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Spot in tv : Patatine Lay’s | Il tecnico vs la vecchietta vendicativa

Spot in tv : Patatine Lay's | il tecnico vs la vecchietta vendicativa. Protagonisti della nuova campagna pubblicitaria una vecchietta e un tecnico chiamato per riparare il suo montascale, che non farà proprio una bella fine.

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Spot in tv : Patatine Lay's | il tecnico vs la vecchietta vendicativa. Protagonisti della nuova campagna pubblicitaria una vecchietta e un tecnico chiamato per riparare il suo montascale, che non farà proprio una bella fine.
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Un’anziana signora ha difficoltà a salire da un piano all’alto della sua abitazione ed utilizza un montascale. L’attrezzo che funziona elettricamente, però, va in panne. A questo punto per la vecchietta non c’è altra soluzione, se non quella di contattare il tecnico per farlo risistemare e funzionare come nuovo. L’uomo bussa alla sua porta, le sorride e inizia a lavorare. Naturalmente per trovare il guasto è necessario aprire la cassetta degli attrezzi e tirar fuori gli arnesi necessari. Questa sarà una leggerezza che “costerà caro” al povero manutentore.

Già, perché l’arzilla signora, che ci tiene ad osservare minuziosamente il lavoro del tecnico che dovrà risolverle il guasto, scorge un pacchetto di patatine all’interno della cassetta stessa, aperto poco prima dal tecnico stesso. L’uomo, carponi, capisce il tentativo della padrona di casa di prendere la busta senza che lui se ne avveda e riesce a fermare i suoi propositi con una rapida pedata che fa chiudere di scatto il contenitore degli attrezzi, colpendo anche le dita della nonnina che a quel punto medita vendetta. La volontà di mangiare le patatine è più forte anche di vedere aggiustato il suo montascale.

Pertanto, quando l’uomo è pronto a effettuare l’ultimo collaudo e si appoggia sull’apposito sedile dell’apparecchio, la signora con un attrezzo mette in funzione il servoscala senza che lui se ne accorga, aumentando la velocità di trasporto. Il risultato è che il povero tecnico schizza via, urlando, verso l’alto ad un’andatura folle, schiantandosi probabilmente sulla vetrata che si trova al piano superiore. La nonnina, nel mentre, osserva il tutto con sguardo beffardamente compiaciuto e sgranocchiando le tanto agognate chips.

Nella sua brevità (la durata è di venti secondi), lo spot fa inevitabilmente sorridere. Se si vuole azzardare un modello di riferimento, si potrebbe pensare che sia stato improntato ad una forma comica, tipicamente americana, risalente agli albori del cinema. I due protagonisti, come accadeva nelle comiche del tempo, in un certo senso lottano tra loro e ognuno prova avere la meglio sull’altro cagionandogli qualche piccolo guaio, anche fisico. Una “battaglia” grossolana che, per l’assurdità con cui viene combattuta, fa inevitabilmente ridere il telespettatore. La pubblicità della marca di patatine è in tal senso un apprezzabile riproposizione, in chiave moderna, di un tipo di comicità ormai superato, ma che evidentemente viene riutilizzata per far divertire il potenziale cliente.

Qui, però, c’è anche un pizzico di cinismo che la rende anche poco politically-correct, infrangendo volutamente e con fare ironico valori classici come il rispetto degli anziani, e rimarcando l’impossibilità di resistere ai peccati di gola, per i quali si è pronti a tutto. Il tecnico, infatti, non esita a scalciare la cassetta pur di difendere le sue patatine dalle grinfie dell’invadente nonnina che si fa anche male alle mani. Dall’altro lato, lei è pronta a scatenare anche un piccolo corto circuito pur di veder soddisfatta la sua golosità. Insomma, occhio per occhio, dente per dente.


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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