Sanremo 2020 recensione terza serata: delusione Benigni, serata sottotono


Analisi e riflessioni critiche sulla terza serata della kermesse canora condotta da Amadeus con Georgina Rodriguez e Alketa Vejsiu.


La recensione della terza serata di Sanremo 2020 non può non sottolineare la caduta di tono dello show. Il centro dell’appuntamento di giovedì 6 febbraio è stato indubbiamente il ritorno di Roberto Benigni sul palcoscenico del teatro Ariston. Il Premio Oscar era assente dalla manifestazione canora da 9 anni.

Sanremo 2020 recensione terza serata Benigni

Sanremo 2020 recensione terza serata – intervento deludente di Roberto Benigni

L’atteso ritorno di Roberto Benigni al Festival di Sanremo 2020 non ha mantenuto le aspettative della vigilia. La sua presenza non è andata oltre i 20 minuti. É arrivato al Teatro Ariston in pompa magna, accompagnato dalla banda sulle note della colonna sonora de La vita è bella. Ha recitato una versione introvabile del Cantico dei Cantici in chiave erotica e con riferimenti molto espliciti.

Esperimento abbastanza spinto in una manifestazione nazional popolare. Il pubblico ha apprezzato più l’artista che il contenuto presentato. Non è la prima volta che Roberto Benigni propone interventi di questo tipo. Preferibile, certamente, l’attore e il comico in grado di leggere l’attualità con verve umoristica e graffio ironico, intelligente e incisivo.

Insomma dobbiamo constatare una certa delusione, amplificata ancora di più dall’assenza di un personaggio intraprendente ed elegantemente invasivo come era stato Fiorello nelle due serate precedenti. Nella terza serata infatti lo showman siciliano si è eclissato. Crediamo non sia un caso. Anche se lui stesso aveva anticipato che, dinanzi a Roberto Benigni, non gli restava che diventare un attento spettatore.

Analisi degli altri momenti spettacolari

La terza serata del Festival di Sanremo 2020 è stata dedicata ai duetti. Si sono susseguite ben 24 esibizioni da parte dei Big in gara che hanno celebrato la kermesse nel suo settantesimo compleanno. Non si è potuto evitare un ritmo rallentato ed una certa monotonia nell’alternarsi delle varie performance intervallate, purtroppo, da numerosissimi blocchi pubblicitari.

In effetti la serata è stata il trionfo degli spot che hanno spaziato dalle anticipazioni dei programmi e delle fiction Rai, fino ad una gran quantità di prodotti. Molti sono apparsi per la prima volta in occasione di Sanremo 2020. E dire che Amadeus aveva promesso di eliminare le lungaggini e di rendere lo show più accessibile a quel pubblico che l’indomani ha impegni lavorativi.

Purtroppo si è avuta la sensazione che il gran numero di pubblicità abbia sostituito, nella terza serata, l’analogo gran numero di siparietti spettacolari della seconda. Il risultato è stato lo stesso: lungaggini e orari ultra notturni.La serata si è, infatti, conclusa alle due e tre minuti dopo la mezzanotte.

Inoltre: non tutti i duetti sono stati all’altezza delle aspettative. Soprattutto se si considera il prestigio dei brani interpretati che rappresentano la storia della canzone italiana.

Sanremo 2020 recensione terza serata Georgina Rodriguez Alketa Vejsiu

Le donne di Amadeus

Ad accompagnare Amadeus c’erano Georgina Rodriguez e Alketa Vejsiu. La Rodriguez ha avuto il compito di catapultare in prima fila il noto fidanzato Cristiano Ronaldo. Al di là delle sue gaffes linguistiche, che potrebbero anche essere godibili, resta il vuoto assoluto della sua presenza sul palcoscenico dell’Ariston.

Migliore impressione ha fatto Alketa Vejsiu, in rappresentanza dell’Albania. La Vejsiu, conduttrice televisiva, ha proposto il più bel monologo della kermesse, basato sull’integrazione e sull’amore per il nostro Paese, considerato “la terra promessa”. E certamente è, finora, la più credibile delle partner di Amadeus.



9 Replies to “Sanremo 2020 recensione terza serata: delusione Benigni, serata sottotono”
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    Carla

    Quando non si ha niente da dire , il silenzio è d’oro . Le parole che potrebbero far trasalire ogni cuore e ogni mente,stasera Benigni non le ha trovate dentro di sè per cui ha cercato di sfondare con un Cantico stupendo che resta tale solo entro i suoi confini e on quelli proposti e allargati da Benigni. Noi italiani siamo sempre così ,inchinati al NOME più che ai contenuti. Stimavo moltissimo Benigni:ora gli consiglio una pausa di riflessione: Geppeto ne era capace

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    Giuseppe

    Benigni è stato pietoso, ma in generale io non avevo mai visto un sanremo così male organizzato (io ho 64 anni). Amadeus non ha le idee chiare, in prima serata perde tempo facendo esibire pochi cantanti e dopo, siccome la gente lavora, a mezzanotte vanno a riposare quando ancora le esibizioni dei concorrenti e degli ospiti non sono neanche a metà, cordiali saluti

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    Giovanna

    Anche da questa recensione ci si poteva aspettare qualcosa di più

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      Giuseppe

      di più positivo anche se questo è quello che succede e che ho sentito dire a decine di persone ???? io rispetto tutti, a chi piace lo guardi, cordiali saluti.

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    giuseppe

    Esibizione molto discutibile. peccato mi sarei aspettato altro tipo di intervento, molto piu’ autorevole e da serata di sanremo.anche lui ha deluso come il conduttore.A volte non sempre i grandi nomi sono all’altezza della loro fama, peccato perche’ il suo intervente oltre che strapagato da tutti noi e’ stato visto in mondovisione.

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    Carlo

    Il monologo di benigni fuori luogo e di gusto discutibile. Ma, si sa, basta un nome famoso per
    ottenere venerazione e consensi. Che tristezza!Carlo

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    Simonetta Marchesi

    L,intervento di Benigni ha portato una qualità raffinata per menti aperte e sensibili. Ha rischiato di portare alta e antica poesia…. non per tutti, forse, ma per chi può permettere a cuore e mente di volare oltre schemi, di volare alto,

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    Carla

    Vergognoso monologo…. dissacrazione del cristianesimo
    Ha trasformato il cantico dei cantici in un hit parade gay pride

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    paolo

    prossimo sanremo 40 brani in gara con 20 eliminazioni e niente perdite di tempo con ( super ospiti….e altro ) deve ridiventare la vera gara di una volta, e non una noiosa rassegna canora.

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