Su Sky Arte va in onda Anselm, documentario del 2023 diretto da Wim Wenders e dedicato alla vita, alle opere e all’immaginario di Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei tedeschi.
Il film non segue una struttura biografica tradizionale. Wenders entra nel mondo di Kiefer attraverso i suoi atelier, le sue installazioni monumentali, le opere, le immagini d’archivio e alcune ricostruzioni dedicate alla sua giovinezza. Il risultato è un viaggio tra arte, memoria, mito, poesia, guerra e storia della Germania.
Regia, produzione e protagonista del documentario Anselm
Anselm è diretto da Wim Wenders, autore di film come Paris, Texas, Il cielo sopra Berlino, Pina e Il sale della terra. Il documentario è stato realizzato in 3D e punta a rendere fisica e immersiva l’esperienza delle opere di Kiefer, spesso caratterizzate da dimensioni enormi, materiali stratificati e riferimenti alla storia europea.
Il protagonista è Anselm Kiefer, pittore, scultore e artista tedesco nato nel 1945. La sua ricerca attraversa pittura, fotografia, libri d’artista, architettura, installazioni e scultura. Nelle sue opere tornano spesso temi come il dopoguerra, il trauma del nazismo, l’identità tedesca, la mitologia, la religione, la filosofia e la poesia.
Wenders non si limita a intervistare l’artista. Lo filma mentre lavora, percorre in bicicletta i suoi vasti atelier, sposta opere e continua a costruire nuovi paesaggi artistici. Il documentario alterna il presente di Kiefer a sequenze interpretate da Daniel Kiefer, che dà volto all’artista da giovane, e da Anton Wenders, che lo interpreta da bambino.
Tra le figure creative principali del film ci sono anche il direttore della fotografia Franz Lustig, il compositore Leonard Küßner e la montatrice Maxine Goedicke.
Dove è stato girato?
Anselm è stato girato tra Germania e Francia, seguendo alcuni dei luoghi più importanti della vita e della ricerca artistica di Anselm Kiefer.
Una parte centrale del documentario è ambientata a Barjac, nel Sud della Francia, dove Kiefer ha lavorato per molti anni creando un enorme spazio artistico composto da padiglioni, tunnel, strutture architettoniche, cripte sotterranee e installazioni monumentali.
Le riprese hanno coinvolto anche il grande studio di Croissy-Beaubourg, vicino a Parigi, dove l’artista continua a produrre molte delle sue opere. In Germania, invece, il film torna nei luoghi dell’infanzia e della formazione di Kiefer, compresa la zona dell’Odenwald, dove aveva i primi atelier, e l’area vicina a Rastatt e al fiume Reno.
Queste location non sono semplici sfondi. Gli spazi, spesso enormi e quasi industriali, diventano parte integrante del racconto. Wenders usa il 3D per mostrare la materia delle opere, la profondità delle installazioni e il rapporto tra l’artista, il paesaggio e la memoria storica.
Trama del documentario Anselm
La trama di Anselm segue il percorso creativo di Anselm Kiefer, artista nato negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale e cresciuto in una Germania segnata dalle macerie, dal silenzio e dal bisogno di confrontarsi con il proprio passato.
Il documentario racconta come l’infanzia nel dopoguerra abbia influenzato profondamente la sua arte. Kiefer affronta infatti temi che per lungo tempo sono stati considerati difficili o scomodi: il nazismo, i miti germanici, le rovine, le colpe collettive, il peso della storia e la necessità di non rimuovere ciò che è avvenuto.
Wim Wenders segue l’artista mentre lavora alle sue grandi opere. Tele, libri, torri, materiali bruciati, piombo, cenere, paglia, cemento e oggetti recuperati diventano parte di un linguaggio visivo che non cerca mai di essere rassicurante.
Il film mostra anche i riferimenti culturali che hanno influenzato Kiefer. Tra questi ci sono la poesia di Paul Celan, la filosofia, la scienza, la religione, l’alchimia, l’astronomia e la mitologia. Ogni opera sembra contenere più livelli di lettura e collegare passato e presente.
Anselm diventa così un documentario sull’arte, ma anche sulla memoria. Wenders racconta un artista che non vuole cancellare le ferite della storia, ma trasformarle in immagini, luoghi e materia.
Come finisce Anselm
Anselm non ha un finale narrativo tradizionale, perché non racconta una storia con un intreccio e una conclusione definitiva. Il documentario si chiude lasciando al centro l’opera di Anselm Kiefer e il suo continuo rapporto con il tempo, la memoria e la trasformazione.
La parte finale ribadisce il senso dell’intero film: l’arte di Kiefer non offre risposte semplici, ma costringe chi guarda a confrontarsi con ciò che resta dopo la distruzione. Le sue installazioni, le torri e le grandi superfici dipinte sembrano parlare di rovina, ma anche di ricostruzione.
Il messaggio conclusivo è quindi legato al potere dell’arte di conservare le domande, i traumi e le contraddizioni della storia. Wenders non chiude il ritratto con una definizione definitiva di Kiefer, ma lascia lo spettatore immerso nel suo mondo.
Cast e protagonisti del documentario Anselm
Il documentario alterna la presenza reale di Anselm Kiefer a ricostruzioni dedicate alla sua infanzia e alla sua giovinezza.
- Anselm Kiefer: sé stesso
- Daniel Kiefer: Anselm Kiefer da giovane
- Anton Wenders: Anselm Kiefer da bambino
Dove vedere Anselm in tv e streaming
Anselm va in onda su Sky Arte domenica 28 giugno 2026 alle 21:15.
Il documentario è dedicato a chi vuole conoscere più da vicino l’arte di Anselm Kiefer, il rapporto tra memoria e creatività e il linguaggio visivo di Wim Wenders.


