Adrian | Diretta 28 gennaio 2019 | Celentano appare e canta per salvare gli ascolti


Adrian | Diretta 28 gennaio 2019 | Celentano appare e canta per salvare gli ascolti. Terza serata con il graphic novel di Adriano Celentano. Adrian continua la battaglia contro i soprusi e le storture di un mondo governato da malfattori spietati. In anteprima, lo spettacolo dal Teatro Camploy di Verona


Lo spettacolo dal Teatro Camploy di Verona, invece, farà come sempre da anteprima. Al momento non sappiamo se Adriano Celentano sarà o meno presente sul palco: lo show è come sempre top secret.

Quel che è certo, al contrario, è che questa sera Adrian si gioca molto. Le prime due puntate hanno fatto registrare risultati ampiamente sotto le aspettative, non solo per quanto riguarda gli ascolti, ma anche per tutto ciò che ha a che fare strettamente con la realizzazione della serie.

Per lunghi tratti banale, piena di luoghi comuni, apparentemente poco curata. Senza contare le polemiche cui è andata incontro, non ultimo per i suggerimenti sessisti rivolti dal protagonista a due ragazze appena salvate da uno stupro: non avrebbero dovuto bere per non essere violentate.

Come se non bastasse, nel pomeriggio di oggi Adrian ha incassato anche la netta presa di distanze da parte del disegnatore Milo Manara. Indicato come il disegnatore della serie, ci ha tenuto a precisare che ha contribuito esclusivamente in una fase iniziale della realizzazione, in qualità di “Character designer” (cioè di artista che si occupa di studi sui personaggi e sulle ambientazioni preliminari, su cui poi bisogna lavorare per le animazioni).
Ha aggiunto, inoltre, che alcuni dei suoi disegni avrebbero avuto bisogno di essere rivisti, prima di essere utilizzati nell’animazione, ma ciò non è stato fatto, lasciando trapelare perplessità sulla realizzazione.

Seguiamo insieme gli episodi di questa sera.

L’inizio è sempre al tavolo da gioco del bar nella piazza di paese, con Nino Frassica, Natalino Balasso e Giovanni Storti: parlano dell’eventualità che Adriano Celentano partecipi o meno allo spettacolo.

Poi Celentano appare sul palco con Ilenia Pastorelli, a cui si rivolge in un lungo dialogo, ma senza audio. Sembra intrattenerla e indicarle qualcosa, ma non sappiamo cosa.
Dopodiché, tornano Nino Frassica e il suo assistente con le selezioni di chi dovrà salire sull’arca da traghettare nel mondo ideale che verrà.
Il primo candidato viene mandato via, perché tra i suoi punti di riferimento c’è Giampero Mughini, oltre allo stesso Celentano.
Appena uscito, Nino Frassica va al confessionale, dove c’è Adriano Celentano avvolto dall’oscurità, che gli dice: “Confesso di aver sabotato gli ascolti di Canale 5, pronunciando solo 13 parole, senza cantare o fare altro. Ed ho intenzione di rifarlo, Padre, finché non rimarrà un solo telespettatore. A quel ragazzo non importerà niente se io canto o ballo: lui salverà il mondo”.
In realtà, appena terminata la confessione, Celentano va al centro del palco e canta la sua “Pregherò”, seguita da “Shake and rock ‘n roll”. Il pubblico è in delirio, oltre ogni ragionevole misura.
Sul finale, Ilenia Pastorelli lo raggiunge sul palco (con Nino Frassica e Giovanni Storti), per poi rimanere da sola ad inscenare un monologo sulla violenza contro le donne. Non solo quella fisica, ma anche quella psicologia, figlia di un maschilismo strisciante. “Te la sei cercata”, è la frase ripetuta con profonda amarezza per parlare di come spesso vengono giudicate le donne vittime della violenza maschile.
Torna in mente – con un contrasto palese, è inevitabile – proprio il passaggio dello scorso episodio di Adrian, in cui l’orologiaio aveva detto alle ragazze salvate dallo stupro che nelle uscite successvie non avrebbero dovuto bere, per non trovarsi in una situazione simile.

Dopo il monologo, continuano le rigide selezioni per salire l’arca.
Poi, Giovanni Storti e Daniele Zovi parlano dell’importanza della biodiversità in natura, da cui l’uomo dovrebbe prendere ispirazione per una convivenza pacifica e che doni ricchezza umana.
Sulla stessa linea prosegue il monologo di Giovanni Storti che esalta la natura e ribadisce quanto possa insegnarci il suo corso. In chiusura, fa un chiaro riferimento al Decreto Sicurezza di recente attuazione, in contrasto con quanto la natura stessa sembra volerci dire.
“Ma cosa applaudite, che qui è piano di polemiche!”, esordisce Natalino Balasso con un ulteriore monologo. Cerca di sminuire con leggerezza sia le accuse di sessismo, sia quelle di volgarità per i nudi presenti nella serie.

Dopo, cambia argomento e si concentra sulle recenti statistiche sul problema dell’analfabetismo funzionale in Italia e di tutti i problemi conseguenti, dalle fake news alla comprensione della realtà in generale, anche di cose che diamo per scontate.
Lo raggiunge Giovanni Storti, che  ricollega quanto detto da Balasso al suo monologo chiuso con la questione del Decreto Sicurezza e dell’accoglienza. In particolare, mette in risalto lo sgombero forzato dei migranti dal CARA di Castelnuovo di Porto (Rm).
Inizia il cartoon Adrian.

