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Il silenzio dell’acqua 2 la recensione della serie con Angiolini e Pasotti

Analisi e riflessioni critiche sulla seconda stagione della serie con Ambra Angiolini e Claudio Gioè.

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Il silenzio dell'acqua 2 recensione
Analisi e riflessioni critiche sulla seconda stagione della serie con Ambra Angiolini e Claudio Gioè.
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La recensione della prima puntata de Il silenzio dell’acqua 2 punta soprattutto sulla nuova linea giallistica e poliziesca. Una linea che procede deliberatamente con la definizione dei personaggi principali della serie. Canale 5 ha mandato in onda la prima puntata venerdì 27 novembre in prima serata. Nel cast Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti nel ruolo dei due poliziotti protagonisti  Luisa Ferrari e Andrea Baldini. Proprio come era accaduto nella prima stagione.

Il silenzio dell’acqua 2 la recensione

Si inizia con i due poliziotti protagonisti che si ritrovano dopo un anno esatto dall’ultima volta in cui i telespettatori li hanno visti. Risolto il caso precedente Canale 5 li impegna in un altro non meno difficile, contorto, pieno di risvolti e di intrighi.

La morte di una giovane donna e del figlio maggiore è al centro del caso. L’altra figlia della donna, la piccola Giulia, è scappata ed è stata trovata dalla poliziotta mentre vagava in un bosco.

Questo è l’inizio del nuovo incubo in cui vengono precipitati i telespettatori. Siamo in una provincia apparentemente addormentata che si sveglia solo per uccidere. In maniera subdola, in una atmosfera da giallo e da noir di periferia. Castel Marciano, cittadina immaginaria dove si svolgono i fatti raccontati, è ampiamente in evidenza.La fotografia della serie si sofferma, infatti, con particolare attenzione mettendone in evidenza particolari anche minimi.

Dunque, da una parte c’è l’introspezione psicologica dei personaggi, dall’altra la brutale realtà di un duplice efferato omicidio. E la trama si insinua nell’immaginario del telespettatore con la chiara volontà di stimolarne la curiosità. E con l’obiettivo di fidelizzarlo per le prossime puntate e di suscitare dubbi, incertezze, sospetti.

Perchè nessuno è innocente e i colpevoli sembrano tanti. La sceneggiatura è un continuo susseguirsi di domande, incertezze, non esiste una verità acclarata se non quei due corpi riversi sul freddo pavimento di una casa. In realtà la sceneggiatura è furba e accattivante, scritta per rincorrere l’obiettivo prefisso.

Analisi dei personaggi

Come già era accaduto nella prima stagione, la coralità della recitazione esiste. I due protagonisti sono accomunati dalla dedizione al lavoro e dallo scrupolo di svolgere bene il proprio lavoro. Convincente la Angiolini così come Pasotti.

E convincente anche Giulio Maria Corso che si è riscattato dal ruolo da soap opera interpretato nella scorsa serie de Il Paradiso delle signore. Riesce  a rendere il marito violento, pugile tutta forza bruta che si abbatte su tutto e tutti con tracotanza delinquenziale. Ma a volte appare fastidioso perchè troppo sbilanciato.

Gli altri personaggi sono inseriti in una comune atmosfera di credibilità scenica. Anche la piccola attrice che interpreta Giulia ha dato una convincente prova di recitazione.

Il silenzio dell’acqua 2 gli ascolti

La prima puntata de Il silenzio dell’acqua 2 ha raggiunto  2.603.000 telespettatori con 11.1%. Un risultato molto al di sotto delle aspettative di Canale 5.

La serie è fruibile anche su MediasetPlay.

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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