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The Voice Senior – recensione del programma condotto da Antonella Clerici

Analisi e riflessioni critiche sulla prima puntata dello show per over 60 condotto da Antonella Clerici su Rai 1.

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The Voice Senior recensione
Analisi e riflessioni critiche sulla prima puntata dello show per over 60 condotto da Antonella Clerici su Rai 1.
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La recensione di The Voice Senior passa innanzitutto attraverso il binomio terza età – potenza della voce. Questa è la prima sensazione avuta dinanzi alla prima puntata del programma dedicato agli aspiranti cantanti over 60, andata in onda venerdì 27 novembre su Rai 1 in prima serata.

The Voice Senior – recensione

Rai 1 ha volto accreditare The Voice Senior come il programma che dovrebbe gratificare la terza età, quella fascia più provata e colpita dalla pandemia Covid. Lo ha sottolineato Antonella Clerici ad inizio della prima puntata. Dimentichiamo immediatamente una tale premessa che, tra l’altro, ci è sembrata inopportuna. E non cadiamo nella trappola di considerare il programma una sorta di Villa Arzilla della canzone rallegrata dai giochetti spettacolari della giuria.

I quattro coach, Clementino, Loredana Bertè, Gigi D’Alessio ed il team Carrisi formato da Al Bano e la figlia Jasmine, si sono distinti soprattutto per il susseguirsi di incursioni tra una esibizione e l’altra. Hanno cercato di unire gentilezza per i concorrenti non più giovanissimi e quindi particolarmente sensibili, ad una goliardia spesso troppo accentuata. Questo è uno dei difetti della trasmissione. Si vuole stemperare l’eventuale malinconia dell’amarcord, trappola mortale per uno show dedicato agli over 60, con ritmi veloci, battute, mini sketch affidati esclusivamente ai giurati, in particolare all’esuberanza tutta napoletana di Clementino e Gigi D’Alessio.

Il team Carrisi era sbilanciato dalla parte del cantante di Cellino. La figlia Jasmine è apparsa solo come una bella bambola da arredamento. La giuria, talvolta ha inquadrato la mano del padre che ha fermato quella della figlia prossima a pigiare sul pulsante ed a girare la poltrona. Con questo gesto ha comunicato il proprio dissenso e imposto la sua volontà. Un atteggiamento molto differente da quello tenuto dal team Facchinetti durante una delle edizioni di The Voice of Italy di cui The Voice senior è una sorta di spin off. Allora i due erano spesso in conflitto e il raggiungimento di un accordo, prima di esprimersi, era complicato. Ma tutto appariva più credibile.

Sotto questo aspetto The Voice Senior è apparso uno show imperfetto nel quale si è cercato di inserire quante più dinamiche possibili. Compresa l’esibizione di alcuni coach con i concorrenti.

Il ruolo di Antonella Clerici

Antonella Clerici si è ritagliata un ruolo defilato, forse troppo. Appare quasi sacrificata la sua esuberanza e la schiettezza di confrontarsi con il pubblico. Per non limitarsi ad interloquire soltanto con i concorrenti, fa delle osservazioni sui giudici che si voltano all’ascolto delle voci oppure mini commenti su quanto sta accadendo. Non ha tenuto conto di chi l’ha preceduta nelle sei edizioni di The Voice. Ed ha come voluto prendere le distanze da Simona Ventura conduttrice dell’ultima edizione del talent madre.

Un merito le va riconosciuto: aver cercato di valorizzare la terza età canterina, una realtà forse ancora poco nota. Ma certamente tutta da esplorare. Il nostro Paese si conferma popolo di Santi, Poeti, Navigatori e…Cantanti.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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6 Comments

più commenti

  1. Ettore De Gasparin De Orange

    28 Novembre 2020 at 11:26

    FINALMENTE UNA TRASMISSIONE CULTURALE CHE RENDE GIUSTIZIA – PRODUTTIVA IN TUTTI I SENSI – PARREBBE – ALL’INSEGNA DELL’ONESTA’ ?!!! PRIVA DELLE SOLITE RACCOMANDAZIONI CHE SONO L’ETRNO DISTRUTTIVO FRENO AL TUTTO – DELLA CULTURA E DELLA GIUSTIZIA E QUINDI DEI RITTORNI REMUNERATVI COMUNI !!! – RITENGO INSUFICENTE E LIMITATIVO E CONSEGUENTEMENTE POCO REMUNERATIVO PER LA RAI E QUINDI UNO SPRECO DEL PRODOTTO – CHE PER LE VALUTAZINI DA PARTE DELLA GIURIA PER LA SCOPERTA DEI TALENTI – SI PROCEDA CON UNA SINGOLA INTERPRETAZIONE – SAREBBE OPPORTUNO CHE I CONCORRENTI NON SI ESPRIMESSERO CON UN SOLO PEZZO – MA FAREI SI – CHE DEBBANO ESSERE ESPRESSE ALMENO TRE INTERPRETAZIONI – PER POTER DAR MODO ALLA GIURIA DI VALUTARE A PIENO E INIQUAMENTE LE DOTI ARTISTICHE – ESTENDENDONE L’ESPRESSIONE VALUTATIVA DEL GIUDIZIO ANCHE AI TELESPETTATORI!!! Prof. Editore Chanzonnie Conte Ettore De Gasparin De San Pierre De Orange(1400)

