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Il Cantante Mascherato 2 la recensione dello show con Milly Carlucci

Analisi e riflessioni critiche sulla seconda edizione dello show condotto per il secondo anno da Milly Carlucci.

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Il Cantante Mascherato 2 recensione
Analisi e riflessioni critiche sulla seconda edizione dello show condotto per il secondo anno da Milly Carlucci.
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Il cantante mascherato 2 sta andando in onda su Rai 1 e noi ve ne proponiamo la recensione. Lo show, condotto da Milly Carlucci, ha ripreso il suo posto nel palinsesto della prima rete ad un anno di distanza. Nonostante un nuovo intoppo dovuto al Covid, la padrona di casa, è riuscita a tirar fuori di nuovo tutta la sua capacità di riorganizzazione ed ha presentato lo show in una atmosfera tra il fantastico e lo spettacolare.

Il Cantante Mascherato 2 la recensione dello show con Milly Carlucci

Stesso schema classico dello scorso anno ma nuove maschere. O meglio nuovi personaggi celati dentro mastodontici travestimenti che devono stimolare la curiosità del pubblico e spingerlo a svelarne l’identità. Uno schema che, però, si ripete stancamente per ogni protagonista e che alla fine rischia di annoiare. Soprattutto se ognuno dei telespettatori si è già fatta una propria idea sull’identità della maschera e non ha la pazienza di ascoltare le elucubrazioni dei cinque componenti della giuria.

In effetti il programma, come già la prima edizione, non è da annoverare tra i classici dell’intrattenimento di Rai 1. E non è certo da inserire tra i migliori prodotti degli ultimi anni. Un format straniero, come ce ne sono tanti, che però, nella versione italiana è stato ingentilito e reso più elegante da Milly Carlucci. L’unica conduttrice adatta per un tale programma. L’unica in grado di trasformare la normalità in spettacolarità, il piccolo microcosmo dell’intrattenimento made in Italy in un macrocosmo divistico. L’anonimato nella incarnazione della celebrità.

Il cantante mascherato, infatti, si regge solo sulla Carlucci con la sua proverbiale abilità di inculcare interesse e rendere stimolante anche un format assolutamente normale. E lei, nel presentare le maschere, usa un linguaggio fiabesco, accattivante, da narratrice che deve incidere nell’immaginario collettivo trasversale.

Coreografie e giuria

A contorno delle esibizioni di ogni cantante mascherato, ci sono coreografie e balletti, come nelle tradizioni di un varietà televisivo. E sono proprio le coreografie a rappresentare la parte migliore dello show. Tutte ben armonizzate nel contesto spettacolare anche per quanto riguarda i costumi. Questo contribuisce a dare fascino ad una performance globale sotto la quale si nasconde la normalità di tutti i giorni. E questa normalità è proprio la presenza di cantanti, personaggi che vediamo quotidianamente, o quasi, in tv.

Intrattenimento necessario, in un periodo in cui il Covid ci ha strappato tutte le nostre maschere e travestimenti, facendo in modo da restare spogli e impotenti dinanzi al dramma che viviamo. In questo contesto, hanno pensato gli autori, c’era bisogno di un’oasi di spensieratezza. Il Covid, però, ha colpito ancora i ballerini, costringendo lo staff a ricorrere a quelli del dance show del sabato sera di Rai 1. Così nel giro di una notte è stato necessario ripensare alle coreografie ed ai costumi. Adesso la contaminazione tra i due spettatoli della Carlucci è evidente. Quest’anno abbiamo “Il cantante mascherato di Ballando con le stelle”.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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1 Commento

1 Commento

  1. Marco

    26 Febbraio 2021 at 13:54

    Dicano che è un programma esclusivamente per gli addetti ai lavori e basta. Si e’ già visto lo scorso anno con la vittoria di Mammuccari. Chi poteva mai sapere che fosse anche cantante, o Alessandro Greco. Quest’anno è la stessa cosa con Sergio Assisi, la Mussolini, Platinette o come si chiama lui. Possono saperlo solo le persone che lavorano nel mondo dello spettacolo. E allora che se lo guardino loro il programma. In più, oltre 3 ore per sentire 6 canzoni…,per lo più sono solo parole, parole

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