nulla di originale. Si poteva sicuramente realizzare un prodotto migliore che avrebbe giovato anche alla resa spettacolare delle puntate serali.

Finora il valore aggiunto delle due serate in prime time consiste proprio nel ritorno di Baudo alla conduzione.



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