  2. Ettoer De Gasparin De Orange

    28 Novembre 2020 at 11:37

    sostituisce il precedente commento per la parola equamente espressa per un errore in “iniquamente”———–FINALMENTE UNA TRASMISSIONE CULTURALE CHE RENDE GIUSTIZIA – PRODUTTIVA IN TUTTI I SENSI – PARREBBE – ALL’INSEGNA DELL’ONESTA’ ?!!! PRIVA DELLE SOLITE RACCOMANDAZIONI CHE SONO L’ETRNO DISTRUTTIVO FRENO AL TUTTO – DELLA CULTURA E DELLA GIUSTIZIA E QUINDI DEI RITTORNI REMUNERATVI COMUNI !!! – RITENGO INSUFICENTE E LIMITATIVO E CONSEGUENTEMENTE POCO REMUNERATIVO PER LA RAI E QUINDI UNO SPRECO DEL PRODOTTO – CHE PER LE VALUTAZINI DA PARTE DELLA GIURIA PER LA SCOPERTA DEI TALENTI – SI PROCEDA CON UNA SINGOLA INTERPRETAZIONE – SAREBBE OPPORTUNO CHE I CONCORRENTI NON SI ESPRIMESSERO CON UN SOLO PEZZO – MA FAREI SI – CHE DEBBANO ESSERE ESPRESSE ALMENO TRE INTERPRETAZIONI – PER POTER DAR MODO ALLA GIURIA DI VALUTARE A PIENO E EQUAMENTE LE DOTI ARTISTICHE – ESTENDENDONE L’ESPRESSIONE VALUTATIVA DEL GIUDIZIO ANCHE AI TELESPETTATORI!!! Prof. Editore Chanzonnie Conte Ettore De Gasparin De San Pierre De Orange(1400)

  3. Ettore De Gasparin De Orange

    28 Novembre 2020 at 11:40

    FINALMENTE UNA TRASMISSIONE CULTURALE CHE RENDE GIUSTIZIA – PRODUTTIVA IN TUTTI I SENSI – PARREBBE – ALL’INSEGNA DELL’ONESTA’ ?!!! PRIVA DELLE SOLITE RACCOMANDAZIONI CHE SONO L’ETRNO DISTRUTTIVO FRENO AL TUTTO – DELLA CULTURA E DELLA GIUSTIZIA E QUINDI DEI RITTORNI REMUNERATVI COMUNI !!! – RITENGO INSUFICENTE E LIMITATIVO E CONSEGUENTEMENTE POCO REMUNERATIVO PER LA RAI E QUINDI UNO SPRECO DEL PRODOTTO – CHE PER LE VALUTAZINI DA PARTE DELLA GIURIA PER LA SCOPERTA DEI TALENTI – SI PROCEDA CON UNA SINGOLA INTERPRETAZIONE – SAREBBE OPPORTUNO CHE I CONCORRENTI NON SI ESPRIMESSERO CON UN SOLO PEZZO – MA FAREI SI – CHE DEBBANO ESSERE ESPRESSE ALMENO TRE INTERPRETAZIONI – PER POTER DAR MODO ALLA GIURIA DI VALUTARE A PIENO E EQUAMENTE LE DOTI ARTISTICHE – ESTENDENDONE L’ESPRESSIONE VALUTATIVA DEL GIUDIZIO ANCHE AI TELESPETTATORI!!! Prof. Editore Chanzonnie Conte Ettore De Gasparin De San Pierre De Orange(1400)

  4. Adriano Lanata

    28 Novembre 2020 at 12:11

    Giusta osservazione , i partecipanti dovrebbero poter interpretare almeno due o tre pezzi oppure una parte dei brani scelti (ritornello/fine) visto i tempi della trasmissione.
    Adriano Lanata Genova

  5. maria grazia

    4 Dicembre 2020 at 23:58

    finalmente una trasmissione dove non si urla! Si guarda molto volentieri perché non ci sono commenti fuori luogo,. Una trasmissione garbata e condotta bene. Avevamo bisogno di uno spettacolo così.

  6. Meravigliata

    15 Dicembre 2020 at 18:16

    A riguardo del programma The Voice Senior leggiamo che
    “Antonella Clerici ha fortemente voluto la presenza di Jasmine Carrisi tra i giudici per dare un contrappeso alle idee più “tradizionali” di Albano”
    Peccato che la stessa Jasmine abbia dichiarato che il suo contributo è volutamente silenzioso: “Voglio ascoltare gli altri, non mi va di prendere il sopravvento” . “Più che parlare tanto voglio imparare a seguire quello che dicono gli altri giudici”. E allora a che serve averla lì, quando poteva imparare come spettatrice da casa quello che “apprende” in studio a spese di quelli che pagano il canone?
    Ma davvero si ha così poca fiducia nell’intelligenza di chi sta a casa da proporre alcuni personaggi e far credere nell’utilità della loro presenza in programmi, sulla rete ammiraglia, in prima serata? La RAI è servizio pubblico e, agli esordi, ha favorito la crescita culturale degli italiani, i quali oggi meriterebbero maggiore attenzione e non messaggi chiaramente discordanti.
    Ma davvero si pensa che dobbiamo pagare il canone e non pretendere la qualità?

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