Sanremo 2019 | 7 febbraio | recensione della terza serata


Sanremo 2019 | 7 febbraio | recensione della terza serata. Riflessioni sulla puntata della kermesse canora dopo il continuo calo d'ascolti.


In questa terza serata, durante la quale sono stati interpretati soltanto 12 brani, gli autori hanno cercato una cifra goliardica e festivaliera completamente assente nelle puntate precedenti.

Il buio malinconico dei vestiti di Virginia Raffaele è stato sostituito da colori molto più sgargianti in un insieme corale tra l’attrice e comica e Claudio Bisio.

Insomma si è avuta la sensazione che i due avessero raggiunto una affinità professionale completamente assente nelle serate precedenti.

Un esempio è stato il segmento in cui Virginia Raffaele ha interagito con il suo partner attraverso mini sketch, come quello in cui è stato portato un grammofono di vecchia data sul palcoscenico dell’Ariston.

La voce di Virginia Raffaele imitava quella di Nilla Pizzi. Ma l’attrice e comica tentava di sincronizzarsi con il grammofono che invece non rispondeva e ne derivavano pause abbastanza lunghe, riavvolgimenti, rallentamenti o accelerazioni improvvisi.

Questa volta si può parlare davvero di nazionalpopolarità grazie alla presenza di ospiti come Antonello Venditti e Umberto Tozzi. È stato soprattutto Tozzi ad entusiasmare la platea dell’Ariston. Sicuramente i telespettatori da casa sono stati coinvolti grazie alle hit dell’artista che risalgono agli anni ’70 e ’80.

Antonello Venditti, vera e propria icona della musica, ha interpretato i suoi brani più emozionanti.

Due colossi di una musica destinata a rimanere nell’immaginario collettivo del pubblico hanno convinto il pubblico meno giovane.

Parlavamo di gag. Alcune sono state troppo lunghe come ad esempio quella con protagonisti la Raffaele e Bisio che si sono abbracciati più volte urlandosi contro e riabbracciandosi di nuovo. Una maniera davvero singolare e spesso non gradita di fare spettacolo.

Nella terza serata dunque gli autori si sono sbizzarriti cercando una nuova chiave di lettura per un Festival nato sotto auspici abbastanza discutibili.

Uno dei momenti più interessanti è stato il duetto tra Virginia Raffaele e Ornella Vanoni presente sul palcoscenico dell’Ariston. Ricordiamo che la maschera della Vanoni è una delle più quotate nel repertorio della Raffaele.

Naturalmente nella serata sanremese non sono mancate le pubblicità. Ad esempio Raf e Umberto Tozzi stanno per pubblicare un album in coppia e inizieranno anche un tour insieme. Quale migliore occasione di un palcoscenico così prestigioso per reclamizzare i loro prodotti?

Insomma ancora una volta anche a Sanremo gli ospiti sono tutti cicero pro domo sua.

Ad un occhio attento, infine, alcuni segmenti spettacolari della terza serata della kermesse canora poteva somigliare all’half time show del Super Bowl. Naturalmente con le dovute riserve. Insomma siamo stati in presenza di un Superbowl nostrano e molto più popolare.



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