Da qualche giorno è in rotazione la nuova pubblicità de La Settimana Enigmistica. La celebre rivista, nata nel lontano 1932, torna dunque al centro di una campagna comunicativa.
Pubblicità La Settimana Enigmistica, la regia è di Enea Colombi
La pubblicità de La Settimana Enigmistica è denominata Il Piacere di Arrivarci. La produzione è curata da Enormous, mentre la fase della post-produzione è della 22Dogs. Colui che firma la regia dello spot è Enea Colombi, che in carriera ha diretto numerosi videoclip di brani celebri. La campagna comunicativa è stata lanciata diverse settimane fa, ma continua a essere protagonista con una strategia crossmediatica. Oltre che in televisione, infatti, la pubblicità interessa anche i social e gli ambienti digitali. Nella versione integrale lo spot ha una durata di 30 secondi.
La descrizione
Nella pubblicità de La Settimana Enigmistica dal titolo Il Piacere di Arrivarci sono mostrate una serie di persone mentre, in diverse fasi della giornata, sono impegnate con l’iconica rivista. In particolare, i protagonisti dello spot si cimentano nei rompicapo delle Parole crociate, dell’Aguzza la vista, di Bersaglio e delle Parole intrecciate, fra i giochi più famosi e apprezzati della rivista.
La Settimana Enigmistica è raffigurata come un compagno di viaggio adatto per ogni occasione: c’è chi la usa mentre è in piscina e chi si intrattiene durante un viaggio in taxi. Ma, ancora, i testimonial affrontano i giochi la sera sul divano in totale relax o al bar con gli amici. La particolarità che rende unico lo spot è che a coloro che riescono a risolvere gli enigmi scoppia la testa e l’esplosione conseguente rilascia una grande quantità di coriandoli. Ad accompagnare le immagini c’è la musica di Boum, brano dell’autore francese Charles Trenet, che ben si adatta all’intera narrazione.
Pubblicità La Settimana Enigmistica, la recensione
La Settimana Enigmistica ha scelto di puntare tutto sull’effetto a sorpresa e, considerando il risultato finale, l’obiettivo è senza dubbio raggiunto. La scelta di basare la narrazione sulle teste scoppiettanti crea un effetto inquietante, esaltato ulteriormente dalla colonna sonora, con i “boum” del testo che accompagnano anche a livello sonoro le immagini delle esplosioni delle teste. Il tutto dà una cifra vagamente horror alla produzione. Visivamente, le esplosioni non sono piacevoli e rischiano di essere persino respingenti per un pubblico impressionabile, ma di sicuro lo spot non passa inosservato e già questo è un risultato non da poco per una pubblicità.

