Viva Rai Play Fiorello e i limiti di uno show senza troppi contenuti

Analisi e riflessioni critiche sulle puntate finora andate in onda dello show condotto da Rosario Fiorello.


Con Viva Rai Play Rosario Fiorello ha ottenuto dal pubblico di Rai 1 molto più di quanto lui non ha, invece, dato loro. Le puntate di Viva Rai Play, andate finora in onda nell’access prime time della rete leader di viale Mazzini, hanno rivelato una stagnazione di idee che mal si addice ad un artista come Fiorello.

Viva Rai Play lo show di Fiorello Auditel ospiti e creatività

Lo show man siciliano ha sempre dimostrato una insuperabile capacità di analizzare in maniera goliardica e intelligente l’universo politico, sociale e attuale. Ha sempre affondato gli strali dell’ironia nella realtà e messo in evidenza quanto l’uomo comune intuisce ma non riesce ad esprimere. Insomma Fiorello ha sempre espresso l’inesprimibile. E senza bisogno di troppi ospiti.

Non abbiamo ritrovato più lo show man dalla spiccata creatività e dalle intuizioni originali. Sembra quasi essersi accartocciato su se stesso, su schemi già visti ed esplorati altrove. E’ apparso come in preda ad un timore reverenziale nei confronti dell’Auditel considerato quasi alla stregua di un Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, per utilizzare un’espressione di manzoniana memoria.

Viva Rai Play - Rosario Fiorello.

Nel tentativo di conservare il primato di “numero uno” si è circondato di personaggi noti, tutti accorsi alla sua corte per accompagnarlo e godere della prestigiosa visibilità che Fiorello sempre assicura. Quasi ne avesse bisogno per accreditarsi con il pubblico. Quasi non avesse totale fiducia nelle sua capacità come in passato.

Certo, in quindici minuti la possibilità di essere onnicomprensivi è bassa. Ma si possono mostrare contenuti originali e creativi che invece, per adesso sono assenti da Viva Rai Play in versione televisiva. Anche la squadra che si è portata dietro Fiorello, nell’esperimento finalizzato a unire tv generalista e digitale, non ha mostrato il massimo della potenzialità.

Serve quella genialità creativa espressa in passato ma deve essere declinata in un’altra chiave, moderna e originale. Fiorello ha guardato troppo al suo passato dimenticando il futuro. Non è stata originale la gag di Antonacci bloccato all’ingresso di via Asiago dalla sicurezza che gli impediva di raggiungere la sala dove si svolgeva il programma.

Viva Rai Play Fiorello gli ospiti e le mancate imitazioni

Non è originale l’incontro con gli ospiti nel bar di via Asiago, sede della Radio. La gag è già stata proposta nelle innumerevoli immagini degli spot pubblicitari di Viva Rai Play e persino Bruno Vespa è ricorso a tale espediente per dare maggiore familiarità agli incontri con i politici intervenuti a Porta a porta.

Le battute sono apparse sapientemente studiate a tavolino. Mancano le parodie, sono assenti le maschere di Fiorello e le sue imitazioni. Ed è assente una valida figura femminile  C’è bisogno del folle guizzo dell’artista, della sua pungente creatività anche “politicamente scorretta”. Fiorello ha avuto timore di osare. E si è rifugiato nell’usato sicuro chiedendo aiuto ai grandi dello spettacolo, a quei personaggi che di rado abbiamo visto e potremmo vedere, tutti insieme, in un programma televisivo. Soprattutto se dura solo quindici minuti. Il programma, dalla prossima settimana, è fruibile solo su Raiplay.

Viva Rai Play – gli ascolti delle puntate su Rai 1

La prima puntata dello show di Fiorello, andata in onda su Rai 1 lunedì scorso ha conquistato il 25.8%. Nel corso degli appuntamenti successivi lo show man è leggermente calato. Fino a ottenere nell’ultima puntata di venerdì 8 novembre il 21.6%. Adesso arriva la parte principale del compito di Fiorello: farsi seguire anche sulla piattaforma digitale. Qui infatti sarà fruibile lo show senza più il supporto della prima rete.



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