I servizi di sicurezza del regime sembrano essere sulle tracce dell’orologiaio Adrian, grazie ad un informatore segreto che si è detto pronto a rivelarne l’identità in cambio di un milione di euro. Ma l’uomo viene arrestato e interrogato dagli agenti Orso e Carbone. Sotto pressione, confessa che in realtà voleva solo attirare l’attenzione e tentare di mettere le mani sulla taglia.
Nel frattempo, una telefonata anonima porta gli agenti su un’altra pista, stavolta all’università. Ma pur picchiando il Rettore per ottenere informazioni, per gli agenti si rivela un nuovo buco nell’acqua.

I giornalisti, intanto, tentano una ricostruzione delle macchinazioni anomale (perché stranamente informate) da parte del regime.

“La volpe”, dal canto suo, si rende protagonista di una nuova rissa (o, almeno, così viene raccontata dai media). I suoi intenti, tutavia, sono nobili, per difendere i più deboli.

Gilda ne parla con il suo Adrian, mentre ascolta il racconto del notiziario televisivo.
I vertici governativi, dal canto loro, cominciano ad interrogare gli impiegati di un’azienda fittizia (in realtà attività di copertura per il regime) per capire da chi possano essere venute eventuali fughe di notizie o depistaggi.

Contemporaneamente, dal quartier generale di “Mafia International” iniziano le pressioni sul regime per abolire la sanità pubblica.
Un gruppo di universitari fa recapitare false segnalazioni al numero reso pubblico dagli investigatori, così da depistarli e ritardare le ricerche.

Ma c’è un imprevisto: Orso e Carbone si scontrano fortuitamente con Gilda – in uscita dalla panetteria – e, sfortunatamente per lei, la riconoscono per via di una voglia a forma di “S” rovesciata sul collo. Lei cerca di seminarli e torna a casa, in preda al panico, per dirlo ad Adrian.
Gilda è preoccupata e chiede ad Adrian cosa possono architettare per salvarsi.
Lui, sorprendentemente, esce di casa e va a parlare con gli agenti Orso e Carbone, appostati in strada.
Cerca di fare un patto con loro, insistendo sul fatto che loro sono solo un pezzo dell’ingranaggio e che il regime sarebbe pronto a disfarsene senza nessuno scrupolo.

Il piano prevede che Adrian conceda agli agenti di scattergli una foto, ma in un altro luogo della città: loro la consegneranno ai vertici governativi (salvando la propria posizione) per poi passare dalla sua parte e aiutarlo con i depistaggi.
Il piano va in parzialmente in porto. L’aspetto camuffato di Adrian risulta esagerato e dalle parti del regime hanno dubbi sulla sua autenticità. Solo Orso e Carbone (gli unici ad averlo visto realmente) riescono a convincere i propri capi che si tratta dell’orologiaio.
Un giovane, intanto, viene picchiato e neutralizzato dai servizi segreti, prima che riesca a diffondere un video inedito dell’esibizione dell’orologiaio al concerto di fine anno. Il suo telefono viene sequestrato, anche se l’audio della canzone si è già diffuso tra i cittadini.
Orso e Carbone sono dalla sua parte e ora Darian – questo il nuovo nome di Adrian dopo il cambio di identità – può andare in tv, all’attenzione della città intera. Nella sua intervista parla dell’opulenza e dei suoi abbagli, in contrasto con l’importanza della bellezza e dei valori umani: “Quelle fondamentali sono le riccehzze del cuore, da cui si sprigionano passioni che nessuna ricchezza materiale è in grado di produrre”.
L’intervista prosegue con una crociata verso il sistema economico in mano alle multinazionali, promotrici di un consumismo alienante che alimenta lo shopping compulsivo e priva del contatto umano. In questo, la bottega di un vecchio orologiaio è simbolo della resistenza di un mercato a misura d’uomo.
Quando rientra a casa, Gilda polemizza con Adrian per via dell’apparizione in tv del finto orologiaio. Non sa che dietro quella maschera c’è il suo compagno e teme che Darian possa essere un fantoccio del regime e depotenziare la portata rivoluzionaria del vero orologiaio. Inoltre, teme che un giorno il regime potrà catturarli e farli sparire senza che nessuno se ne accorga.

Adrian, nonostante la determinazione di Gilda, riesce a dissuaderla dal tentativo di indagare per scoprire chi è Darian e rendere pubblica la sua identità.

In città, il giorno dopo la diretta e la diffusione della canzone, la popolazione appare come ammaliata dalla figura dell’orologiaio.
Una popolarità che dà non pochi fastidi a Johnny Silver, la star indiscussa della musica filo-governativa, incapace di accettare la fama del suo rivale. Per questo, inizia a diffondere la notizia che dietro Darian non ci sia nessuno, si tratta di un personaggio fittizio.
Il giorno in cui i rappresentanti del regime vogliono incontrare Darian, insieme ad una folla in visibilio – Gilda rischia di far saltare il piano di Adrian: inizia a sostenere tra la folla che Darian sia solo un impostore. Orso e Carbone – ora alleati di Adrian – riescono a zittirla poco prima che combini grossi guai e faccia scoprire chi c’è dietro la maschera di Darian.

La puntata di Adrian si chiude qui. Appuntamento a lunedì prossimo.

Un episodio che conferma gran parte delle perplessità registrate finora. Personaggi senza sfaccettature, schiacciati in ruoli unidimensionali e che partecipano ad una storia di fatto elementare nell’idea e nella resa, con una scrittura estremamente prevedibile.

Per quanto riguarda lo spettacolo in anteprima, questa sera è stato allungano nella durata, con il tentativo di aumentarne il peso specifico attraverso la differenziazione dei monologhi. Il risultato è stato solo apparentemente più corposo, rimanendo difficile da inquadrare perché senza un collegamento espressivo con quanto visto nel cartoon.

Infine, la partecipazione di Adriano Celentano è sembrata ancora una volta un modo per appagare l’attesa del pubblico, senza una vera idea rispetto alla sua funzione effettiva nello show.



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