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Sanremo Giovani 2019 recensione serata evento Rai 1

Riflessioni e analisi critica sulla serata evento di Rai 1 dedicata alla selezione dei 5 concorrenti che andranno a Sanremo 2020.

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Sanremo Giovani 2019 recensione
Riflessioni e analisi critica sulla serata evento di Rai 1 dedicata alla selezione dei 5 concorrenti che andranno a Sanremo 2020.
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Giovedì 19 dicembre è andata in onda la serata finale di Sanremo Giovani 2019 di cui vi proponiamo la recensione. L’evento era finalizzato alla selezione dei cinque concorrenti che parteciperanno alla sezione Nuove Proposte di Sanremo 2020.

Sanremo Giovani 2019 recensione giuria

Sanremo Giovani 2019 recensione della serata di Rai 1

Sanremo Giovani 2019 ha cercato di differenziarsi dalle edizioni precedenti. Innanzitutto la serata finale per la selezione delle Nuove Proposte non ha mai portato fortuna a Rai 1. Gli ascolti sono sempre stati al di sotto delle aspettative. È accaduto per tutti i festival, fino alla scorsa edizione gestita da Claudio Baglioni. La share infatti si è attestata tra il 10 e l’11%.

Mancava alle serate evento del passato il giusto appeal necessario per coinvolgere i telespettatori.

Per questi motivi Amadeus ha cercato di dare una sferzata giovanilistica alla serata concentrandosi maggiormente sui concorrenti. Ma nello stesso tempo ha curato anche la parte dedicata allo zoccolo duro di Rai 1, ovvero il pubblico più in età. L’idea consiste nella formazione di una giuria composta dai principali conduttori delle edizioni passate. Tra questi, gioiello di famiglia della manifestazione canora, Pippo Baudo.

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Non è bastata la presenza del Superpippo nazionale, di Antonella Clerici, di Carlo Conti, di Gigi D’Alessio e di Piero Chiambretti a dare credibilità alla manifestazione.

Sanremo Giovani 2019 – la celebrazione della giuria

Intanto la giuria è stata celebrata con immagini risalenti ai Festival condotti da ognuno dei componenti. E questo ha rappresentato certamente l’ingrediente principale della serata che si è trascinata tra l’amarcord del passato ed una statica attenzione per le new generation.

La conduzione di Amadeus non è riuscita a dare il giusto risalto ad una serata che riteniamo completamente inutile per Rai 1. La selezione dei giovani delle Nuove Proposte del Festival, ha bisogno di un restyling completo. La pretesa di volerla trasformare in un talent show che evoca prodotti come X Factor o The Voice, non ha mai dato i risultati sperati.

I giovani hanno certamente avuto più spazio, ma la loro gara deve essere rivista in un’ottica differente. Per questi motivi la serata di Sanremo Giovani 2019 non è stata in grado di intercettare l’interesse del pubblico. C’è stata soltanto una autocelebrazione dei cinque componenti della giuria che non è bastata all’economia dello show.

L’evento è apparso suddiviso in due fasi. La prima è stata dedicata ad un pubblico over. L’altra, che avrebbe dovuto avere come protagonisti i giovani, non ha raggiunto l’obiettivo sperato. Teniamo conto che la fruizione della musica oggi da parte dei ragazzi non passa più attraverso il piccolo schermo.

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Amadeus ha fatto il possibile. Ha esaurito tutte le proprie risorse spettacolari per convincere i telespettatori a restare sintonizzati su Rai 1.

Sanremo Giovani 2019 recensione reclame inconveniente tecnico

Sanremo Giovani 2019 recensione – l’inconveniente tecnico alla seconda esibizione

A tutto questo bisogna aggiungere l’inconveniente tecnico che ha ulteriormente offuscato la serata. È stata necessaria infatti una lunga pausa per consentire la preparazione del palco per l’esibizione dei Reclame. Tra le chiacchiere di Amadeus con i giurati e i giornalisti in sala, tra lunghe pause e lungaggini, che comprendevano anche la pubblicità mandata frettolosamente in onda,si è cercato di intrattenere il pubblico.  Ma una tale defaillance non è all’altezza di una prima serata di Rai 1.

C’è da chiedersi a questo punto perché Rai 1 continui a proporre la serata di selezione che potrebbe essere eliminata.

Ricordiamo, tra l’altro, che la scelta dei 10 semifinalisti è avvenuta nel programma Italia Sì di Marco Liorni. Ed ecco la conseguenza: la perdita da parte del programma di alcuni punti di share.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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