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Sanremo 2020 recensione seconda serata: Fiorello mattatore, Amadeus spalla

Analisi e riflessioni critiche sulla seconda serata del Festival della canzone italiana condotto da Amadeus.

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Sanremo 2020 recensione seconda serata
Analisi e riflessioni critiche sulla seconda serata del Festival della canzone italiana condotto da Amadeus.
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Amadeus ha condotto la seconda serata di Sanremo 2020 andata in onda mercoledì 5 febbraio e noi vi proponiamo la recensione. Innanzitutto il secondo appuntamento con la kermesse canora ha evidenziato una presenza più incisiva e continuativa di Rosario Fiorello all’interno delle varie fasi di una diretta estremamente lunga.

Sanremo 2020 recensione seconda serata – il festival delle promesse mantenute

Anche la seconda serata è iniziata con una sorpresa: l’imitazione di Maria De Filippi fatta da Fiorello. Lo showman infatti aveva promesso che se la prima serata avesse avuto successo, si sarebbe vestito da Maria De Filippi. Sanremo 2020 sembra essere il programma delle promesse mantenute. Ed è stata ancora più evidente la complicità tra il conduttore Amadeus e l’amico che gli ha salvato la carriera con la sua costante presenza nello show.

È evidente però che Fiorello ha utilizzato Sanremo 2020 per soddisfare alcuni suoi capricci spettacolari. Ad un certo punto si è avuta la netta sensazione che il palcoscenico dell’Ariston si fosse trasformato in un villaggio turistico di classe superiore, animato dai due padroni di casa. Un ritorno al passato che si è manifestato come un viaggio attraverso il tempo fino ad arrivare ad oggi.

Sanremo 2020 recensione seconda serata Ricchi e Poveri

La seconda serata di Sanremo 2020 ha coniugato, ancor più della prima, la istituzionalità del tempio classico festivaliero e la apparente imprevedibilità dello show. In effetti ogni fase della liturgia sanremese è sempre studiata ed organizzata nei minimi dettagli.

La seconda serata è stata all’insegna di una nazional popolarità maggiore della prima. In quest’ottica si inquadra la reunion dei Ricchi e Poveri che, con le loro canzoni, hanno trasformato l’Ariston in una sorta di discoteca dalle poltrone rosse. Tutti in piedi ad accompagnare i quattro protagonisti con una allegria che a volte è apparsa anche forzata.

Ed un’altra promessa mantenuta è stata la presenza di Rosario Fiorello come “quinto” tra i Ricchi e Poveri.

Altro momento di grande impatto musicale è stata la presenza di Zucchero Fornaciari.

La serata, molto differente dalla prima, ha evidenziato troppe lungaggini ed una durata oltre i limiti del consentito. Si pensi soltanto che a mezzanotte non si erano ancora esibiti sei cantanti in gara, ovvero la metà. Ci sono stati troppi ospiti e siparietti spettacolari che, purtroppo, hanno penalizzato il ruolo centrale della gara musicale. L’obiettivo è giocare sulla lunga durata per guadagnare punti di share nel timore del classico calo fisiologico di ascolti della seconda serata sanremese.

Le donne di Amadeus

Ad accompagnare Amadeus nella seconda serata c’erano le due giornaliste del Tg1 Emma D’Aquino e Laura Chimenti insieme a Sabrina Salerno. La loro presenza è stata meno frequente rispetto alla serata precedente, quando insieme ad Amadeus c’erano Diletta Leotta e Rula Jebreal. In effetti è apparsa anche alquanto stridente la presenza delle due giornaliste sul palcoscenico dell’Ariston, in un ruolo che non apparteneva loro. Nonostante il breve monologo sulla professione, fatta oltre l’una di notte.

Anche Sabrina Salerno è stata come una meteora all’interno della serata.

Sanremo 2020 recensione seconda serata Paolo Palumbo

La storia di Paolo Palumbo

Sul palcoscenico dell’Ariston è arrivato anche Paolo Palumbo, 22enne affetto da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) in grado di comunicare soltanto attraverso un sintetizzatore vocale. La malattia è dunque stata protagonista tra canzoni, ironia, gag e spettacolo. Un momento pieno di emozione perché sul viso e negli occhi di Paolo era evidente una gran voglia di vivere nonostante la sua condizione.

Non è la prima volta che Sanremo tocca argomenti forti. Qualche anno fa il maestro Ezio Bosso, affetto da malattia neuro degenerativa, era stato tra gli ospiti del festival targato Carlo Conti. Paolo Palumbo ha rappresentato uno dei pochi momenti di intensa riflessione sul significato della vita umana. Uno spazio necessario in una serata troppo movimentata e spettacolarizzata al massimo.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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